mercoledì 24 giugno 2015

Ho mangiato la foglia!

Anzi, più d'una.
Per la prima volta ho assaggiato le foglie della Campanula takesimana Elizabeth.
Non è la stagione migliore, sono un po' durette. Le ho assaggiate crude e bollite.

Ho assaggiato anche le giovani piantine di Phytolacca americana.
Un'amica mi ha parlato di questi "asparagi selvatici" che le aveva regalato un vicino di casa, e di quanto erano buoni.
Dopo lunga discussione abbiamo scoperto che non erano asparagi ma Phytolacca. All'epoca mi dimostrai molto scettica sull'utilizzare io stessa questa pianta, ma un insieme di circostanze mi ha fatto venire il coraggio di provare.

Li ho lessati in una grande quantità di acqua e li ho risciacquati, poi strizzati.
Li ho mangiati così, senza nessun condimento e pur non essendo particolarmente saporiti non erano nemmeno sgradevoli.

Diciamo che ho altro e che probabilmente nessuna delle due erbe diventerà un mio cibo abituale, ma non hanno causato nessun problema e non erano "cattive".

Se potessi coltivare una sola pianta potrebbe essere la campanula Takesimana, visto che è molto bella, è infestante, e si può anche mangiare, ma anche la Tetragonia non è brutta, pur avendo fiori quasi invisibili.


Oppure l'Oenothera. Altrettanto bella e infestante, commestibile e pure curativa.

O una Rosa.

Non saprò mai decidermi. Intanto mi è venuta in mente una canzone.
Non c'entra nulla con la scelta del miglior fiore.


Did you hear about the rose that grew
from a crack in the concrete?
Proving nature's law is wrong it
learned to walk with out having feet.
Funny it seems, but by keeping its dreams,
it learned to breathe fresh air.
Long live the rose that grew from concrete
when no one else ever cared.

(The Rose that Grew from Concrete by Tupac Shakur)

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