sabato 30 aprile 2016

Scatophaga stercoraria

Scatophaga stercoraria (Linnaeus, 1758)

Sono ditteri le cui larve si nutrono di escrementi. Da adulti sono carnivori e si cibano di altri insetti.

giovedì 28 aprile 2016

Anredera cordifolia

Volevo pubblicare questo articolo in contemporanea qui e sul blog degli Amici dell'orto due, ma visto che per ora là non sarà possibile, senza voler mancare loro di rispetto inizio a metterlo qui.

L'Anredera cordifolia è una pianta a rapida crescita e nei Paesi con clima favorevole è un'infestante pericolosa.

Da me è una sfida farle superare l'inverno in serra, e con la continua raccolta la mantengo sempre ben contenuta.

Ecco come si presentava lo scorso marzo: liane e foglie sparite, dai rami basali che parevano secchi spuntano nuove foglie.


Detto questo raccomando di coltivarla con giudizio e di non diffonderla in modo incontrollato in zone dove le gelate sono assenti, leggere o sporadiche.

La prima piantina, nel 2012, nata da un tubero ricevuto dalla banca dei semi.



L'Anredera, della famiglia delle Basellaceae, è originaria del Sud America, in particolare di Brasile, Bolivia, Argentina, Paraguay e Uruguay.
Da lì si è diffusa e naturalizzata in quasi tutte le zone calde:
Capo Verde, Portogallo, Canarie, Sud Africa, Cipro, Israele, Cina, Giappone, Oceania, Croazia, Grecia, Serbia, Corsica, Baleari, Messico, Hawaii, causando in alcuni casi seri problemi, perché ingloba e soffoca tutto quello che incontra.
Da noi è pericolosamente diffusa in Sicilia, ma è presente anche nelle altre regioni meridionali.
E' conosciuta con i nomi di bridal wreath o Madeira-vine, non mi risultano nomi comuni in italiano.

Viene coltivata anche a scopo ornamentale, per le foglie e i leggeri grappoli di fiorellini. Nella maggior parte dei casi la colonizzazione di altre aree è partita proprio così, da piante decorative sfuggite al controllo.
Altri usi sono quello alimentare, poiché ha foglie e tuberi commestibili, o come mangime per il bestiame. E' anche usata nella medicina tradizionale sudamericana e in Cina.
Inizio a descriverla dal basso, dai tuberi sotterranei.


Sono leggermente gommosi, da me i più grandi sono sui 3 cm. di diametro, irregolari, ed ognuno emette diversi germogli.
Questi si allungano velocemente, crescendo molti metri l'anno sotto forma di una sorta di liana sottile e tenace, che si allontana dalla radice avvolgendosi a tutto ciò che si ritrova accanto.
Se crescono in un orto devono essere un po' tenute a bada. Mi si sono avvolte praticamente a tutto: alle piante di insalata, al manico del badile, all'annaffiatoio. Basta lasciare un oggetto accanto alla pianta per un paio di giorni e lei se ne impadronisce.

Dalle liane nascono tantissime foglie lucide, carnose e vagamente cuoriformi, un po' ondulate, come anche nuovi ciuffetti che si diramano.


Ci sono ornamentali più graziose, ma queste foglie fanno la loro figura.

Per la prima volta la scorsa estate ho visto i fiori.




Per ottenerli ho messo un tubero in vaso, esponendolo a Ovest, dove il sole battente del pomeriggio e il riverbero del calore della strada hanno sollecitato l'agognata fioritura.




Le smilze infiorescenze mi hanno un po' delusa: avevo visto foto di ampie distese fiorite, ma la mia piantina, forse perché sistemata in un vaso troppo piccolo, era cresciuta pochissimo. In ogni caso, adeguando le aspettative al clima e alle circostanze, riconosco che sono graziosi e profumati. Chissà che in un vaso più grande e con un po' di concime possano fare di meglio.

Ecco come potrebbe essere la fioritura:
Anredera cordifolia, Acta plantarum


All'attaccatura delle foglie dovrebbero formarsi dei tuberi aerei facilmente staccabili. Più che i semi, sono questi tuberetti i responsabili della veloce diffusione. Inutile dire che non ho mai visto né tuberetti né semi.

Altre foto su Acta Plantarum

Per questo motivo al momento non sono in grado di fornirli a chi li volesse provare.
Ho provato a fare talee in acqua senza successo, (ma io non sono molto portata per le talee in acqua).

Con tanta pazienza sono riuscita a far radicare una liana tramite margotta. Dopo diversi mesi di permanenza in terra sono spuntate le radici e una piantina autonoma


I tuberi della piantina in vaso si sono moltiplicati abbastanza, così l'ho divisa in tre parti e l'ho data a tre amiche.

Coltivazione: essendo infestante si adatta a tutti i tipi di terreno, a diverse esposizioni e può sopportare anche carenze idriche.
Nei climi freddi si può proteggere con pacciamatura e serra, oppure si possono estrarre i tuberi dal terreno e conservarli come comuni bulbi da fiore o piantandoli (temporaneamente o definitivamente) in vaso, in modo da ricoverarli. La temperatura ideale è tra i 10 e i 30°, l'esposizione ideale è al sole o a mezz'ombra.




Gli anni precedenti sostenevo le liane con dei tutori, costituiti da ramoscelli ramificati, guidando le liane che tentavano di sfuggire e riconducendole verso la base.
L'inconveniente di questo sistema era che mi graffiavo le mani cercando di raccogliere le foglie cresciute tra i ramoscelli.

L'anno scorso ho provato ad avvolgere semplicemente le liane su loro stesse, arrotolandole e lasciandole direttamente sul terreno, sempre recuperando e riportando nella matassa i getti che “partivano per la tangente”.
Il controllo va fatto spesso, perché le liane crescono molto velocemente. Il volume del mio rotolo resta compatto perché raccolgo regolarmente le foglie. I tralci sono infatti molto sottili e se ben sistemati non occupano gran volume.

Il diametro esterno della matassa è di una sessantina di cm. e quando ho appena raccolto tutte le foglie, come in questa foto, mi ricorda un rotolo di filo spinato.

Questo a mio avviso è il metodo migliore per raccoglierla agevolmente. Purtroppo quest'anno non mi è stato consentito di riutilizzare questa modalità e mi sono dovuta riadattare ai ramoscelli graffianti.

Da me non è soggetta a parassiti e anche quando la coltivavo poggiata a terra, solo raramente veniva attaccata da chiocciole e limacce, con danni assolutamente irrilevanti.






Utilizzo
Personalmente uso le foglie, in genere le aggiungo al risotto. Il loro difetto, per alcuni è un pregio, è l'essere carnose e un po' mucillaginose, e ritengo che l'aggiungerle al risotto riesca a minimizzare quello che per me è un difetto, esaltandone il gusto.
Direi che è sufficiente preparare un risotto nel modo in cui ognuno preferisce farlo, aggiungendo pochi minuti prima della cottura le foglie di Anredera tritate grossolanamente, perché sono tenere e cuociono subito. Ovviamente l'Anredera andrà a sostituire gli altri ingredienti eventualmente aggiunti d'abitudine al risotto.

Un buon abbinamento è risotto con foglie di Anredera e fiori di zucca


All'apparenza le foglie sono molto delicate, ma ho notato che dopo la raccolta si possono conservare per qualche giorno. Avendo un orto è sempre meglio raccogliere e consumare, ma in caso di necessità le avvolgo in uno strofinaccio appena inumidito, senza schiacciarle, metto il tutto in un sacchetto e ripongo in frigo, dove resistono alcuni giorni.


Ho assaggiato anche un tubero. La pianta che ho fatto crescere in vaso sembrava avere sviluppato un enorme tubero, perché lo vedevo uscire dalla terra. Così, pur considerando poco saggio sprecare un tubero che all'epoca era raro, al momento di ritirare il vaso per proteggerlo dal freddo ho deciso di estrarlo e di assaggiarne una parte.
Il tubero non era grande come sembrava. Ne ho assaggiato comunque un pezzetto, e me ne sono pentita. Da crudo è viscidissimo e infido. Illude con un fugace quanto ingannatore accenno di croccantezza al primo morso, per sciogliersi subito in una collosità scoraggiante.
Da cotto è altrettanto viscido. L'avevo tagliato a pezzettini e cotto assieme ad altre verdure. Per fortuna era molto piccolo!
Non avendo i tuberini aerei non li ho potuti assaggiare, ma temo che siano anche loro viscidi e collosi.
Le foglie si potrebbero mangiare anche crude, ma essendo mucillaginose e di gusto erbaceo a me non piacciono.



Usi medici
Pare che la sua mucillagine abbia proprietà anti infiammatorie, anti diabetiche, che calmi l'ulcera e che protegga il fegato.
Qui uno studio sugli usi medici tradizionali
http://www.scielo.br/pdf/tce/v21n4/en_26.pdf




mercoledì 27 aprile 2016

Mi è sfuggita la barba di becco

Ieri è fiorita, ma velocemente il fiore si è richiuso e non sono riuscita a fotografarla.
Il fiore visto da vicino è grazioso, ma da distanza normale la sua bellezza si perde. L'anno prossimo vorrei coltivarla come erba alimentare: ne ho assaggiate per la prima volta un paio di piantine e le ho trovate ottime.

Fiorito anche il geum. O non si sono ancora ben aperti o quest'anno ha dei fiori particolarmente piccolini. La terra sulla stradina è arida e sassosa, ci vorrebbe del concime.



Fiorite anche due stupende ophrys rosa, ma vorrei dedicare loro un capitolo a parte. Sarà una pagina molto ripetitiva, perché continuo a fotografarle.

Fiorita la Peonia della nonna

Sta per fiorire il Bunium bulbocastanum



Il Calycanthus occidentalis


 Fichi

La rosa Golden celebration sta preparando una fioritura eccezionale. Oltre al primo fiore, che è già sfiorito, ho contato una sessantina di boccioli.


Viburnum opulus

Germogli di Ruscus aculeatus
    

 Di nuovo il Gladiolus italicus


La Old blush ha già parecchi fiori. Sembra scura perché l'ho fotografata di sera.

Si è aperto il primo fiore femminile di zucchina.

Oltre alla solita Tetragonia e cicoria, ho raccolto qualche fiore di sambuco, usati per lo "spumante" 

 e gli ultimi germogli di luppolo, che preparerò oggi, penso in frittata.

Il vento sta mettendo a dura prova i miei trapianti. Sto rallentando ulteriormente il ritmo, perché non so con cosa riparare piantine. Mi sono ridotta a fare i turni, lasciando alcune piantine a turno senza protezione. 
Ci ho messo di tutto: bottiglioni dei distributori tagliati, vasi, cartoni... appena li tolgo le piantine si afflosciano.

lunedì 25 aprile 2016

Stavolta niente fiori





Fagiolo diavolone

Melissa, che più raccolto e più cresce
Grano saraceno, che si autodissemina

         
Una foglia con gocce, mi piaceva



Fagioli nani ritti di Olevano romano


Cyclanthera pedata


Cavolo da foglia casertano





Bietola da foglia e radine

Dovrebbe essere salvia

Fragoline di bosco

domenica 24 aprile 2016

Sapone, nuovo esperimento

Come ogni mattina, stamattina ho iniziato vangando una piccola porzione di aiuola e piantando 7 piantine. Oggi è toccato ai pomodori Corno di bue.
E' stato un po' faticoso vangare, dopo la forte pioggia di ieri sera, ma guarda caso toccava a una zona protetta dalle fronde dell'enorme pino dei vicini, così la terra era sì pesante ma non completamente fradicia.

Non ci sono stati danni. Solo la Clivia si è accasciata sull'oxalis.

Poi ho raccolto la verdura, e stavolta è toccato al cavolo a foglia casertano.

Nonostante l'abbia seminato nel periodo sbagliato (prima l'ho seminato e poi ho chiesto quando fosse meglio farlo) si sta rivelando molto produttivo.

Raccogliere la verdura spesso secondo me è il sistema migliore.
La produzione è  molto più abbondante, perché non si hanno scarti, non serve perdere tempo per eliminare le foglie brutte, perché tutte le foglie sono belle, e gli insetti non hanno modo di moltiplicarsi, infatti è più semplice controllare la presenza di uova o insetti su una foglia raccolta che sulla pianta.


Devo proprio imparare a fotografare in caso di troppo sole.

Poi ho fatto il sapone!
Un esperimento, con aggiunta di foglie di Balsamita glocalis (alias Tanacetum balsamita) e di crusca di canapa, più oli essenziali.
Le foglie di balsamita e gli oli essenziali li ho messi nella speranza che diano un buon profumo al mio sapone, la crusca solo perché ce l'ho e non so cosa farne, così dopo aver visto che anche altri la usano nel sapone ci ho voluto provare.

Qualche tempo fa acquistai 3 confezioni di farina di canapa tramite un sito e nonostante sulla confezione fosse scritto "farina" all'interno c'era solo crusca.
Fortunatamente un po' si è persa durante il trasporto, perché un pacchetto non era ben chiuso,  un po' in qualche modo l'ho usata, un pochino l'ho messa nel sapone, ma il più finirà nel compost.
Il venditore non risponde, perché ha a sua volta acquistato il prodotto, non l'ha preparato in proprio. Da parte mia non comprerò più nulla da quel sito, e se anche gli altri clienti insoddisfatti smettessero di acquistare, penso che questo fornitore presterebbe più attenzione e pretenderebbe di acquistare e rivendere quanto promesso e non altr.

Qualche foto sparsa
            
Semenzali di peperone

                           
Semenzale di melanzana e piantine di pomodoro nano eterno con frutticino

  
L'enorme pianta di Oxalis rubra

                              

Hosta


           
Gladiolus italicus



         
"Giardinetto" e geranium

 
Cavolo Torasan



Tricyrtis 'normale'!

Sembrava che quest'anno fiorisse solo la Tricyrtys Raspberry mousse.  Invece è semplicemente Fiorita prima.ora è il turno di quella norm...