martedì 10 febbraio 2015

This is Sparta!

Chissà se il mio amico leggerà.
Lo rimprovero sempre perché "maltratta le sue piante" e mi risponde: le piante non vanno coccolate: This is Sparta!
Le mette in stato di stress idrico, le trasferisce al freddo, le trapianta con poca cura... a suo dire per avere piante più resistenti o più ricche di sostanze benefiche.
Oggi l'ho fatto anche io. Ho maltrattato le mie piantine.
Il tutto è iniziato mentre portavo in serra i miei semenzali.
Ho notato un odore fastidioso e ho capito che coltivare il crescione d'acqua non fa per me. Che odore! Ho già la Cardamine hirsuta, con quell'odore, e nasce senza seminarla, anzi, non riesco a liberarmene. Non voglio coltivare il crescione.
Che delusione. Dopo aver tentato di coltivare il crescione per anni senza successo (forse per colpa dei semi vecchi che mi regalò un caro zio), dopo aver seminato questi semi molto fitti, convinta che non sarebbero nati, mi sono ritrovata una marea di piantine! Solo per scoprire che non ne sopporto l'odore.
Così... This in Sparta n. 1: ho trapiantato, a ciuffetti e con malgarbo, il crescione in serra. Sono a corto di vaschette, e di voglia di trasportarle ogni giorno da casa alla serra e dalla serra a casa. Nella sua vaschetta troveranno posto piantine meno puzzolenti.


Poi, sempre nell'ottica di liberare una vaschetta, ho estirpato delle piantine di tanacetum che erano nate in ritardo (seminate in primavera, le altre loro sorelle hanno già fiorito).
Le pigrone ritardatarie stavano passando l'inverno in serra al calduccio, e senza avermi fatto nemmeno un fiore? Detto fatto: le ho estirpate, ho rotto la lastra di neve gelata e le ho trapiantate all'aperto:


Nel togliere il Tanacetum dalla sua vaschetta ho trovato una serie di tuberini.
Non so cosa siano. Sono certo cose che ho seminato io l'anno scorso, ma riesco a dimenticarmi cosa ho seminato tre giorni fa, figuriamoci se ricordo cosa ho seminato l'anno scorso. Mi sembrano pericolosamente simili ai tuberi di oxalis, ma siccome non sono in piena terra sarà eventualmente più facile tenerli a bada.
Domanda difficile: Cosa sono?


Così li ho trapiantati in un angolo della suddetta vaschetta, accanto alle due plantuline misteriose e pigre, anch'esse nate da poco.
Precisamente QUI. (Chissà se me ne ricorderò)

Per ultimo ho sloggiato il finocchietto selvatico.
L'ho trapiantato nella vaschetta del raponzolo (tanto per ricordarmi).
Avrei anche una foto, ma non è comprensibile.

Nella vaschetta del finocchietto selvatico troveranno posto le melanzane.
Ora sono in una vaschetta molto bassa, e stasera le metterò lì, dove potranno distendere le radici. Vabbè Sparta, ma non ho avuto il coraggio di trapiantare le mie belle melanzanine e poi metterle sotto il sole, e nemmeno volevo privarle di una bella giornata luminosa.
So che in teoria non causa danni il trapianto sotto il sole invernale, e se devo trapiantare 200 piante di cavolo nero non mi faccio scrupoli, ma le melanzane sono solo sei, non ho voluto rischiare.

La torta di verdura di ieri, con zucca e chenopodio, è venuta buonissima.
Prima di sera devo inventarmi un modo per cucinare la zucca che mi è rimasta.

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