domenica 8 febbraio 2015

Rivedremo il sole?

E' proprio vero che la luce non ci basta mai.
Questo è stato l'inverno più assolato che io ricordi, ma sono bastati alcuni giorni di cielo grigio e di neve per farmi sembrare un miraggio la possibilità di rivedere il sole.
Stamattina c'era sereno, così ho subito portato i miei semenzali in serra. L'ho chiusa subito, perché il freddo si fa sentire, e ho iniziato a raschiare via la neve congelata, per fare entrare un poco di caldo e luce.
Già a metà lavoro il sole era sparito dietro alle nuvole.
I semenzali li ho lasciati ugualmente. Spero che le melanzane non soffrano per questo freddo, ma che si avvantaggino della luce. D'altra parte sono state in casa per alcuni giorni e nemmeno questo ha fatto bene alla loro salute generale.
Ne avevo solo 6 semi, e sono nati tutti. Riseminarle ora sarebbe troppo tardi.

Gli altri semi di solanacee seminati in gennaio non sono nati. Era prevedibile, sono quelli di melanzana erano freschi. Anche per le cipolle penso che non ci sia più niente da fare. Ne ho altre bustine, e le seminerò presto. Inutile tenerle ancora.
Sono invece spuntati tutti i semi di crescione che avevo seminato tre giorni fa, mi pare di non avere nemmeno fatto in tempo a scritto qui.
Sono rimasta stupita. Per tutta l'infanzia e l'adolescenza ho cocciutamente provato e riprovato a seminare il crescione e mai ne era spuntata una piantina.
Ora ho ricevuto i semi dalla banca dei semi e li ho seminati così, come consiglio sempre: se hai dei semi da buttare, buttali in terra, non si sa mai. Non avrei scommesso un centesimo sulla buona riuscita. Dopo nemmeno due giorni mi sono ritrovata con un migliaio di piantine di crescione in pochi cm2. Non li ho ripicchettati oggi, ma lo farò presto.
Altra cosa incredibile: sono già riuscita a perdere il nome di qualcosa seminato assieme al crescione. Sono spuntate delle plantuline, ma non so cosa siano. Dai cotiledoni pare un fiore.
Se solo avessi scritto qui il resoconto delle semine, forse sarei riuscita a risalire all'identità dei misteriosi germogli

Le piantine di cavolo nero, che sono ormai fisse in serra da tempo, stanno benissimo e hanno due o tre piccole foglioline vere.
Non altrettanto bene le piantine di camomilla pellegrina, nè il finocchietto selvatico, che è davvero troppo fitto.

Oggi ho raccolto qualche cima di rapa e qualche foglia di bietolina rossa.



Ho seminato in un'enorme vaschetta:
bietoline rosse, rudbeckia gialla perenne, porri (semi che conservo dal 2009, ci spero poco), pastinaca, (anch'essi sono semi datati), rapa marzulara, rucola selvatica e chenopodium capitatum.
Spero che le temperature notturne si alzino presto, perché questa "aiuola portatile" è piuttosto pesante, non sarebbe il massimo del divertimento portarla in serra ogni mattina e riportarla in casa la sera.

Ormai si sa che cerco di seguire le fasi lunari, anche se non ne faccio una malattia, e si sa che spesso semino fuori stagione.
Si fa quel che si può. Ho semi vecchi da provare, ho spazi limitati, per diversi motivi non sono in grado di seminare tutto assieme.
I miei sono resoconti di quello che faccio, per cercare di sopperire alla scarsità di memoria. Non significa che oggi sia l'unico giorno possibile per seminare la pastinaca, né che tutti lo debbano fare.


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