Pioggia e grandine, notte e giorno e di nuovo notte. Tuoni, vento, qualche minuto di sole e ancora tuoni, pioggia e grandine. Ho tolto le foglie triturate dal portico e pulito i vialetti per tre volte, poi ho desistito, tanto appena finivo ricominciava a grandinare. Ora sono chiusa in casa. Il rumore è ancora da grandine, o da pioggia molto forte.
Non credo che siano rimaste foglie, sulle piante e penso nemmeno molti fiori. Ce n'erano alcuni in boccio.
Ieri avevo tolto la copertura dalle aiuole di cicoria, sarà da buttare. Dovrò tagliare via tutto per favorire la ripresa.
Capisco che i veri problemi sono altri, però dispiace ugualmente.
Inoltre il cellulare con cui fotografavo si è bloccato, quindi per ora solo foto di repertorio.
Quello che semino, coltivo, raccolgo e cucino. Bonus extra: quello che cucio, taglio, invento, incollo...
giovedì 12 aprile 2018
mercoledì 11 aprile 2018
Qualche fiore
Le foto sono ormai vecchie, i fiori nella realtà sono più fioriti, ma non riesco a fare di più.
I narcisi quest'anno sono pochi. Stanno iniziando i piccoli in vaso ma sono così pochi che non li ho nemmeno fotografati.
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I narcisi quest'anno sono pochi. Stanno iniziando i piccoli in vaso ma sono così pochi che non li ho nemmeno fotografati.
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| Inizia a fiorire l'Ajuga reptans atropurpurea |
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| Brunnera |
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| Un paio di calendule nane |
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| Una situazione tipica, nel mio orto: non cavolfiori, ma cavoli (Questi sono di Turchia) e fiori |
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| Un'orchidea sta fiorendo, forse la Orchis purpurea |
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| Finalmente un leggero aumento della fioritura dei tulipani, quest'anno 7 fiori e un pezzettino |
Questo è il mezzo fiore/mezza foglia di tulipano, che porta il numero di fiori di quest'anno al ragguardevole numero di 7 e mezzo.
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| Clivia |
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| Viola pinnata |
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martedì 10 aprile 2018
Situazione orto
Un parziale aggiornamento. Tra l'altro le foto sono di 2 gg fa, non ho mai tempo per pubblicarle.
In serra:
Davanti gli avanzi dei cavoli cinesi. Gli altri li ho trapiantati all'aperto.
Dietro il Water convuvlulus, o spinacio acquatico. Le famose sub tropicali seminate in serra fredda in gennaio, Direi che stanno bene.
Cavolo rosso di Verona, lattuga, spontanee varie.
La maggior parte dei cavoli rossi li ho trapiantati all'aperto nei giorni scorsi.
All'aperto
Le piantine trapiantate per ora sono piccole, tranne i cavoli cinesi e i cavoli rossi, che erano grandi ma li ho rimpiccioliti togliendo le foglie, per fargli sopportare meglio il trapianto.
Come piante adulte, all'esterno ho qua e là 3 piccole aiuole di cicoria
Poi c'è un'infinità di borragine e spontanee varie, (tarassaco, piattello, crespino, luppolo) tutte che crescono più velocemente di quanto io le possa tagliare.
Per esempio mi sono trovata invasa dalla Lactuca serriola. Ho iniziato a mangiare anche quella, che da giovane è considerata commestibile. Ebbene: è buona!
In serra:
Davanti gli avanzi dei cavoli cinesi. Gli altri li ho trapiantati all'aperto.
Dietro il Water convuvlulus, o spinacio acquatico. Le famose sub tropicali seminate in serra fredda in gennaio, Direi che stanno bene.
Cavolo rosso di Verona, lattuga, spontanee varie.
La maggior parte dei cavoli rossi li ho trapiantati all'aperto nei giorni scorsi.
Una delle due piantine di Zucca santa.
Melanzane e cetrioli
Bieta barese vernina
Cicoria, erbette, zucca da taglio ed erba aglina
La tetragonia dell'anno scorso, quella che sono stanca di raccogliere, e che da alcuni mesi sto proprio estirpando. Ormai c'è di tutto, e tra ampi vuoti e infiltrazioni estranee la tetragonia è in minoranza.
Le piantine di peperone acquistate. Anche io ho ceduto alla tentazione. Li ho seminati troppo tardi, i miei sono ancora piccolissimi.
All'aperto
Le piantine trapiantate per ora sono piccole, tranne i cavoli cinesi e i cavoli rossi, che erano grandi ma li ho rimpiccioliti togliendo le foglie, per fargli sopportare meglio il trapianto.
Come piante adulte, all'esterno ho qua e là 3 piccole aiuole di cicoria
Poi c'è un'infinità di borragine e spontanee varie, (tarassaco, piattello, crespino, luppolo) tutte che crescono più velocemente di quanto io le possa tagliare.
Per esempio mi sono trovata invasa dalla Lactuca serriola. Ho iniziato a mangiare anche quella, che da giovane è considerata commestibile. Ebbene: è buona!
domenica 8 aprile 2018
Produzione semi di carote II
Dopo la mia risposta sulle carote (Produzione semi di carota) ho ricevuto un'ulteriore domanda: e se i semi di carota da salvare fossero più di una varietà? In parte ho già risposto nel post sul semi di cavoli acefali, (Tanto lavoro) ma non tutte le piante reagiscono allo stesso modo. Se tolgo i getti fiorali da un broccolo fiolaro, lui (essendo appunto fiolaro) "figlierà" nuovamente e in seguito farà altri fiori. Ma la carota? Non ne sono certa, ma non penso che la fioritura della carota possa essere ritardata eliminando lo scapo. Non so se poi ne emetterà un altro.
Ecco le mie idee in proposito. Come sempre: le mie idee sono limitate alla mia esperienza pratica. Non sono pratica di tutto, anzi! e in questo caso specifico sono solo idee, perché non ho mai avuto la necessità di evitare l'ibridazione delle carote.
Ecco cosa ho suggerito:
1) La versione per me più semplice: lasciare tutte le carote necessarie interrate e vedere cosa accade. Con un po' di fortuna fioriranno in periodi diversi e il problema non si porrà.
2) Siamo sfortunati e le carote diverse fioriscono assieme?
Se entrambe dovessero fiorire assieme si possono racchiudere le ombrelle di fiori in sacchetti di tessuto non tessuto. L'impollinazione naturale è sempre la migliore, ma si può agire anche così.
Si possono insacchettare prima che si aprano i primi fiori, possibilmente racchiudendo nello stesso sacchetto i fiori di più di una pianta, poi a giorni alterni si può togliere il sacchetto a una certa varietà, in modo che gli insetti la impollinino, e scuotere delicatamente i sacchetti delle altre, per permettere un minimo di impollinazione anche nei giorni in cui restano chiusi. Il tutto controllando che non ci siano varietà selvatiche o altre carote negli orti dei vicini. Pare che si ibridino piuttosto facilmente.

Oppure, penso che con il sistema descritto da Angelo sempre nel blog degli Amici dell'orto, si possa entro certi limiti a pilotare le fioriture, mettendo le cime a riposo e risvegliando varietà diverse in periodi diversi. Ovviamente non in gennaio. Chi non abita ai tropici non può sperare che i semi di carota possano maturare in pieno inverno.
Dobbiamo aspirare alla perfezione, ma se non fosse possibile raggiungerla, piuttosto che rinunciare è meglio un imperfetto tentativo.
Ecco le mie idee in proposito. Come sempre: le mie idee sono limitate alla mia esperienza pratica. Non sono pratica di tutto, anzi! e in questo caso specifico sono solo idee, perché non ho mai avuto la necessità di evitare l'ibridazione delle carote.
Ecco cosa ho suggerito:
1) La versione per me più semplice: lasciare tutte le carote necessarie interrate e vedere cosa accade. Con un po' di fortuna fioriranno in periodi diversi e il problema non si porrà.
2) Siamo sfortunati e le carote diverse fioriscono assieme?
Se entrambe dovessero fiorire assieme si possono racchiudere le ombrelle di fiori in sacchetti di tessuto non tessuto. L'impollinazione naturale è sempre la migliore, ma si può agire anche così.
Si possono insacchettare prima che si aprano i primi fiori, possibilmente racchiudendo nello stesso sacchetto i fiori di più di una pianta, poi a giorni alterni si può togliere il sacchetto a una certa varietà, in modo che gli insetti la impollinino, e scuotere delicatamente i sacchetti delle altre, per permettere un minimo di impollinazione anche nei giorni in cui restano chiusi. Il tutto controllando che non ci siano varietà selvatiche o altre carote negli orti dei vicini. Pare che si ibridino piuttosto facilmente.

Oppure, penso che con il sistema descritto da Angelo sempre nel blog degli Amici dell'orto, si possa entro certi limiti a pilotare le fioriture, mettendo le cime a riposo e risvegliando varietà diverse in periodi diversi. Ovviamente non in gennaio. Chi non abita ai tropici non può sperare che i semi di carota possano maturare in pieno inverno.
Dobbiamo aspirare alla perfezione, ma se non fosse possibile raggiungerla, piuttosto che rinunciare è meglio un imperfetto tentativo.
venerdì 6 aprile 2018
Tanto lavoro
Sono molto impegnata, in questo periodo. Sto seminando i fiori, quasi tutti direttamente in piena terra. Non pare, ma anche per seminare direttamente a dimora ci vuole il suo tempo. Poi sto ripicchettando le verdure in serra e trapiantandone altre all'aperto.
Nel fare questo si trovano infestanti da estirpare, spontanee da spostare, verdure o erbe da raccogliere e preparare per pranzo o cena...
Poi c'è da vangare, da annaffiare in serra, da aprirla o chiuderla in modo da regolare la temperatura... e devo anche impedire la fioritura contemporanea di più varietà di brassicacee. No, in realtà non devo, ma lo faccio ugualmente.
Sono fioriti per primi i cavoli acefali misteriosi, il cui seme avevo comperato come "asparagi". Ho visto subito che non lo erano, ma ho fatto bene a seminarli ugualmente, questi cavoli sono buonissimi e teneri.
Poi fioriranno i cavoli di Turchia.
Sto invece eliminando i boccioli dal broccolo fiolaro di Creazzo: le piantine sono già "risorte" diverse volte, sopravvivendo alla siccità mentre ero in vacanza e ai parassiti che li avevano prima divorati e poi fatti rinsecchire. Credo che sopporteranno anche questo mio maltrattamento, e mal che vada, se non ottenessi i semi penso che me ne potrei procurare altri.
Poi mi chiedo: ma perché? Sono tre varietà buonissime, e le brassicacee in generale mi piacciono tutte. Non sarebbe una tragedia, se si ibridassero.
Mah, diciamo che "se non son matti non li vogliamo" e io ho tutte le carte in regola per rientrare in questa categoria.
Stasera c'erano ben 5 gechi, tutti grandi!
Nel fare questo si trovano infestanti da estirpare, spontanee da spostare, verdure o erbe da raccogliere e preparare per pranzo o cena...
Poi c'è da vangare, da annaffiare in serra, da aprirla o chiuderla in modo da regolare la temperatura... e devo anche impedire la fioritura contemporanea di più varietà di brassicacee. No, in realtà non devo, ma lo faccio ugualmente.
Sono fioriti per primi i cavoli acefali misteriosi, il cui seme avevo comperato come "asparagi". Ho visto subito che non lo erano, ma ho fatto bene a seminarli ugualmente, questi cavoli sono buonissimi e teneri.
Per non stare a ripetere sempre la storia, potrei dargli un nome. Finché non scoprirò la sua vera identità lo chiamerò Cavolo asparagino.
Sto invece eliminando i boccioli dal broccolo fiolaro di Creazzo: le piantine sono già "risorte" diverse volte, sopravvivendo alla siccità mentre ero in vacanza e ai parassiti che li avevano prima divorati e poi fatti rinsecchire. Credo che sopporteranno anche questo mio maltrattamento, e mal che vada, se non ottenessi i semi penso che me ne potrei procurare altri.
Poi mi chiedo: ma perché? Sono tre varietà buonissime, e le brassicacee in generale mi piacciono tutte. Non sarebbe una tragedia, se si ibridassero.
Mah, diciamo che "se non son matti non li vogliamo" e io ho tutte le carte in regola per rientrare in questa categoria.
Stasera c'erano ben 5 gechi, tutti grandi!
martedì 3 aprile 2018
Produzione semi di Carote
Per rispondere a un "Amico dell'orto" approfitto di questa pagina. Sarebbe infatti complicato, per me, inserire i link alle immagini nel commento di risposta, poi l'argomento potrebbe interessare ad altri.
Io spesso recupero i torsoli/germogli/cime delle verdure, mettendoli a radicare. L'ho fatto con i daikon, le carote, le verze, le radici di Soncino... In questo momento ho sul davanzale due cime di daikon e un torsolo di cavolo cappuccio rosso, che sta proprio emettendo i germogli che porteranno i fiori.
A volte il procedimento funziona, e le piante ottenute riescono a fiorire e a produrre semi, altre volte no.
Nell'articolo che ha dato inizio al tutto, Angelo descrive il suo metodo, che consente di ottenere la migliore percentuale di risultati positivi.
Amici dell'orto due - Semi di carota
Al contrario, il mio in realtà non è un vero e proprio metodo: taglio le cime o i torsoli delle verdure e, senza alcuna preparazione, li metto in acqua.
Nel mio commento all'articolo di Angelo, però, parlavo di un altro sistema, quello di lasciare le carote in terra e attendere che la natura faccia il suo corso. Metodo semplice, per pigri, ma non perfetto, perché le carote durante l'inverno potrebbero marcire, e perché si perde la possibilità di utilizzare la radice.
Leo vorrebbe sapere: "quanto tempo ha impiegato il tuo metodo (da che mese a che mese), e se magari durante questi anni hai ripetuto con successo?"
Purtroppo non posso rispondere.
Io semino le carote in qualsiasi periodo dell'anno, quindi non posso ricordare da che mese a che mese è durata la loro coltivazione. In genere fioriscono a inizio estate, da maggio a luglio, indipendentemente dall'inizio della coltivazione. Quando hanno superato un inverno, o un periodo di freddo sufficientemente intenso da far loro credere che sia passato un inverno, le piante iniziano a produrre il fiore.
Per fare in modo che ciò avvenga, è sufficiente scegliere delle belle piante di carota, evitare di raccoglierle, e sperare che tutto vada per il meglio. Posso dire che non è stato un caso sporadico, e che quasi ogni anno lascio un paio di piante di carote, nella speranza che producano il seme, sempre utile anche per scambi o per la banca dei semi.
Ecco qualche foto:
Io spesso recupero i torsoli/germogli/cime delle verdure, mettendoli a radicare. L'ho fatto con i daikon, le carote, le verze, le radici di Soncino... In questo momento ho sul davanzale due cime di daikon e un torsolo di cavolo cappuccio rosso, che sta proprio emettendo i germogli che porteranno i fiori.
A volte il procedimento funziona, e le piante ottenute riescono a fiorire e a produrre semi, altre volte no.
Nell'articolo che ha dato inizio al tutto, Angelo descrive il suo metodo, che consente di ottenere la migliore percentuale di risultati positivi.
Amici dell'orto due - Semi di carota
Al contrario, il mio in realtà non è un vero e proprio metodo: taglio le cime o i torsoli delle verdure e, senza alcuna preparazione, li metto in acqua.
Nel mio commento all'articolo di Angelo, però, parlavo di un altro sistema, quello di lasciare le carote in terra e attendere che la natura faccia il suo corso. Metodo semplice, per pigri, ma non perfetto, perché le carote durante l'inverno potrebbero marcire, e perché si perde la possibilità di utilizzare la radice.
Leo vorrebbe sapere: "quanto tempo ha impiegato il tuo metodo (da che mese a che mese), e se magari durante questi anni hai ripetuto con successo?"
Purtroppo non posso rispondere.
Io semino le carote in qualsiasi periodo dell'anno, quindi non posso ricordare da che mese a che mese è durata la loro coltivazione. In genere fioriscono a inizio estate, da maggio a luglio, indipendentemente dall'inizio della coltivazione. Quando hanno superato un inverno, o un periodo di freddo sufficientemente intenso da far loro credere che sia passato un inverno, le piante iniziano a produrre il fiore.
Per fare in modo che ciò avvenga, è sufficiente scegliere delle belle piante di carota, evitare di raccoglierle, e sperare che tutto vada per il meglio. Posso dire che non è stato un caso sporadico, e che quasi ogni anno lascio un paio di piante di carote, nella speranza che producano il seme, sempre utile anche per scambi o per la banca dei semi.
Ecco qualche foto:
| 23 maggio 2011 |
| 28 maggio 2011 |
| 28 maggio 2011 |
| 3 giugno 2013 |
| 3 giugno 2013 |
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| 1 giugno 2017 |
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| 26 maggio 2017 |
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| 1 giugno 2017 |
domenica 1 aprile 2018
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