sabato 11 agosto 2018

Microonde

Non so da quanto non facevo un'intera notte di sonno! Non ci sono proprio abituata. Così stamattina, dopo una buona dormita, mi sono svegliata con un mal di schiena da materasso che mi ha obbligato a saltare in piedi di buon'ora. Questa combinazione di fattori mi ha procurato una serie di attacchi di voglia di lavorare e di creatività. Il risultato più inatteso è stato che finalmente, dopo una quindicina di giorni, mi sono dedicata a provare un microonde usato, per conto di una mia amica. È l'amica che definisco “non tecnologica”, quella che, ovviamente, non ha la più pallida idea di cosa sia un microonde e voleva che la mamma ultranovantenne, che nemmeno lei ne aveva mai visto uno, lo usasse per cucinare una torta. Ovviamente in una teglia di metallo, rischiando di saltare per aria.
Pulendolo ho scoperto che aveva ancora la pellicola esterna, quella che andrebbe tassativamente tolta prima del primo utilizzo. Forse anche i proprietari originali l’avevano usato anche loro come forno tradizionale?
Funziona, anche se non perfettamente. Penso che prima di consigliarle di buttarlo (probabilmente la mia amica non lo butterebbe comunque) mi imbarcherò nel cambio della mica, perché mi sembra molto bruciacchiata. Per quello ho ipotizzato che fosse stato usato in modo sbagliato. Una vampata e se ne sono liberati.
Mai fatto, ma non è difficile, cambiare la mica, basta procurarsela.

Lo so, non c'entra nulla né coi fili né con i fiori, però una raccomandazione è d'obbligo: prima di usare una cosa, cerchiamo di stabilire di cosa si tratta e come si usa.
Ho già scritto troppo. Della pellicola da cucina scriverò domani.

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