Altra identificazione da Acta plantarum.
Quello che semino, coltivo, raccolgo e cucino. Bonus extra: quello che cucio, taglio, invento, incollo...
giovedì 23 febbraio 2017
martedì 21 febbraio 2017
Semenzali
I peperoni iniziano a mettere le foglie vere.
I poveri Lipo sono fittissimi, ma non posso permettermi altro, nè posso tenerli tutti. Faranno un po' di selezione naturale.
Sorpresa delle sorprese! Il 18 ho seminato un mix di succulente. Sono nate queste piccole piantine: non mi aspettavo una germinazione così veloce.
Ho cercato foto su internet e pare che l'opuntia abbia dei cotiledoni simili. Vedremo come evolveranno le piantine. Non si può prendere un mix di semi e sapere subito cosa è nato. Al momento più che un mix sembrano tutte uguali.
Come previsto le plantuline di petunia non sono sopravvissute. Erano esilissime.
Una curiosità: alcuni funghetti con forma a calice trovati qualche giorno fa nell'orto. Non so il nome, li presento solo come curiosità. Mi hanno dato diverse possibili identificazioni (Otidea onotica, Peziza, Helvella leucomelaena, Sarcosphaera crassa) ma sono molto difficili da determinare e le foto che ho fornito non aiutano, perché non sono molto nitide.


I poveri Lipo sono fittissimi, ma non posso permettermi altro, nè posso tenerli tutti. Faranno un po' di selezione naturale.
Sorpresa delle sorprese! Il 18 ho seminato un mix di succulente. Sono nate queste piccole piantine: non mi aspettavo una germinazione così veloce.
Ho cercato foto su internet e pare che l'opuntia abbia dei cotiledoni simili. Vedremo come evolveranno le piantine. Non si può prendere un mix di semi e sapere subito cosa è nato. Al momento più che un mix sembrano tutte uguali.
Come previsto le plantuline di petunia non sono sopravvissute. Erano esilissime.
Una curiosità: alcuni funghetti con forma a calice trovati qualche giorno fa nell'orto. Non so il nome, li presento solo come curiosità. Mi hanno dato diverse possibili identificazioni (Otidea onotica, Peziza, Helvella leucomelaena, Sarcosphaera crassa) ma sono molto difficili da determinare e le foto che ho fornito non aiutano, perché non sono molto nitide.


lunedì 20 febbraio 2017
Foto di piante!
La primavera si fa sentire e io ricomincio a scattare foto alle piante
Gli ellebori. Chissà perché, da ogni angolazioni li guardo, li trovo sempre rivolti dalla parte opposta.
Gli ellebori. Chissà perché, da ogni angolazioni li guardo, li trovo sempre rivolti dalla parte opposta.
La Brassica parachinensis che avevo trapiantato in autunno in serra. Era stata divorata dalle limacce e fino a pochi giorni fa non era rimasto più nulla. Ebbene, alcune piantine stanno ricacciando!
Il Chimomanthus praecox quest'anno ha una fioritura minima ma profumatissima
Una succulenta arrivata qualche mese fa tramite il servizio postale
Il mirto è cresciuto tantissimo
Continuo a seminare: troppo per renderne conto.
Segnalo solo un esperimento con "semi" di funghi. Non l'ho fatto nel modo corretto e quindi non mi aspetto risultati.
Dopo l'inverno e una lunga influenza ho iniziato a ripulire un po' l'orticello. Tanto secco da togliere e tutto da vangare. Di solito inizio in autunno, ma quest'anno ho preparato solo l'aiuola per l'aglio.
Segnalo solo un esperimento con "semi" di funghi. Non l'ho fatto nel modo corretto e quindi non mi aspetto risultati.
Dopo l'inverno e una lunga influenza ho iniziato a ripulire un po' l'orticello. Tanto secco da togliere e tutto da vangare. Di solito inizio in autunno, ma quest'anno ho preparato solo l'aiuola per l'aglio.
Quanto lavoro ci sarebbe! Per fortuna la primavera sta arrivando e mi aiuterà portandomi nuove energie.
sabato 18 febbraio 2017
Varie piccolezze
Gli indizi dell'avvicinarsi della primavera si moltiplicano.
I gechi si sono definitivamente risvegliati. Da tre giorni li vedo regolarmente.
Ogni giorno raccolgo qualcosa: lattuga, cicoria, borragine, Brassica parachinensis, topinambur, foglie di Bunium... non sto utilizzando più nessuna verdura conservata.
L'inverno è stato particolarmente mite, ma negli ultimi giorni il sole è caldo, si sente davvero la primavera, così ho seminato alcune zucche. Non volevo più usare semi autoprodotti, ma sono stata tentata dalla mia zucca migliore, anche se a mio avviso un po' farinosa, e dalla zucca Barucca, ricevuta da un amico.
Molti dei miei semi stanno spuntando, anche il Trachyspermum ammi e l'ipomea batata.
![]() |
| Cavolo di Turchia |
![]() |
| Una anomala piantina di Brassica juncea a tre cotiledoni |
La mia unica cipolla egiziana (NO!!! Era un cipollotto asiatico) sta crescendo rapidamente, come anche l'aglio elefante e i due spicchi di aglione toscano.
Ho sperimentato una nuova ricetta per i topinambur.
Come il solito non è una vera ricetta, ma una cosa molto semplice. Ho tagliato un po' di cipolla rossa e l'ho messa a rosolare leggermente con un pochino di olio. Ho aggiunto i topinambur sbucciati e tagliati a cubetti, un po' di sale e curcuma e poi pochissimo riso. (Perché dovendo limitare le calorie ne metto 20 grammi a porzione, ma ovviamente le dosi e i condimenti sono personalizzabili.)
Ho lasciato cuocere il tutto a fuoco molto basso e coperto, senza niente altro. La cottura è stata più lunga del normale perché non ci ho messo acqua. Non volevo ottenere un risotto cremoso, ma qualcosa di simile al pilaf. Mi è piaciuto.
Questo post è particolarmentre scombinato perchè l'ho scritto al cellulare e non riesco a sistemarlo...
mercoledì 15 febbraio 2017
Brassica parachinensis
Sono contentissima della brassica parachinensis.
Certo non posso sperare di coltivarla in piena terra, perché le limacce ne hanno fatto strage, ma le piantine rimaste nella vaschetta, nonostante la situazione disagiata e le temperature invernali, stanno producendo benissimo.
Sono tenere e buone, crescono velocemente anche in inverno: si sono guadagnate un posto fisso nel mio orticello.
Il raccolto di ieri.
Le ho usate per un esperimento culinario, pieno di tante novità: riso rosso lessato e condito con cipolla, Brassica parachinensis e tofu passati in padella.
Il tofu è solo una trasgressione, perchè, non potrei mangiare i legumi, ma il resto è promosso.
Sono semi acquistati, vedremo se riseminandoli avró gli stessi risultati.
Certo non posso sperare di coltivarla in piena terra, perché le limacce ne hanno fatto strage, ma le piantine rimaste nella vaschetta, nonostante la situazione disagiata e le temperature invernali, stanno producendo benissimo.
Sono tenere e buone, crescono velocemente anche in inverno: si sono guadagnate un posto fisso nel mio orticello.
Il raccolto di ieri.
Le ho usate per un esperimento culinario, pieno di tante novità: riso rosso lessato e condito con cipolla, Brassica parachinensis e tofu passati in padella.
Il tofu è solo una trasgressione, perchè, non potrei mangiare i legumi, ma il resto è promosso.
Sono semi acquistati, vedremo se riseminandoli avró gli stessi risultati.
lunedì 13 febbraio 2017
La domatrice di maniche
Troppo lunghe o troppo corte, dopo gli scolli abbondanti, ora anche le maniche indisciplinate del vicinato vengono condotte da me per farsi dare una regolata.
Ecco come si presentava un maglioncino rosa dalle maniche a tre quarti.
Io le avrei allungate in un altro modo, ma si sa, il "cliente" ha sempre ragione.
Ci ho tribolato un po'.
Prima ho lavorato dei polsi aggiuntivi iniziando dal basso, che è il mio sistema preferito.
Dopo averli cucite al bordo originale ho scoperto che il filato troppo peloso del polsino (angora) aveva inglobato i giri fatti con il filo contrastante, che servono per facilitare la cucitura a punto maglia.
Non c'è stato modo di eliminare i giri aggiuntivi senza far danni e ho dovuto rifarli partendo dall'alto.
Poi ci si è messa la mia distrazione! le maniche sono a coste 2/2 quindi uguali dal diritto e dal rovescio, anzi, dal rovescio sono più belle, perché il maglione è usato e dal rovescio appare più nuovo. Un polso l'ho lavorato correttamente dal diritto, l'altro l'ho fatto dal rovescio, e me ne sono accorta solo quando stavo terminando di chiudere la cucitura laterale.
😢
Tra una distrazione e l'altra alla fine ne sono venuta a capo.
Ho chiuso i punti con intreccio extra elastico.
La chiusura a tubolare è sempre la più fine, ma anche questa ha i suoi pregi: consente di avere polsi elastici, che si allargano se si vogliono alzare le maniche e tornano alle proporzioni originali quando le si riabbassano.
La cosa che mi dispiace è che non è tanto bella, e mi pare di fare brutta figura sembra che io non sappia fare la chiusura a tubolare.
Come si nota il maglione è acquistato e la lana non è quella originale. La chiusura extra elastica è proprio brutta.
domenica 12 febbraio 2017
Bucce di melone in agrodolce
Ho la fortuna di avere tante amiche creative.
Di solito trasformavo in compost le bucce di melone gialletto, ma una delle amiche più fantasiose mi ha suggerito di prepararle in agrodolce.
La parte difficile: togliere la sottile buccia esterna gialla. Si può fare con un pelapatate, ma è un attrezzo un po' difficile da usare, per me, e la buccia di melone è duretta.
La parte noiosa: tagliare il tutto a dadini
La parte lunga: cuocerli in acqua, sale, aceto, olio, foglia di alloro e/o aromi vari. Sono abituata a fare i cetrioli in agrodolce, e quelli vanno solo sbollentati velocemente per sterilizzarli senza renderli mollicci.
Le bucce di melone al contrario devono cuocere.
Pur non essendo dolci sono comunque più zuccherine dei cetrioli. Se non si desidera un dolce spiccato si può fare l'agrodolce senza aggiungere zucchero. 😉
Un'altra cara amica mi aveva suggerito di non mettere olio nell'agrodolce. Io non condisco nemmeno l'insalata, ma nell'agrodolce non so rinunciare a un po' di olio.
La seconda volta li ho cotti più a lungo e sono venuti meglio.
La mia amica prepara anche la marmellata, ma io preferisco limitare l'assunzione di cibi dolci, così non ci ho nemmeno provato.
p.s. la marmellata si fa con cubetti di scorza di melone sbucciati, succo e buccia di limone, e zucchero.
Di solito trasformavo in compost le bucce di melone gialletto, ma una delle amiche più fantasiose mi ha suggerito di prepararle in agrodolce.
La parte difficile: togliere la sottile buccia esterna gialla. Si può fare con un pelapatate, ma è un attrezzo un po' difficile da usare, per me, e la buccia di melone è duretta.
La parte noiosa: tagliare il tutto a dadini
La parte lunga: cuocerli in acqua, sale, aceto, olio, foglia di alloro e/o aromi vari. Sono abituata a fare i cetrioli in agrodolce, e quelli vanno solo sbollentati velocemente per sterilizzarli senza renderli mollicci.
Le bucce di melone al contrario devono cuocere.
Pur non essendo dolci sono comunque più zuccherine dei cetrioli. Se non si desidera un dolce spiccato si può fare l'agrodolce senza aggiungere zucchero. 😉
Un'altra cara amica mi aveva suggerito di non mettere olio nell'agrodolce. Io non condisco nemmeno l'insalata, ma nell'agrodolce non so rinunciare a un po' di olio.
La seconda volta li ho cotti più a lungo e sono venuti meglio.
La mia amica prepara anche la marmellata, ma io preferisco limitare l'assunzione di cibi dolci, così non ci ho nemmeno provato.
p.s. la marmellata si fa con cubetti di scorza di melone sbucciati, succo e buccia di limone, e zucchero.
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