sabato 6 febbraio 2016

Spuntato, annientato e raccolto

Tra i semi di "salsiglossa" o qualsiasi cosa sia -finché non scopriremo il nome vero in qualche modo dovremo pur chiamarla- sono spuntate un paio di altre piantine, apparentemente di Ipomea, con i cotiledoni dal colore rosso violaceo.
Correzione: ed ora lo sappiamo, si chiama Salpiglossis sinuata!


L'anguria bianca era spuntata benissimo, ma ho dimenticato la vaschetta in serra durante la notte, così le piantine sono morte.
Il problema è che ho dimenticato anche dove ho messo gli altri semi...
Quei 4 che avevo seminato li avevo affidati al destino e, con il mio involontario aiuto, il destino gli è stato avverso.

I semenzali di melanzana e di peperone stanno molto bene, e con gioia a breve potrò affidarne qualche piantina a una gentilissima amica che li adotterà.








Ho raccolto la lattuga. Il freddo è drasticamente diminuito e sta buttando tante belle nuove foglioline tenere

venerdì 5 febbraio 2016

Salsiglossa? chi è costei? E' la Salpiglossis sinuata!!!

Ieri ho sistemato un po' l'orto.
Ho raccolto la cicoria fuori serra, che era coperta dal tnt e si è salvata dalla grandine.
Non mi pareva abbastanza tenera per prepararla in insalata, così ne ho fatto uno sformato di verdure. Credo che si chiami così il tortino senza pasta sfoglia sotto.
Ci ho messo zucca, cicoria, un uovo, grana e l'immancabile (per me) farina di mais.

Ho scoperto che i finocchietti selvatici dell'anno scorso hanno ributtato alla grande. Non lo sapevo perché erano nascosti sotto lo stesso tnt della cicoria.
Peccato, perché io li avevo messi nella mia lista del "vietato riprovarci" e avrei preferito la resurrezione di una verdura di mio gradimento.
Ne ho fatto una sorta di salsa frullandoli con finta maionese.
Commestibili, ma non il massimo per me.

Visto che i finocchietti mi amano anche se io non amo loro, meritano un'altra possibilità: accetto suggerimenti su come utilizzarli, ma in modo che non rovinino il sapore di altri alimenti (non sopporto le aromatiche in generale e il finocchietto in particolare).
Non è una richiesta impossibile, anche il topinambur non mi piaceva, prima del suggerimento di Luisa. Ogni verdura può essere gustosa, basta trovare la ricetta giusta.

Ho ripicchettato la lattuga regina dei ghiacci. Terriccio acquistato, molto soffice. Troppo soffice, non trattiene l'acqua. Non credo che la lattuga sopporterà il trapianto.
Ho tentato un esperimento per arginare la muffa della tetragonia. Non era mai successo. Riferirò i risultati.


Sono spuntate le piantine di "salsiglossa mix".
Mix nel senso che il donatore ha acquistato una bustina di semi di fiori misti e da lì ha prelevato per me quelli che gli parevano i semi di salsiglossa.

Ma...


ora mi accorgo con sgomento che su internet sono l'unica ad avere mai nominato la salsiglossa!

Domanda veramente difficile della giornata: cosa mi avrà mandato? C'è un fiore dal nome simile?
Mi sono arrivati dalla Bulgaria, potrebbero esserci stati problemi di traduzione.
Se le piantine ce la faranno sarà sufficiente attendere con pazienza la fioritura e la mia domanda avrà una risposta.
Correzione: Trovata la risposta! Si tratta di Salpiglossis sinuata.

giovedì 4 febbraio 2016

Benefici della grandine

Se solo fosse possibile far cadere la grandine con precisione scientifica, mi farebbe comodo una grandinata ogni 15 giorni.
I miei vialetti, fino a ieri ricoperti da una viscida patina muschiosa, cresciuta durante gli ultimi giorni piovigginosi, oggi sono pulitissimi. La patina è stata completamente scalzata via dai colpi inferti dai chicchi di grandine e poi risciacquata quando si sono sciolti.
Veloce, efficace, comodo, non inquinante.
Unico problema? non è facile comandare alla grandine, che cade dove ne ha voglia.
Non dico "impossibile" in assoluto, perché la grandinata mi ha ricordato un episodio che mio padre mi raccontava sempre, quello del "miracolo della grandine".
Quando era piccolo l'agricoltura era l'unica fonte di sostentamento e una grandinata prima del raccolto era una tragedia per i poveri contadini che già sopravvivevano a fatica durante le annate buone.
Un certo giorno il cielo divenne all'improvviso giallo e minaccioso di grandine, proprio com'è accaduto ieri.
Il prete mandò a casa di corsa i paesani preoccupati, chiedendo loro di aiutarlo a pregare, e il miracolo avvenne: in pochi minuti il giardino del prete si riempì di grandine fino all'altezza del muro di cinta e nei campi non ne cadde nemmeno un chicco.
Purtroppo non ricordo niente altro, nè il nome del parroco nè il paese dove all'epoca abitava mio padre, perché allora ogni anno il giorno di s. Martino si usava cambiare datore di lavoro e di conseguenza residenza.
So che lui non era particolarmente religioso e che mi raccontava sempre tantissimi episodi del suo passato, non credo che avesse bisogno di inventare un miracolo pur di trovare qualcosa da raccontarmi.
Mi piacerebbe saperne di più, ma la mia domanda difficile di oggi è praticamente impossibile.




mercoledì 3 febbraio 2016

Grandine

L'inverno è stato insolitamente mite, anche se nell'ultimo periodo le temperature si erano un po' abbassate.
Infatti le piante che si erano salvate, per esempio il pisello odoroso perenne, nasturzi e tagete, negli ultimi giorni si sono seccate.
Oggi la sorpresa meteorologica: temporale con tuoni e grandine.

Per fortuna nell'orto non c'è quasi nulla, meglio adesso che in estate.
Mi dispiace solo per il "broccoletto all'olio" che avevo programmato di raccogliere domani.
Ne ho diverse piantine sparse qua e là, non sono grandi ma in questa stagione le foglie non possono crescere più di tanto, lasciandole si rovinano inutilmente.



Evidentemente dovevo parlare della "vaschetta della desolazione" perché vi spuntasse qualcosa.
In contemporanea, dopo tanto tempo, sono nate le piantine di Benincasa hispida e (credo) di prezzemolo riccio. Già, perché è passato molto tempo da quando le ho seminate e ci ho aggiunto qualche altro seme.

Ricordo che non è ancora stagione di semine.
Io sono maniaca e semino sempre molto presto.
La semina di Benincasa inoltre non era nemmeno programmata. I semi non mi sembravano maturi, così ne avevo messi alcuni nel panno umido per verificarne la germinabilità, poi nonostante ne abbia tantissimi altri mi dispiaceva buttare quelli radicati, così l'11 dicembre scorso li avevo interrati nella vaschetta.


martedì 2 febbraio 2016

Fiori

Finalmente ecco i fiori di rosa di Natale (Helleborus niger)

Hanno la curiosa caratteristica che da qualsiasi parte ti metti più di uno non lo vedi dal davanti, quasi tutti da dietro.

Sono i più semplici, quelli spontanei.



Qualche foto anche della presunta ma non certa Echeveria elegans.




E' già ora di estirpare le erbacce. Ne ho approfittato per raccogliere un po' di Cardamine hirsuta, che non è per nulla buona ma pare che faccia tanto bene, e qualche bulbetto di Allium triquetrum. Non molti, perché il terreno era ghiacciato e non avevo portato nessun attrezzo.


lunedì 1 febbraio 2016

Perdonate, non è per vanità!

Lo faccio solo per mostrare la bellezza dei fiori, non la presunta bravura di noi autori&giardinieri!
L'ultimo articolo pubblicato nel blog de "Il giardino svelato" mostra tre foto di "chicche" botaniche, e in anteprima assoluta, visto che il libro uscirà solo il 25 febbraio.
Secondo me meritano di essere riportate, così lo segnalo.


I maligni non dicano che lo faccio solo perché una delle suddette chicche è la mia Trichosanthes cucumerina!

D'accordo, a me piace anche la Trichosanthes, ma... avete visto che meraviglia il Papaver bracteatur di Eddy? per non parlare del Dodecatheon pulchellum di Edoardo.






Secondo me un'occhiata la meritano, e non si paga nulla.
Non credo di poter copiare qui le foto dei miei soci, quindi ecco il link per vederle direttamente.

Le chicche botaniche

Il link non funzionava, ecco quello giusto (spero)

I biscotti di ieri

Eccoli!

In parte preparati con prodotti dell'orto: quelli rettangolari sono fatti con i semi di zucca, pazientemente sbucciati.
Quelli quadrati hanno la farina di cocco.
In entrambe le versioni c'è buccia di arancia biologica tritata nel macinacaffè, assieme ai semi di zucca o alla farina di cocco.
Non avevo lo zucchero, e ovviamente me ne sono resa conto mentre già stavo impastando.
Ho scovato una busta di zucchero a velo, quelle abbinate al pandoro. Non sarà il massimo della genuinità (d'altra parte non è il massimo nemmeno lo zucchero vero) ma ha svolto egregiamente il compito. Biscotti buonissimi, esperimento riuscito.
Purtroppo non ho avuto il tempo per farli belli. Pazienza, la perfezione non è di questo mondo.
In realtà ce n'erano anche alcuni modellati a fiore, ma sono spariti subito.
La perfezione non è di questo mondo, ma a parità di impasto i biscotti più belli sembrano più buoni.

Buon anno col... cotechino!

Prima cosa:  Tanti auguri a tutti! Buon 2026! Feliĉan novjaron! Per il nuovo anno mi sono regalata un cotechino fatto da me. Certo non assom...