Mi dissero che dovrebbe essere lei.
Quello che semino, coltivo, raccolgo e cucino. Bonus extra: quello che cucio, taglio, invento, incollo...
martedì 24 marzo 2020
lunedì 23 marzo 2020
La scoperta del topinambour fritto
Mi sono dimenticata di raccontare la mia innovazione nella frittura dei topinambur.
I tuberi di topinambur devono essere perfettamente puliti e liberati da ogni traccia di terra, perché non li sbuccio.
Li taglio a fette con l'affettatrice, per avere uno spessore uniforme e velocizzare un po' l'operazione.
Le fette sono molto sottili, penso circa un millimetro.
Nel corso dell'esperimento di dicembre ho iniziato a infarinare le fettine e a disporle su un canovaccio per farle asciugare un po'.
A metà operazione ho finito la farina di frumento e ho continuato con quella di mais fioretto.

Le fettine sono posate su un canovaccio colorato, ma non penso sia un problema: ha più di 30 anni ed è stato usato in continuazione, penso che ormai quella tintura non possa più rilasciare nessun residuo.
L'importante è che il canovaccio sia pulitissimo, cioè che non abbia tracce di ammorbidente e che sia stato perfettamente risciacquato da ogni residuo di detersivo, compreso il profumo persistente dei detersivi per lavatrice.
Alla prova frittura Il fioretto si è rivelato migliore.
In gennaio ho ripetuto l'esperimento.
Ho infarinato le fettine con un misto di farina di frumento e fioretto, aggiungendo un po' di sale. Ho pensato che avrebbe aiutato l'eliminazione dell'umidità.
Non sono riuscita a stenderle subito. Nonostante i tuberi fossero stati raccolti già da diversi giorni e quindi avessero perso parte della loro umidità, il primo strato di farina si era inumidito. Così ho passato di nuovo le fettine nel mio misto di farine e le ho distese.
Non aspetto che siano completamente secche, basta che siano appassite.
Grande successo: sono risultate croccantissime e non unte.
Prima di immergerle nell'olio, avevo fatto una breve per-cottura a microonde. Buttandole in olio già calde non hanno fatto abbassare la temperatura, e la pre-cottura mi pare che possa abbreviare la permanenza nell'olio.
Bisogna fare attenzione, perché le fettine sono molto sottili e rischiano di bruciare.
Le fettine così preparate, infarinate e parzialmente essiccate, si possono conservare congelate.
I tuberi di topinambur devono essere perfettamente puliti e liberati da ogni traccia di terra, perché non li sbuccio.
Li taglio a fette con l'affettatrice, per avere uno spessore uniforme e velocizzare un po' l'operazione.
Le fette sono molto sottili, penso circa un millimetro.
Nel corso dell'esperimento di dicembre ho iniziato a infarinare le fettine e a disporle su un canovaccio per farle asciugare un po'.
A metà operazione ho finito la farina di frumento e ho continuato con quella di mais fioretto.

Le fettine sono posate su un canovaccio colorato, ma non penso sia un problema: ha più di 30 anni ed è stato usato in continuazione, penso che ormai quella tintura non possa più rilasciare nessun residuo.
L'importante è che il canovaccio sia pulitissimo, cioè che non abbia tracce di ammorbidente e che sia stato perfettamente risciacquato da ogni residuo di detersivo, compreso il profumo persistente dei detersivi per lavatrice.
Alla prova frittura Il fioretto si è rivelato migliore.
![]() |
| Con farina di frumento |
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| Con farina di mais fioretto |
In gennaio ho ripetuto l'esperimento.
Ho infarinato le fettine con un misto di farina di frumento e fioretto, aggiungendo un po' di sale. Ho pensato che avrebbe aiutato l'eliminazione dell'umidità.
Non sono riuscita a stenderle subito. Nonostante i tuberi fossero stati raccolti già da diversi giorni e quindi avessero perso parte della loro umidità, il primo strato di farina si era inumidito. Così ho passato di nuovo le fettine nel mio misto di farine e le ho distese.
Non aspetto che siano completamente secche, basta che siano appassite.
Grande successo: sono risultate croccantissime e non unte.
Prima di immergerle nell'olio, avevo fatto una breve per-cottura a microonde. Buttandole in olio già calde non hanno fatto abbassare la temperatura, e la pre-cottura mi pare che possa abbreviare la permanenza nell'olio.
Bisogna fare attenzione, perché le fettine sono molto sottili e rischiano di bruciare.
Le fettine così preparate, infarinate e parzialmente essiccate, si possono conservare congelate.
domenica 22 marzo 2020
Diamo fondo a tutto 'quelchec'é'
Con l'ultimo sacchettino di sesamo e di mandorle che avevo, ieri ho preparato il gomasio. Non avevo il sale fino, anzi, in realtà ce l'ho, ma è mescolato con il riso. Per evitare di setacciarlo e di restare senza, ho provato a tritare quello grosso.
È venuto perfetto per il gomasio. Il problema è che non l'ho misurato correttamente e il gomasio è risultato un po' salato. Mi durerà di più.
Per cena ho raccolto e lessato un po' di borragine. Ci ho aggiunto tutti i fondi di sacchetto che mi sono capitati sotto mano: il lievito alimentare (finto formaggio vegano) che girava da tempo, un paio di cucchiaiate di cous cous e un paio di purè in fiocchi. Ho legato con albume d'uovo. È proprio vero: le polpette si possono fare con tutto.
Brutte come sempre, ecco le mie crocchette.
La mia amica Luisa le ha fatte graziosissime, a pallina, con fave secche ammollate, frullate con sesamo, prezzemolo sale e pepe, infarinate e passate al forno.
È venuto perfetto per il gomasio. Il problema è che non l'ho misurato correttamente e il gomasio è risultato un po' salato. Mi durerà di più.
Per cena ho raccolto e lessato un po' di borragine. Ci ho aggiunto tutti i fondi di sacchetto che mi sono capitati sotto mano: il lievito alimentare (finto formaggio vegano) che girava da tempo, un paio di cucchiaiate di cous cous e un paio di purè in fiocchi. Ho legato con albume d'uovo. È proprio vero: le polpette si possono fare con tutto.
Brutte come sempre, ecco le mie crocchette.
venerdì 20 marzo 2020
Altra ricetta con quelchec'è
Da tempo sapevo di dover raccogliere le foglie di bunium. Le vedevo ingiallire ma non provvedevo mai. Qualche giorno fa, finalmente, l'ho fatto.
Di solito le uso per fare una minestra, ma stavolta, vedendo che le foglie sono molto simili come forma a quelle di prezzemolo, e considerando che io odio l'odore del prezzemolo, nonostante io sia ben consapevole che l'odore delle foglie di bunium non sia eccelso... ho deciso di usarle per fare qualcosa dall'aspetto simile a quello della salsa verde.
Per prepararla ho usato:
- tutte le foglie di bunium che avevo, private dei gambi e delle parti dure,
- le foglioline di allium raccolte per errore,
- mezzo vasetto di cetrioli sott'aceto di produzione propria, sgocciolati ,
- 5 capperi sotto sale di produzione propria, non dissalati,
- 4 fette biscottate sbriciolate, perché non ho più pane secco.
Ovviamente si può aggiungere olio e quant'altro fosse di gradimento.
Le ho usate per condire questa batata dolce lessata.
Non ho scritto subito perché non avevo mai mangiato il bunium crudo e volevo essere certa che non mi avrebbe fatto male.
giovedì 19 marzo 2020
Ricette creative con quelchec'é
Oggi ho parlato con Luisa di ceci, e mi sono ricordata le polpettine che ho fatto la settimana scorsa con ceci, erba aglina, provolone e albume d'uovo. Praticamente una bomba calorica, ma ne ho mangiata una a pranzo e una a cena.
Polpette bruttissime... l'impasto da crudo era ingestibile e non volevo impanarle.
Ho usato dei ceci ricevuti in regalo a Natale.
Li avevo lessati tutti e messi in vasetti di vetro, sterilizzati.
martedì 17 marzo 2020
Varie
Iniziamo dal rosmarino.
La settimana scorsa ne avevo distribuito un po' ai passanti, ed é stato un fallimento: lo prendevano e lo buttavano sul ciglio della stradina. Così ho cercato di impiegarlo in modo più costruttivo.
Pare che abbia fatto molto bene ai miei capelli. Stavolta all'impacco di Senna ho aggiunto il rosmarino, e i risultati sono stati migliori. Purtroppo la Senna è quasi finita, ma il rosmarino abbonda.
Un uccellino vanitoso che ama specchiarsi ♥
Quasi tutti i giorni raccolgo alcuni asparagi selvatici, prima o poi ne farò un risotto. Quello più grande proviene dalla Toscana, quelli più piccoli dalla Puglia.
Aloe fiorita. Non mia!
Alberi in fiore, non miei.
Grande gioia! Ho una buona quantità di piantine di Mirabolano, molte più di quelle in foto, e le piazzerò tutte!
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