Non mi sono alzata presto come al solito, eppure stamattina sono riuscita ad organizzare bene il lavoro e ho prodotto tante cose buone.
Ho iniziato con un giretto nell'orto. Ho raccolto alcune erbe spontanee e verdure miste. Non una grande quantità, soltanto una piccola bacinella. Poi ho raccolto i fichi e i fiori di zucca.
Appena salita in casa ho cominciato con il lavoro più lungo: preparare il finto fritto di fiori di zucca. Devono cuocere per molto tempo a fiamma bassissima, quindi possono essere preparati per primi e lasciati cuocere in quasi totale autonomia per alcune ore. Ho già spiegato abbondantemente Il processo, ma siccome ho ricevuto alcune lamentele, specifico due cose: la pastella si può fare in qualsiasi modo, con l'aggiunta di aromi, sale, olio, parmigiano... tutto quello che volete. Il segreto perché questo finto fritto venga bene è che la pastella deve essere molto liquida. Se si fa una pastella molto liquida non è necessario aggiungere nient'altro. Una semplice emulsione di acqua e farina, se sufficientemente liquida, garantisce un ottimo fritto finto, friabile e croccante. Tutto il resto accentuerà il sapore.
La seconda cosa riguarda l'impanatura. Dopo avere passato i fiori nella pastella liquida, questi devono essere passati nel pangrattato! Lo so che in molti fanno i fiori di zucca fritti, mettendoli dalla pastella direttamente nell'olio, Ma questo non è un fritto e l'olio non c'è. Se non ci volete mettere il pangrattato non venite poi a lamentarvi che i fiori sono usciti male. A me vengono sempre bene e se fate come dico io verranno bene anche a voi. Se non volete il pangrattato fateli con l'olio. Si è fatto il fritto vero per secoli, potete continuare benissimo così.
Ho pulito, lavato e tagliato la cicoria per cena.
Ho iniziato poi ad impastare la pasta per lo strudel di mele. Ecco, le mele non le ho raccolte dall'albero, perché purtroppo non ne possiedo uno. Le ho raccolte dal banco di Michele, il mio fruttivendolo. :-)
Perché mi è venuta la bizzarra idea di preparare uno pseudo-strudel di mele? Quest'estate ero entrata in un panificio per acquistare del pane per una mia amica che era impossibilitata. Siccome c'erano stati due compleanni e non avevo avuto il tempo di preparare nemmeno un dolcino, mi sono lasciata tentare e ho acquistato due fettine di strudel che erano esposte nel banco (senza indicazione del prezzo. Niente aveva il prezzo, in quel panificio) Alla cassa quasi svenivo: 5,77 € per 2 fettine di strudel. Io non mi intendo di prezzi di dolci, perché non compro mai cose simili, così mi è sembrato un prezzo esagerato. Poi la qualità non si è rivelata all'altezza delle aspettative. Sembrava un prodotto industriale e per di più decongelato. Così ho deciso di provare a fare da me uno strudel di mele, e a tale scopo qualche giorno fa avevo comperato un rotolo di pasta sfoglia, quelli freschi, non congelati, poi... l'ho lasciato in frigorifero e come già detto ho preparato io un impasto, penso più genuino. La pasta sfoglia già pronta la regalerò a qualcuno.
Ma ho già chiacchierato fin troppo. Domani la seconda puntata.
Quello che semino, coltivo, raccolgo e cucino. Bonus extra: quello che cucio, taglio, invento, incollo...
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domenica 9 settembre 2018
sabato 10 dicembre 2016
Nocciolo di avocado
Una cara amica che spesso mi legge mi ha suggerito di mangiare il nocciolo di avocado.
Di solito non mangio l'avocado, non è tra i miei frutti preferiti, ma sono rimasta incuriosita e ho deciso di provare.
Ho impiegato un po' di tempo: anche quando esco con l'intenzione di acquistarlo alla fine me ne dimentico. Chissà se è benefico anche per la memoria.
Non lo scoprirò mai. Alla fine ho acquistato un avocato, ma il nocciolo era troppo amaro e non sono riuscita a mangiarlo.
Non lo si doveva mangiare da solo, andava mescolato ad altri ingredienti, ma era davvero amarissimo, temevo di dover buttare anche il resto.
Per ora il nocciolo di avocado va nella categoria "vietato riprovarci" se arriveranno buoni consigli o testimonianze potrei ripensarci.
Al momento per me è meglio seminarlo.
Di solito non mangio l'avocado, non è tra i miei frutti preferiti, ma sono rimasta incuriosita e ho deciso di provare.
Ho impiegato un po' di tempo: anche quando esco con l'intenzione di acquistarlo alla fine me ne dimentico. Chissà se è benefico anche per la memoria.
Non lo scoprirò mai. Alla fine ho acquistato un avocato, ma il nocciolo era troppo amaro e non sono riuscita a mangiarlo.
Non lo si doveva mangiare da solo, andava mescolato ad altri ingredienti, ma era davvero amarissimo, temevo di dover buttare anche il resto.
Per ora il nocciolo di avocado va nella categoria "vietato riprovarci" se arriveranno buoni consigli o testimonianze potrei ripensarci.
Al momento per me è meglio seminarlo.
venerdì 9 dicembre 2016
Semenzali sfortunati
Già alcune volte si sono ribaltate le mie vaschette con le semine, ma era accaduto perché il forte vento aveva fatto oscillare i soppalchi della serra, dove le appoggio nel periodo primaverile.
Stavolta sono cadute addirittura in casa!
Ho appena nominato una vicina poco simpatica, eccone un'altra.
E' venuta a farmi visita, si è accostata ai semenzali.
Le ho detto di stare attenta, ma niente, li ha rovesciati. Completamente ribaltati. Poi mi ha accusata di essere disordinata.
Dove devo mettere i semenzali? Ordinatamente riposti in un cassetto?
li metto sul davanzale, in modo che prendano la poca luce che proviene dalla finestra. In che altro posto li dovrei mettere?
La mia casa non è molto luminosa, se non li metto sul davanzale crescono eziolati. Dovrei prendere le lampade apposite. Ci penserò, adesso sono troppo furibonda.
Io sto lì a scegliere e ordinare i semi di melanzane esotiche e di cavoli cinesi... d'accordo, le melanzane non erano spuntate, ma i cavoli cinesi sì, ed erano molto belli! poi lei viene qui, mi ribalta tutto, zampetta sulla terra versata e si lamenta pure. Tra l'altro avevo usato la terra dell'orto, argillosa, e li avevo appena annaffiati, così la terra si è appiccicata per bene al pavimento e i semi ormai saranno calpestati. Le piantine non le ho più rinvenute, completamente sparite, Le ha compostate direttamente sotto alle scarpe. Ho rimesso la terra nella vaschetta, che ora è sul pavimento. Tanto piantine non ce ne sono più, e la terra non ha bisogno di luce
E la vicina?
Stavolta sono cadute addirittura in casa!
Ho appena nominato una vicina poco simpatica, eccone un'altra.
E' venuta a farmi visita, si è accostata ai semenzali.
Le ho detto di stare attenta, ma niente, li ha rovesciati. Completamente ribaltati. Poi mi ha accusata di essere disordinata.
Dove devo mettere i semenzali? Ordinatamente riposti in un cassetto?
li metto sul davanzale, in modo che prendano la poca luce che proviene dalla finestra. In che altro posto li dovrei mettere?
La mia casa non è molto luminosa, se non li metto sul davanzale crescono eziolati. Dovrei prendere le lampade apposite. Ci penserò, adesso sono troppo furibonda.
Io sto lì a scegliere e ordinare i semi di melanzane esotiche e di cavoli cinesi... d'accordo, le melanzane non erano spuntate, ma i cavoli cinesi sì, ed erano molto belli! poi lei viene qui, mi ribalta tutto, zampetta sulla terra versata e si lamenta pure. Tra l'altro avevo usato la terra dell'orto, argillosa, e li avevo appena annaffiati, così la terra si è appiccicata per bene al pavimento e i semi ormai saranno calpestati. Le piantine non le ho più rinvenute, completamente sparite, Le ha compostate direttamente sotto alle scarpe. Ho rimesso la terra nella vaschetta, che ora è sul pavimento. Tanto piantine non ce ne sono più, e la terra non ha bisogno di luce
E la vicina?
Che stia a casa sua.
sabato 3 dicembre 2016
Vicini generosi?
Come mi è già capitato di dire, alcuni dei miei vicini sono molto gentili e generosi.
Non è il caso della vicina di cui sto per parlare, e alla fine si capirà il perché.
Tempo fa mi regalò dei gomitoli di lana spaiati. Detto tra noi non mi sembrò un gran regalo, ma per dimostrare che li avevo apprezzati, con uno di quelli, che era di lana molto sottile, feci una sciarpina. Allora non scrivevo ancora sul blog.
Non è il caso della vicina di cui sto per parlare, e alla fine si capirà il perché.
Tempo fa mi regalò dei gomitoli di lana spaiati. Detto tra noi non mi sembrò un gran regalo, ma per dimostrare che li avevo apprezzati, con uno di quelli, che era di lana molto sottile, feci una sciarpina. Allora non scrivevo ancora sul blog.
La mostro solo ora, dopo averla usata, lavata, rilavata e anche un po' infeltrita... ci ho pensato perché lavandola mi sono ricordata l'episodio e mi è sembrata una cosa divertente da condividere.
Una semplice sciarpina senza frange nè fronzoli, con un punto molto traforato per utilizzare meno lana, visto che ne avevo solo un gomitolo.
Subito dopo averla finita, la mostrai alla signora che mi fornì la lana, per farle vedere che l'avevo utilizzata.
Perché la considero antipatica? Mi disse che non l'avevo fatta io, perché io non sono capace.
Da quando si fa un regalo per dimostrare che il destinatario non è capace di usarlo?
E invece sì. Io sono capace (anche se perfida), e lei ha dimostrato di essere antipatica e invidiosa. (linguaccia).
domenica 14 febbraio 2016
Le conserve della nonna
Leggevo un commento della carissima Liliana, quello sul sottovuoto, che mi ha fatto ricordare un episodio di tanti tanti anni fa.
Ero piccolina e stavo giocando con le mie amiche nella loro cantina.
Su uno scaffale c'erano le conserve della loro nonna.
Era la loro cantina e la loro nonna!
Io non ho mai avuto una cantina, e la mia nonna era una persona precisa!
Che nessuno osi immaginare che questa sia la storia di mia nonna e della mia cantina.
Su questo scaffale c'erano dei vasi di vetro che io ricordo enormi, ma che probabilmente erano anche solo da un litro, non saprei.
Altro che sottovuoto! NON erano coperti, e gli intrugli che contenevano ribollivano traboccando sullo scaffale, tra muffa e colori mai visti.
Ero piccolina e stavo giocando con le mie amiche nella loro cantina.
Su uno scaffale c'erano le conserve della loro nonna.
Era la loro cantina e la loro nonna!
Io non ho mai avuto una cantina, e la mia nonna era una persona precisa!
Che nessuno osi immaginare che questa sia la storia di mia nonna e della mia cantina.
Su questo scaffale c'erano dei vasi di vetro che io ricordo enormi, ma che probabilmente erano anche solo da un litro, non saprei.
Altro che sottovuoto! NON erano coperti, e gli intrugli che contenevano ribollivano traboccando sullo scaffale, tra muffa e colori mai visti.
Come il calderone della strega, ma senza bisogno del fuoco.
Chiesi cosa fosse, e loro iniziarono a intingerci le dita e poi a succhiarle.
Io non dico altro. Vorrei aggiungere l'etichetta "orripilata" alla mia già lunga serie di possibilità di classificazione, ma non sarebbe sufficiente ad esprimere il mio disgusto.
Chiudiamo con un vaso traboccante meno nauseabondo.
Per esempio il dolcissimo vaso di miele di Winnie the pooh.
giovedì 4 febbraio 2016
Benefici della grandine
Se solo fosse possibile far cadere la grandine con precisione scientifica, mi farebbe comodo una grandinata ogni 15 giorni.
I miei vialetti, fino a ieri ricoperti da una viscida patina muschiosa, cresciuta durante gli ultimi giorni piovigginosi, oggi sono pulitissimi. La patina è stata completamente scalzata via dai colpi inferti dai chicchi di grandine e poi risciacquata quando si sono sciolti.
Veloce, efficace, comodo, non inquinante.
Unico problema? non è facile comandare alla grandine, che cade dove ne ha voglia.
Non dico "impossibile" in assoluto, perché la grandinata mi ha ricordato un episodio che mio padre mi raccontava sempre, quello del "miracolo della grandine".
Quando era piccolo l'agricoltura era l'unica fonte di sostentamento e una grandinata prima del raccolto era una tragedia per i poveri contadini che già sopravvivevano a fatica durante le annate buone.
Un certo giorno il cielo divenne all'improvviso giallo e minaccioso di grandine, proprio com'è accaduto ieri.
Il prete mandò a casa di corsa i paesani preoccupati, chiedendo loro di aiutarlo a pregare, e il miracolo avvenne: in pochi minuti il giardino del prete si riempì di grandine fino all'altezza del muro di cinta e nei campi non ne cadde nemmeno un chicco.
Purtroppo non ricordo niente altro, nè il nome del parroco nè il paese dove all'epoca abitava mio padre, perché allora ogni anno il giorno di s. Martino si usava cambiare datore di lavoro e di conseguenza residenza.
So che lui non era particolarmente religioso e che mi raccontava sempre tantissimi episodi del suo passato, non credo che avesse bisogno di inventare un miracolo pur di trovare qualcosa da raccontarmi.
Mi piacerebbe saperne di più, ma la mia domanda difficile di oggi è praticamente impossibile.
I miei vialetti, fino a ieri ricoperti da una viscida patina muschiosa, cresciuta durante gli ultimi giorni piovigginosi, oggi sono pulitissimi. La patina è stata completamente scalzata via dai colpi inferti dai chicchi di grandine e poi risciacquata quando si sono sciolti.
Veloce, efficace, comodo, non inquinante.
Unico problema? non è facile comandare alla grandine, che cade dove ne ha voglia.
Non dico "impossibile" in assoluto, perché la grandinata mi ha ricordato un episodio che mio padre mi raccontava sempre, quello del "miracolo della grandine".
Quando era piccolo l'agricoltura era l'unica fonte di sostentamento e una grandinata prima del raccolto era una tragedia per i poveri contadini che già sopravvivevano a fatica durante le annate buone.
Un certo giorno il cielo divenne all'improvviso giallo e minaccioso di grandine, proprio com'è accaduto ieri.
Il prete mandò a casa di corsa i paesani preoccupati, chiedendo loro di aiutarlo a pregare, e il miracolo avvenne: in pochi minuti il giardino del prete si riempì di grandine fino all'altezza del muro di cinta e nei campi non ne cadde nemmeno un chicco.
Purtroppo non ricordo niente altro, nè il nome del parroco nè il paese dove all'epoca abitava mio padre, perché allora ogni anno il giorno di s. Martino si usava cambiare datore di lavoro e di conseguenza residenza.
So che lui non era particolarmente religioso e che mi raccontava sempre tantissimi episodi del suo passato, non credo che avesse bisogno di inventare un miracolo pur di trovare qualcosa da raccontarmi.
Mi piacerebbe saperne di più, ma la mia domanda difficile di oggi è praticamente impossibile.
mercoledì 27 gennaio 2016
Il giardino svelato
"Il giardino svelato" è in tipografia.
https://ilgiardinosvelato.wordpress.com
Dopo tantissimi viaggi elettronici, sotto forma di bit freneticamente fluttuanti tra noi autori, la nostra curatrice e la casa editrice, le varie porzioni hanno finalmente trovato la loro forma e collocazione definitiva e l'indice analitico ha messo in riga l'enorme numero di piante che abbiamo voluto citare e che vanitosamente sgomitavano per apparire le migliori agli occhi del futuro pubblico di lettori.
Spinte dal nostro entusiasmo, dalle pagine ancora virtuali gridavano all'ancora ipotetico lettore: "Prendi me! Sono la più bella! Io sì che do tante soddisfazioni a chi mi coltiva!"
Ormai "Il giardino svelato" non è più solo un'idea. Per lui "rien ne va plus".
E' cresciuto, ha preso forma ed ora e sta affrontando quell'ultimo viaggio che lo porterà dal limbo dei libri non ancora nati verso il mondo reale.
Dovrà affrontare tante battaglie per emergere dalla massa.
D'accordo, è un bel libro! Lo dico io, che lo conosco fin da quando era solo un'idea della sua curatrice, e che ho contribuito a crearne un pezzetto, ma la concorrenza è spietata.
Tra le tante belle copertine lucide che ammiccheranno dagli scaffali delle librerie, quale catturerà lo sguardo del lettore in cerca di un sogno in cui immergersi? Un thriller pieno di omicidi? una struggente storia d'amore? Un racconto eccitante e sensuale? O un piccolo libro di giardinaggio?
Eppure, noi appassionati, ne "Il giardino svelato" possiamo trovare tutti questi elementi: storie di piante che sopravvivono o soccombono agli efferati attacchi di parassiti, bizze climatiche o animali selvatici o addirittura di "predoni a due gambe"; salvataggi in extremis, doni generosi ricevuti e racconti di una grande passione che porta a rinunciare a cose per altri irrinunciabili, ma che nulla contano, se paragonate all'amore per le nostre piante.
Un libro fatto da tante persone, che potrà incoraggiare tante persone.
Tra i protagonisti io sono quella che ha meno da insegnare.
Il mio messaggio è: se lo desideri, ti meriti un giardino. Se non puoi avere un giardino perfetto, rinuncia alla perfezione, non al giardino.
https://ilgiardinosvelato.wordpress.com
Dopo tantissimi viaggi elettronici, sotto forma di bit freneticamente fluttuanti tra noi autori, la nostra curatrice e la casa editrice, le varie porzioni hanno finalmente trovato la loro forma e collocazione definitiva e l'indice analitico ha messo in riga l'enorme numero di piante che abbiamo voluto citare e che vanitosamente sgomitavano per apparire le migliori agli occhi del futuro pubblico di lettori.
Spinte dal nostro entusiasmo, dalle pagine ancora virtuali gridavano all'ancora ipotetico lettore: "Prendi me! Sono la più bella! Io sì che do tante soddisfazioni a chi mi coltiva!"
Ormai "Il giardino svelato" non è più solo un'idea. Per lui "rien ne va plus".
E' cresciuto, ha preso forma ed ora e sta affrontando quell'ultimo viaggio che lo porterà dal limbo dei libri non ancora nati verso il mondo reale.
Dovrà affrontare tante battaglie per emergere dalla massa.
D'accordo, è un bel libro! Lo dico io, che lo conosco fin da quando era solo un'idea della sua curatrice, e che ho contribuito a crearne un pezzetto, ma la concorrenza è spietata.
Tra le tante belle copertine lucide che ammiccheranno dagli scaffali delle librerie, quale catturerà lo sguardo del lettore in cerca di un sogno in cui immergersi? Un thriller pieno di omicidi? una struggente storia d'amore? Un racconto eccitante e sensuale? O un piccolo libro di giardinaggio?
Eppure, noi appassionati, ne "Il giardino svelato" possiamo trovare tutti questi elementi: storie di piante che sopravvivono o soccombono agli efferati attacchi di parassiti, bizze climatiche o animali selvatici o addirittura di "predoni a due gambe"; salvataggi in extremis, doni generosi ricevuti e racconti di una grande passione che porta a rinunciare a cose per altri irrinunciabili, ma che nulla contano, se paragonate all'amore per le nostre piante.
Un libro fatto da tante persone, che potrà incoraggiare tante persone.
Tra i protagonisti io sono quella che ha meno da insegnare.
Il mio messaggio è: se lo desideri, ti meriti un giardino. Se non puoi avere un giardino perfetto, rinuncia alla perfezione, non al giardino.
Chi vuole oltrepassare quei cancelli e scoprire il mistero de "Il giardino svelato"?
mercoledì 6 gennaio 2016
Seminato e raccolto
Ieri ho controllato i miei semi, e le cucurbitacee misteriose (saranno zucchine) avevano radici fin troppo lunghe. Ottima resa: tutti i semi hanno radicato. Probabilmente dovrò trovare qualcuno interessato alle piantine o buttarne qualcuna, ma manca ancora molto prima che sia ora di trapiantarle a dimora, potrebbe succedere di tutto.
Ho infilato i semi radicati in una vaschetta, e l'ho messa accanto alla finestra nella mia stanza delle semine. Non è riscaldata ma è comunque in casa.
Al loro posto ho messo a germogliare nel solito panno umido due semi di Trichosanthes cucumerina.
Solo due, perché me ne sono rimasti in tutto 4.
In serra si sono fatte belline un paio di piante di cavolo rosso.
Scarso risultato, visto che è la terza o la quarta volta che provo a seminarlo, e in ogni caso la crescita è stata lentissima, ma vedere un miglioramento, soprattutto in caso di verdure difficili, è sempre una soddisfazione. Consideriamo che questa ultima semina è avvenuta decisamente fuori stagione. Vedremo in seguito.
Dopo solo pochi giorni senza sole è comparsa la muffa in serra. Ho eliminato altre piantine di Tetragonia per diradarle e le foglie più tenere della Melia azedarach, che erano ammuffite.
Ammirevole la Basella rubra: non ha quasi più foglie, e si sta concentrando nel produrre fiori e semi. Non ricordo mai di portare in serra il cellulare per fare qualche foto.
Ieri in serra ho raccolto Tetragonia e sedano rosso, e all'aperto qualche foglia di borragine.
Tetragonia e borragine sono finite in una minestra.
Il sedano rosso quest'anno non è particolarmente tenero, così l'ho triturato sottilissimo con grana e gorgonzola, ottenendo una crema verdolina molto saporita, ottima spalmata sui cracker.
Ho infilato i semi radicati in una vaschetta, e l'ho messa accanto alla finestra nella mia stanza delle semine. Non è riscaldata ma è comunque in casa.
Al loro posto ho messo a germogliare nel solito panno umido due semi di Trichosanthes cucumerina.
Solo due, perché me ne sono rimasti in tutto 4.
In serra si sono fatte belline un paio di piante di cavolo rosso.
Scarso risultato, visto che è la terza o la quarta volta che provo a seminarlo, e in ogni caso la crescita è stata lentissima, ma vedere un miglioramento, soprattutto in caso di verdure difficili, è sempre una soddisfazione. Consideriamo che questa ultima semina è avvenuta decisamente fuori stagione. Vedremo in seguito.
Dopo solo pochi giorni senza sole è comparsa la muffa in serra. Ho eliminato altre piantine di Tetragonia per diradarle e le foglie più tenere della Melia azedarach, che erano ammuffite.
Ammirevole la Basella rubra: non ha quasi più foglie, e si sta concentrando nel produrre fiori e semi. Non ricordo mai di portare in serra il cellulare per fare qualche foto.
Ieri in serra ho raccolto Tetragonia e sedano rosso, e all'aperto qualche foglia di borragine.
Tetragonia e borragine sono finite in una minestra.
Il sedano rosso quest'anno non è particolarmente tenero, così l'ho triturato sottilissimo con grana e gorgonzola, ottenendo una crema verdolina molto saporita, ottima spalmata sui cracker.
giovedì 26 novembre 2015
Se non sono matti...
...non li vogliamo!
Oggi vince il primo premio della categoria dei matti...la Iaia!
Sì, apparentemente la più matta della giornata sono io.
Chi mi conosce sa che raramente aggiungo erbe aromatiche a quello che cucino.
Non uso erbe aromatiche perché mi piace sentire il sapore originale del cibo. Se una cosa non mi piace per una volta posso sì cercare di camuffarla, o per non buttare il cibo, o per mettermi alla prova nella ricerca di un diverso modo di cucinare, ma in seguito, salvo scoperte semplici ed eccezionali, se l'alimento richiede troppe manipolazioni per incontrare il mio gusto, in genere lo evito.
Ho fatto così anche con la zucchina marocchina, che era insapore, e solo dopo diverse aggiunte è diventata gradevole, ricordando addirittura l'ananas candito. Anche se sono molto soddisfatta del risultato, l'anno prossimo seminerò una zucchina meno impegnativa, già buona di suo.
Seguendo lo stesso ragionamento, secondo me le patate devono sentire di patate, non di rosmarino, e il pollo preferisco che abbia sapore di pollo, non di vino o di aromi.
Per non parlare dei mix di aromi. Raccolgo tutti i miei aromi, li faccio seccare e li polverizzo, preparando un mix, ma lo uso sempre con cautela. Aggiungendo indiscriminatamente gli aromi in mix a tutto quello che si cucina, alla fine tutto ha il gusto del mix di aromi, e diventa difficile distinguere tra un piatto di pasta e un arrosto di maiale, se entrambi sono affogati nel medesimo miscuglio aromatico.
Notare che il mio è un mix di aromi, non è un sale aromatizzato. Il sale fa male. A volte serve la sola aggiunta di aromi, ma se aromi e sale sono già mescolati si finisce con l'aggiungere sale anche dove non servirebbe.
Non ho mai preteso che altri si adeguino alle mie abitudini, ma per quanto mi riguarda preferisco gestire separatamente i due componenti.
Ecco. Io che non friggo mai e che raramente aromatizzo... oggi ho fatto un fritto di salvia e rosmarino.
Me l'aveva consigliato qualche giorno fa una cara amica.
Le avevo chiesto a cosa le servisse così tanto rosmarino, visto che ne ha diverse piante enormi e a volte non le ritiene sufficienti.
Io non lo uso mai, volevo quasi eliminarlo completamente, o dare le piante a lei, visto che già gliene avevo date alcune ma non le bastano mai. La vicina che rifornivo regolarmente ora non c'è più, e vedo giorno dopo giorno tutto quel bel rosmarino inutilizzato.
Così la mia amica mi ha detto che lei lo usa per fare una tisana che beve tutte le sere e lo cucina fritto in pastella.
Riguardo la tisana ho delle perplessità, perché bevo solo acqua e non sopporto le altre bevande, soprattutto se calde.
Dovrei prepararla nel pomeriggio e lasciarla raffreddare. Vedremo.
Dopo qualche giorno di riflessione, ho fatto "la pazzia".
Ero uscita per raccogliere un po' di piattello, perché avevo voglia di una buona minestra con piattello e borragine. Nell'orto quasi non ce n'era e sono andata a cercarlo nel parco, cosa che in genere non faccio. Niente da fare!!! E' sempre stato pieno di piattello... oggi perché ne avevo voglia non ce n'era nemmeno una pianta.
(ho trovato un'altra cosa ma adesso farei confusione, ne scriverò domani)
Così rientrando ho visto il rosmarino e ho pensato che fosse il giorno giusto per fare l'esperimento.
Ho preparato la mia solita pastella, con uova, sale, noce moscata, farina e un pochino di acqua.
Uso le uova, perché così il fritto non assorbe molto olio. La pastella a base di acqua, la uso solo per gli alimenti che poi passo nel pane grattugiato e metto in padella senza olio e a gas bassissimo, come per esempio i fiori di zucchina.
Ho intinto le foglie di salvia e piccoli ciuffetti di rosmarino nella mia pastella e li ho fritti, cercando di fare ciuffetti piccolini per renderli croccanti e alleggerire il gusto amaro.
Buoni! Meglio il rosmarino che la salvia.
Secondo me non è una contraddizione. Continuerò a mangiare patate senza rosmarino, cioè patate al sapore di patata, pasta col sapore di pasta e arrosto di maiale col sapore di arrosto di maiale, e ogni tanto farò il fritto di salvia e rosmarino, con i loro rispettivi aromi: di salvia e rosmarino.
Non ho fatto foto, difficilmente mi ricordo di portare il telefono mentre cucino, ma il risultato si può immaginare, sono ciuffetti impastellati.
Oggi vince il primo premio della categoria dei matti...la Iaia!
Sì, apparentemente la più matta della giornata sono io.
Chi mi conosce sa che raramente aggiungo erbe aromatiche a quello che cucino.
Non uso erbe aromatiche perché mi piace sentire il sapore originale del cibo. Se una cosa non mi piace per una volta posso sì cercare di camuffarla, o per non buttare il cibo, o per mettermi alla prova nella ricerca di un diverso modo di cucinare, ma in seguito, salvo scoperte semplici ed eccezionali, se l'alimento richiede troppe manipolazioni per incontrare il mio gusto, in genere lo evito.
Ho fatto così anche con la zucchina marocchina, che era insapore, e solo dopo diverse aggiunte è diventata gradevole, ricordando addirittura l'ananas candito. Anche se sono molto soddisfatta del risultato, l'anno prossimo seminerò una zucchina meno impegnativa, già buona di suo.
Seguendo lo stesso ragionamento, secondo me le patate devono sentire di patate, non di rosmarino, e il pollo preferisco che abbia sapore di pollo, non di vino o di aromi.
Per non parlare dei mix di aromi. Raccolgo tutti i miei aromi, li faccio seccare e li polverizzo, preparando un mix, ma lo uso sempre con cautela. Aggiungendo indiscriminatamente gli aromi in mix a tutto quello che si cucina, alla fine tutto ha il gusto del mix di aromi, e diventa difficile distinguere tra un piatto di pasta e un arrosto di maiale, se entrambi sono affogati nel medesimo miscuglio aromatico.
Notare che il mio è un mix di aromi, non è un sale aromatizzato. Il sale fa male. A volte serve la sola aggiunta di aromi, ma se aromi e sale sono già mescolati si finisce con l'aggiungere sale anche dove non servirebbe.
Non ho mai preteso che altri si adeguino alle mie abitudini, ma per quanto mi riguarda preferisco gestire separatamente i due componenti.
Ecco. Io che non friggo mai e che raramente aromatizzo... oggi ho fatto un fritto di salvia e rosmarino.
Me l'aveva consigliato qualche giorno fa una cara amica.
Le avevo chiesto a cosa le servisse così tanto rosmarino, visto che ne ha diverse piante enormi e a volte non le ritiene sufficienti.
Io non lo uso mai, volevo quasi eliminarlo completamente, o dare le piante a lei, visto che già gliene avevo date alcune ma non le bastano mai. La vicina che rifornivo regolarmente ora non c'è più, e vedo giorno dopo giorno tutto quel bel rosmarino inutilizzato.
Così la mia amica mi ha detto che lei lo usa per fare una tisana che beve tutte le sere e lo cucina fritto in pastella.
Riguardo la tisana ho delle perplessità, perché bevo solo acqua e non sopporto le altre bevande, soprattutto se calde.
Dovrei prepararla nel pomeriggio e lasciarla raffreddare. Vedremo.
Dopo qualche giorno di riflessione, ho fatto "la pazzia".
Ero uscita per raccogliere un po' di piattello, perché avevo voglia di una buona minestra con piattello e borragine. Nell'orto quasi non ce n'era e sono andata a cercarlo nel parco, cosa che in genere non faccio. Niente da fare!!! E' sempre stato pieno di piattello... oggi perché ne avevo voglia non ce n'era nemmeno una pianta.
(ho trovato un'altra cosa ma adesso farei confusione, ne scriverò domani)
Così rientrando ho visto il rosmarino e ho pensato che fosse il giorno giusto per fare l'esperimento.
Ho preparato la mia solita pastella, con uova, sale, noce moscata, farina e un pochino di acqua.
Uso le uova, perché così il fritto non assorbe molto olio. La pastella a base di acqua, la uso solo per gli alimenti che poi passo nel pane grattugiato e metto in padella senza olio e a gas bassissimo, come per esempio i fiori di zucchina.
Ho intinto le foglie di salvia e piccoli ciuffetti di rosmarino nella mia pastella e li ho fritti, cercando di fare ciuffetti piccolini per renderli croccanti e alleggerire il gusto amaro.
Buoni! Meglio il rosmarino che la salvia.
Secondo me non è una contraddizione. Continuerò a mangiare patate senza rosmarino, cioè patate al sapore di patata, pasta col sapore di pasta e arrosto di maiale col sapore di arrosto di maiale, e ogni tanto farò il fritto di salvia e rosmarino, con i loro rispettivi aromi: di salvia e rosmarino.
Non ho fatto foto, difficilmente mi ricordo di portare il telefono mentre cucino, ma il risultato si può immaginare, sono ciuffetti impastellati.
giovedì 12 novembre 2015
Il cavolo rapa
Mi hanno regalato un cavolo rapa.
Non so che dire, il gusto è quello del torsolo di verza.
Da noi una volta si usava dare il torsolo di verza, debitamente sbucciato, come merenda ai bambini. Il classico cavolo a merenda?
Chissà da cosa traeva origine questa insolita usanza.
Insomma, il cavolo rapa non mi ha entusiasmata, però ho trovato il modo per addomesticarlo e renderlo più convincente.
L'ho grattugiato a julienne e ci ho aggiunto una mela renetta, sempre grattugiata.
Forse sarebbe stata più adatta una mela più consistente, ma avevo quella.
All'assaggio non sapevo proprio cosa aggiungerci: era gradevole già così e il pensiero dell'abbinamento con i comuni condimenti non mi entusiasmava, così l'ho lasciato al naturale, e ho fatto bene.
L'ho usato come contorno a crocchette fatte con foglie di zucchina siciliana e patate, impastate con uovo e formaggio.
Non male. Ho ancora mezzo cavolo rapa, volevo provarlo cotto ma penso che lo rifarò così, con la mela.
Non so che dire, il gusto è quello del torsolo di verza.
Da noi una volta si usava dare il torsolo di verza, debitamente sbucciato, come merenda ai bambini. Il classico cavolo a merenda?
Chissà da cosa traeva origine questa insolita usanza.
Insomma, il cavolo rapa non mi ha entusiasmata, però ho trovato il modo per addomesticarlo e renderlo più convincente.
L'ho grattugiato a julienne e ci ho aggiunto una mela renetta, sempre grattugiata.
Forse sarebbe stata più adatta una mela più consistente, ma avevo quella.
All'assaggio non sapevo proprio cosa aggiungerci: era gradevole già così e il pensiero dell'abbinamento con i comuni condimenti non mi entusiasmava, così l'ho lasciato al naturale, e ho fatto bene.
L'ho usato come contorno a crocchette fatte con foglie di zucchina siciliana e patate, impastate con uovo e formaggio.
Non male. Ho ancora mezzo cavolo rapa, volevo provarlo cotto ma penso che lo rifarò così, con la mela.
domenica 28 giugno 2015
Invito a pranzo con fuga
L'invito a pranzo più veloce della storia.
Da tempo una mia amica mi chiede di farle assaggiare le polpette. Io sono molto scettica sul fare assaggiare quello che cucino per me, perché si sa che i gusti sono personali, inoltre sento sempre persone che si lamentano di quello che hanno mangiato dagli amici.
Stavolta mi sono decisa e l'ho accontentata.
Ho preparato i fiori di zucca "fritti" senza olio.
Le polpettine le ho preparate con meno verdura rispetto al solito, e un po' più tenera. (C'erano chenopodio, melissa, Calamintha, due foglie di borragine, un po' di tetragonia. Di solito per me le faccio con le verdure meno pregiate, come coste di cicoria, o con verdura troppo amara da mangiare scondita, oppure un po' dura). Ho aggiunto due uova, grana e un po' di carne.
Direi che erano ben condite. Ho fatto 7 piccole polpettine: a lei piacciono le cose piccoline.
Sapendo che non avrebbe preso due polpette mi è sembrato giusto fare anche un risotto, con Anredera cordifolia e water convolvulus (Ipomoea aquatica), scalogno e un micro spicchio del mio mini aglietto rosa, il tutto condito con formaggio pecorino.
Appena arrivata ha apprezzato il profumo delle polpettine che cuocevano a fuoco bassissimo (A dir la verità anche i vicini l'avevano sentito, e non sembravano infastiditi).
Abbiamo chiacchierato un po' e quando mi è sembrata ora sono andata a preparare il risotto.
Poi lei ha iniziato... "Mah, però io ho lì il sofficino,.. ho lì l'insalata... Facciamo un'altra volta... "
Ha assaggiato tre fiori di zucchina, una polpettina al volo, ha promesso di assaggiare stasera un po' di risotto avanzato ed è fuggita.
Confesso di averla invitata all'ultimo minuto, ma temo che sia la mia cucina a far fuggire gli ospiti.
venerdì 5 giugno 2015
Asclepias syriaca
Attenzione: qui sotto c'è un tedioso e lungo racconto.
Consiglio di saltarlo e di passare direttamente alla visione delle foto.
Quando ero piccola lessi su una rivista un articolo sull'Asclepias syriaca, o pianta dei pappagallini.
La descrizione dei frutti mi colpì e fin da allora ne desiderai i semi. Visto che non sono mai cresciuta ho continuato a voler vedere di persona questa pianta e i suoi curiosi frutti, senza successo.
Disegno tratto da:
http://smartgardensigns.com/pics/common_milkweed.jpg
La prima volta anziché la Syriaca mi spedirono la Curassavica, quindi niente "pappagallini" anzi, non fece semi per nulla. Me ne rimane una pianta, ma non fiorisce nemmeno più.
Alla fine ricevetti i semi giusti, ma ne ottenni pianticine striminzite, che raggiunsero pochi cm di altezza.
L'anno scorso ricevetti altri semi, ma ormai delusa decisi di passarli ad altri.
Lo scambio in questione non andò a buon fine, così pensai di riprovarci.
Ecco che ora ho un paio di piantine abbastanza promettenti
E' fiorito il primo crisantemo shungiku
Un nuovo colore di nasturzio! Un giallo dorato
Le ortensie bianche si aprono
I pomodori crescono.
Di solito i primi giorni di giugno raccolgo i pomodori maturi. Quest'anno se tutto andrà bene li raccoglierò a luglio.Questa è una delle mie rose trovatelle.
Il fiore è piccoletto e la pianta esile, ma la trovo assai graziosa e sono contenta di non averla lasciata andare all'impianto di compostaggio o addirittura alla discarica. La "spazzatura" abbandonata nel parco non è soggetta a raccolta differenziata.Zephyranthes grandiflora
I primi fiori, tra l'altro maschi, di zucchina.
Negli anni scorsi le prime zucchine le raccoglievo tra aprile e maggio.
Mah.
mercoledì 22 aprile 2015
Ci riprovo
Lo so, ho appena deciso che per me è "vietato riprovarci" ad essere precisa ed ordinata, ma almeno per le coltivazioni più strampalate un promemoria me lo devo fare.
Ho messo qualche zucchina trombetta tra l'edera e le fragole. Potrebbero venire fagocitate dall'una o dalle altre, quindi meglio se lo scrivo, così eventualmente mi ricorderò che non è il posto adatto.
Poi ho trapiantato i primi 4 pomodori Ivo il grande. Le piante più a sud le ho concimate (e concimerò le altre da questo lato) con compost stagionato, le piante più a nord con foglie in via di decomposizione. Mi hanno detto che mantengono l'umidità. Vorrei stabilire quale sia il metodo migliore.
Faceva bene mio nonno.
Aveva 7 aiuole? Cicoria, patate, sedano, carote, pomodori, zucchine e aglio.
Non c'era pericolo di mescolare le piantine di pomodoro serendipity con quelle di tondo dorato: si andava al mulino e si comperavano o i tondi o i perini, e tutto era perfettamente ordinato.
Ho messo qualche zucchina trombetta tra l'edera e le fragole. Potrebbero venire fagocitate dall'una o dalle altre, quindi meglio se lo scrivo, così eventualmente mi ricorderò che non è il posto adatto.
Poi ho trapiantato i primi 4 pomodori Ivo il grande. Le piante più a sud le ho concimate (e concimerò le altre da questo lato) con compost stagionato, le piante più a nord con foglie in via di decomposizione. Mi hanno detto che mantengono l'umidità. Vorrei stabilire quale sia il metodo migliore.
Faceva bene mio nonno.
Aveva 7 aiuole? Cicoria, patate, sedano, carote, pomodori, zucchine e aglio.
Non c'era pericolo di mescolare le piantine di pomodoro serendipity con quelle di tondo dorato: si andava al mulino e si comperavano o i tondi o i perini, e tutto era perfettamente ordinato.
martedì 21 aprile 2015
Il nuovo consulente
Stamattina un nuovo consulente mi ha omaggiato del suo parere. Inizierò la storia dal principio
Qualche giorno fa, in occasione del primo e del secondo episodio di vento forte, erano caduti i miei semenzali, capovolgendosi completamente. Alcune piantine sono proprio scomparse, nel senso che - non so come - non le ho più ritrovate, mentre altre le ho salvate ma non so più rintracciare cosa siano.
Così stamattina mi sono messa ad osservare alcune di quelle cucurbitacee superstiti, cercando di capire cosa fossero. In vaschetta ormai stavano strette, così ho pensato di trapiantarle in piena terra ma ancora abbastanza vicine tra di loro in attesa di identificarle meglio.
Mentre posizionavo l'ultima un mio concittadino che non conosco, che stava passeggiando sulla "stradina" si è fermato a considerare il mio lavoro. Aspettandomi una critica, perché di solito i passanti mi criticano, ho esordito subito con le giustificazioni: sono cadute, non so se siano zucchine o cetrioli. Per ora le pianto qui, se sono cetrioli li lascio, se scoprirò che sono zucchine le trapianterò più distanti.
Il tizio le considera con attenzione e mi assicura che sono cetrioli, che le foglie di zucca sono diverse: sono come quelle laggiù. E mi indica... non so cosa, se ho seguito esattamente il suo dito mi ha indicato una pianta di bietola.
Spero che si intenda davvero di cetrioli. Al momento del "disastro" avevo seminato solo i Cucumis sikkimensis.
Ho cercato di descrivergli i frutti, ma le foglie non le ho mai viste.
Bene, chi vivrà vedrà. Sono contenta che mi abbia dato il suo parere senza criticare. Ormai sono abituata a consulenti ben poco gentili, che mi invitano ad estirpare tutto, così l'incontro di stamattina lo considero un evento da ricordare.
Qualche giorno fa, in occasione del primo e del secondo episodio di vento forte, erano caduti i miei semenzali, capovolgendosi completamente. Alcune piantine sono proprio scomparse, nel senso che - non so come - non le ho più ritrovate, mentre altre le ho salvate ma non so più rintracciare cosa siano.
Così stamattina mi sono messa ad osservare alcune di quelle cucurbitacee superstiti, cercando di capire cosa fossero. In vaschetta ormai stavano strette, così ho pensato di trapiantarle in piena terra ma ancora abbastanza vicine tra di loro in attesa di identificarle meglio.
Mentre posizionavo l'ultima un mio concittadino che non conosco, che stava passeggiando sulla "stradina" si è fermato a considerare il mio lavoro. Aspettandomi una critica, perché di solito i passanti mi criticano, ho esordito subito con le giustificazioni: sono cadute, non so se siano zucchine o cetrioli. Per ora le pianto qui, se sono cetrioli li lascio, se scoprirò che sono zucchine le trapianterò più distanti.
Il tizio le considera con attenzione e mi assicura che sono cetrioli, che le foglie di zucca sono diverse: sono come quelle laggiù. E mi indica... non so cosa, se ho seguito esattamente il suo dito mi ha indicato una pianta di bietola.
Spero che si intenda davvero di cetrioli. Al momento del "disastro" avevo seminato solo i Cucumis sikkimensis.
Ho cercato di descrivergli i frutti, ma le foglie non le ho mai viste.
Bene, chi vivrà vedrà. Sono contenta che mi abbia dato il suo parere senza criticare. Ormai sono abituata a consulenti ben poco gentili, che mi invitano ad estirpare tutto, così l'incontro di stamattina lo considero un evento da ricordare.
lunedì 27 ottobre 2014
Semine e favole
Continuo, poco alla volta, a potare (accorciare i rami, non sono in grado di fare una potatura corretta) e a vangare. Finita l'aiuola 3.
Ho trapiantato in terra l'ortensia bianca di Valeria.
Ho trapiantato in vaso la basella alba che mi aveva dato Luisa, nella speranza di farle superare l'inverno. Ho anche fatto delle talee in acqua.
Estirpo e metto al rogo fragoline di bosco, taglio l'edera, Se incappo in qualche bulbo in sovrappiù li metto da parte, li darò venerdì a un'amica.
Il Water convolvulus, spinacio d'acqua, in serra per ora si trova benissimo, ha sopportato magnificamente il trapianto.
In questi giorni ho raccolto anredera e basella rubra, borragine, cicoria e bietole.
Forse oggi aprirò una zucca.
venerdì 5 settembre 2014
5 settembre
Oggi è una giornata un po' così.
Non mi sento di fare niente e così ho fatto ben poco.
Ho giusto raccolto i fiori di zucca, tolto qualche foglia con l'oidio e imbustato e catalogato i semi per gli scambi.
Per pranzo raccoglierò qualche pomodoro e li farò in insalata. I pomodori risolvono tutte le situazioni.
Quanto alla cena ci penserò. Non cucino mai i legumi perché ho sempre tanta verdura, potrebbe essere l'occasione giusta per cambiare.
Il grande successo di oggi è che abbiamo battuto la "sig.ra Attila"!!!
E' arrivata di soppiatto. Io non mi sono palesata e... l'ho spiata! Si guardava in giro scuotendo la testa.
Povera! Di solito vado ad accoglierla, le chiedo se si sente di salire le scale o se devo fare scendere mia mamma, ecc... oggi, almeno all'inizio, complice il mio non essere in forma, l'ho ignorata.
E' andata a chiacchierare con mia mamma e... se ne è andata solo con i fiori di zucca, che avevo raccolto, lavato e confezionato stamattina presto. Non le abbiamo dato niente altro.
Sono contenta che anche mia mamma si sia stancata del suo pretendere. Di solito è lei ad accontentarla e a rimproverarmi se faccio la tirchia. Finalmente!
Così non aveva una borsa troppo pesante e non l'ho dovuta accompagnare a casa in macchina.
Questo mi ricorda che devo raccogliere le erbe aromatiche per l'altra vicina. ;-)
Non mi sento di fare niente e così ho fatto ben poco.
Ho giusto raccolto i fiori di zucca, tolto qualche foglia con l'oidio e imbustato e catalogato i semi per gli scambi.
Per pranzo raccoglierò qualche pomodoro e li farò in insalata. I pomodori risolvono tutte le situazioni.
Quanto alla cena ci penserò. Non cucino mai i legumi perché ho sempre tanta verdura, potrebbe essere l'occasione giusta per cambiare.
Il grande successo di oggi è che abbiamo battuto la "sig.ra Attila"!!!
E' arrivata di soppiatto. Io non mi sono palesata e... l'ho spiata! Si guardava in giro scuotendo la testa.
Povera! Di solito vado ad accoglierla, le chiedo se si sente di salire le scale o se devo fare scendere mia mamma, ecc... oggi, almeno all'inizio, complice il mio non essere in forma, l'ho ignorata.
E' andata a chiacchierare con mia mamma e... se ne è andata solo con i fiori di zucca, che avevo raccolto, lavato e confezionato stamattina presto. Non le abbiamo dato niente altro.
Sono contenta che anche mia mamma si sia stancata del suo pretendere. Di solito è lei ad accontentarla e a rimproverarmi se faccio la tirchia. Finalmente!
Così non aveva una borsa troppo pesante e non l'ho dovuta accompagnare a casa in macchina.
Questo mi ricorda che devo raccogliere le erbe aromatiche per l'altra vicina. ;-)
giovedì 28 agosto 2014
28 agosto
Oggi vacanza, niente orto!
Diciamo che ho lavorato nell'orto anche a Ferragosto e il giorno del mio compleanno, quindi un giovedì di vacanza ci può stare. ;-)
Così oggi racconto di una cosa che coltivo in casa, anzi, quasi sempre in frigorifero.
E' la pasta madre.
Quella che sto usando adesso non è una vera pasta madre, all'inizio ha avuto un aiutino da parte di una briciolina di lievito di birra... e devo dire che la pasta madre vera e autentica che avevo prima era molto migliore.
Aveva un sapore intenso e gustoso, anche senza sale era davvero saporita.
Ma quella non c'è più, ora c'è questa.
Ultimamente sto usando una farina con diversi cereali e semi, e a volte ci metto un po' di preparato per purè. Non ne vado fiera, ma è comodo, piuttosto che lessare il pezzettino di patata.
Io uso la pasta madre in modo diverso rispetto al solito.
Una volta facevo un pane tipo ciabatta, che richiede un impasto molto liquido.
L'impasto si sbatte con un cucchiaio per "incordarlo" quindi diventa di consistenza "blobbosa"
Si prende un canovaccio ben impregnato di farina, ci si ribalta sopra l'impasto, aiutandosi col canovaccio si fanno le piege e poi si ribalta il pane su una teglia con bordi (potrebbe scendere, altrimenti... ) e si fa cuocere con una ciotolina di acqua nel forno.
Ne risultava un pane dall'aspetto ben poco elegante
ma a mio parere buonissimo
Ora non sono più in grado di incordare l'impasto e nemmeno voglio prendere una macchina impastatrice, che poi ogni volta dovrei pulire.
Così ho iniziato a fare "piadine" anziché ciabatte o pagnotte.
L'uso della pasta madre per questa produzione è diverso.
Anche la pasta madre è diversa, perchè, come dicevo, quella che sto usando ora è partita non in modo naturale ma con un pochino di lievito di birra... In questo ultimo periodo la preparo con una farina mix di 20 tra cereali e semi e a volte ci metto anche un po' di preparato per purè. Non ne vado fiera, ma è più comodo che lessare un pezzetto di patata e schiacciarla.
Ecco la mia quasi pasta madre stamattina:
Da questa pasta ne prendo poco meno della metà e la stendo sottile con il mattarello.
Non viene sottile come quella di farina bianca, che è più elastica.
Non è nemmeno tonda tonda. Pazienza.
In trasparenza
Si vedono i semini e le mie dita che la tengono sospesa
La appoggio in una padella antiaderente o una di quelle per le crepes, basta che abbia il fondo spesso. Senza olio perché lievita meglio. Se qualcuno lo vuole comunque si può mettere. In genere chi vuole l'olio vuole anche il sale. O lo aggiungo all'impasto o salo l'olio.
Questa è per me, ed è fatta senza sale e senza olio.
Copro immediatamente con un coperchio
Poi giro. Questo è il momento per un'eventuale farcitura. Se la si vuole trasformare in pizza o in qualsiasi tipo di "piadina" farcita ci si dispone velocissimamente il condimento, dolce o salato, e si ricopre con il coperchio per terminare la cottura.
Ci vuole un po' di pratica per cuocerla al punto giusto. Non arrendetevi al primo tentativo.
Bene, adesso la si mangia! Subito. Farla in anticipo significa trovarla immangiabile
Poi si riprende la pasta madre avanzata. Si prepara una pallina di impasto pari a quella tolta (o di più, se si prevede di usarne più tanta) si impasta con acqua (volendo anche con olio e/o sale) e si unisce alla pasta madre.
In genere la conservo in frigo, in un bicchiere di plastica
Se ho fretta o se devo farne tanta la lascio fuori dal frigorifero o addirittura al caldino, mettendo il bicchiere in una pentola di acqua tiepida, altrimenti il frigorifero va bene.
Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere fin quaggiù! Soprattutto perché ho avuto problemi nello scrivere e il risultato non è molto coerente.
Diciamo che ho lavorato nell'orto anche a Ferragosto e il giorno del mio compleanno, quindi un giovedì di vacanza ci può stare. ;-)
Così oggi racconto di una cosa che coltivo in casa, anzi, quasi sempre in frigorifero.
E' la pasta madre.
Quella che sto usando adesso non è una vera pasta madre, all'inizio ha avuto un aiutino da parte di una briciolina di lievito di birra... e devo dire che la pasta madre vera e autentica che avevo prima era molto migliore.
Aveva un sapore intenso e gustoso, anche senza sale era davvero saporita.
Ma quella non c'è più, ora c'è questa.
Ultimamente sto usando una farina con diversi cereali e semi, e a volte ci metto un po' di preparato per purè. Non ne vado fiera, ma è comodo, piuttosto che lessare il pezzettino di patata.
Io uso la pasta madre in modo diverso rispetto al solito.
Una volta facevo un pane tipo ciabatta, che richiede un impasto molto liquido.
L'impasto si sbatte con un cucchiaio per "incordarlo" quindi diventa di consistenza "blobbosa"
Si prende un canovaccio ben impregnato di farina, ci si ribalta sopra l'impasto, aiutandosi col canovaccio si fanno le piege e poi si ribalta il pane su una teglia con bordi (potrebbe scendere, altrimenti... ) e si fa cuocere con una ciotolina di acqua nel forno.
Ne risultava un pane dall'aspetto ben poco elegante
ma a mio parere buonissimo
Ora non sono più in grado di incordare l'impasto e nemmeno voglio prendere una macchina impastatrice, che poi ogni volta dovrei pulire.
Così ho iniziato a fare "piadine" anziché ciabatte o pagnotte.
L'uso della pasta madre per questa produzione è diverso.
Anche la pasta madre è diversa, perchè, come dicevo, quella che sto usando ora è partita non in modo naturale ma con un pochino di lievito di birra... In questo ultimo periodo la preparo con una farina mix di 20 tra cereali e semi e a volte ci metto anche un po' di preparato per purè. Non ne vado fiera, ma è più comodo che lessare un pezzetto di patata e schiacciarla.
Ecco la mia quasi pasta madre stamattina:
Da questa pasta ne prendo poco meno della metà e la stendo sottile con il mattarello.
Non viene sottile come quella di farina bianca, che è più elastica.
Non è nemmeno tonda tonda. Pazienza.
In trasparenza
Si vedono i semini e le mie dita che la tengono sospesa
La appoggio in una padella antiaderente o una di quelle per le crepes, basta che abbia il fondo spesso. Senza olio perché lievita meglio. Se qualcuno lo vuole comunque si può mettere. In genere chi vuole l'olio vuole anche il sale. O lo aggiungo all'impasto o salo l'olio.
Questa è per me, ed è fatta senza sale e senza olio.
Copro immediatamente con un coperchio
Poi giro. Questo è il momento per un'eventuale farcitura. Se la si vuole trasformare in pizza o in qualsiasi tipo di "piadina" farcita ci si dispone velocissimamente il condimento, dolce o salato, e si ricopre con il coperchio per terminare la cottura.
Ci vuole un po' di pratica per cuocerla al punto giusto. Non arrendetevi al primo tentativo.
Bene, adesso la si mangia! Subito. Farla in anticipo significa trovarla immangiabile
Poi si riprende la pasta madre avanzata. Si prepara una pallina di impasto pari a quella tolta (o di più, se si prevede di usarne più tanta) si impasta con acqua (volendo anche con olio e/o sale) e si unisce alla pasta madre.
In genere la conservo in frigo, in un bicchiere di plastica
Se ho fretta o se devo farne tanta la lascio fuori dal frigorifero o addirittura al caldino, mettendo il bicchiere in una pentola di acqua tiepida, altrimenti il frigorifero va bene.
Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere fin quaggiù! Soprattutto perché ho avuto problemi nello scrivere e il risultato non è molto coerente.
sabato 23 agosto 2014
23 agosto
Inizio col dire che continuo a raccogliere la verdura!
Ho ricevuto proteste: Ma come, cucini verdura comperata? NO!
Prima scrivevo: ho raccolto questo e quello... ho regalato questo e ho cucinato quello.
Mi sembrava una ripetizione. Così sappiate che quello che cucino l'ho raccolto, non acquistato!
E dove mai potrei acquistare le foglie di Enotera? ;-)
In questi giorni di assenza ho raccolto e cucinato: un paio di minestre di zucchina siciliana (con le parti diciamo di scarto, ma assicuro che le minestre erano buonissime)
Di nuovo zucchine siciliane in agrodolce, conservate in vasetti, minestra di cavolo nero, minestra di bietole e grano saraceno (quello coltivato da me! Ma confesso che quello acquistato è più buono)
Ho preparato delle crocchette con mix di Tetragonia e zucchina siciliana e, dopo tanto tempo in cui li dovevo dare a qualcuno o non avevo tempo per farli, i fiori di zucca impanati e fritti senza olio.
Ora sto preparando parecchie crocchette di verdura, in parte da conservare congelate e in parte da mangiare subito.
Il primo tipo è quello "dolce" con foglie di chenopodio, il secondo tipo (che forse mangerò solo io...) con erbe miste dal gusto più forte: cicoria un po' dura per essere mangiata cruda, le foglie più dure di broccolo fiolaro di creazzo, Portulaca oleracea, foglie e radici di enotera, foglie di melissa...
A entrambi i tipi aggiungo formaggio, uovo, patate, aromi e sale qb.
Le crocchette di verdura le inventai per utilizzare la verdura meno pregiata. Sono piaciute così tanto che ora le faccio anche con la verdura migliore, come appunto le zucchine siciliane, il chenopodio e la tetragonia.
Ultimamente preferisco congelare le verdure già pronte da consumare e quindi abbondo con le crocchette.
Oggi farò una minestra di broccolo fiolaro di Creazzo e probabilmente stasera uova con zucchina trombetta passata in padella.
Se riesco nel pomeriggio pubblico le foto.
Ho ricevuto proteste: Ma come, cucini verdura comperata? NO!
Prima scrivevo: ho raccolto questo e quello... ho regalato questo e ho cucinato quello.
Mi sembrava una ripetizione. Così sappiate che quello che cucino l'ho raccolto, non acquistato!
E dove mai potrei acquistare le foglie di Enotera? ;-)
In questi giorni di assenza ho raccolto e cucinato: un paio di minestre di zucchina siciliana (con le parti diciamo di scarto, ma assicuro che le minestre erano buonissime)
Di nuovo zucchine siciliane in agrodolce, conservate in vasetti, minestra di cavolo nero, minestra di bietole e grano saraceno (quello coltivato da me! Ma confesso che quello acquistato è più buono)
Ho preparato delle crocchette con mix di Tetragonia e zucchina siciliana e, dopo tanto tempo in cui li dovevo dare a qualcuno o non avevo tempo per farli, i fiori di zucca impanati e fritti senza olio.
Ora sto preparando parecchie crocchette di verdura, in parte da conservare congelate e in parte da mangiare subito.
Il primo tipo è quello "dolce" con foglie di chenopodio, il secondo tipo (che forse mangerò solo io...) con erbe miste dal gusto più forte: cicoria un po' dura per essere mangiata cruda, le foglie più dure di broccolo fiolaro di creazzo, Portulaca oleracea, foglie e radici di enotera, foglie di melissa...
A entrambi i tipi aggiungo formaggio, uovo, patate, aromi e sale qb.
Le crocchette di verdura le inventai per utilizzare la verdura meno pregiata. Sono piaciute così tanto che ora le faccio anche con la verdura migliore, come appunto le zucchine siciliane, il chenopodio e la tetragonia.
Ultimamente preferisco congelare le verdure già pronte da consumare e quindi abbondo con le crocchette.
Oggi farò una minestra di broccolo fiolaro di Creazzo e probabilmente stasera uova con zucchina trombetta passata in padella.
Se riesco nel pomeriggio pubblico le foto.
sabato 16 agosto 2014
Ferragosto
Oggi (tecnicamente ieri, visto che mentre sto scrivendo la mezzanotte è passata da mezz'ora), ho quasi riposato, nel senso che non ho lavorato nell'orto ma in cucina.
Ho cucinato cose diverse dal solito perché ho preparato una merenda di ferragosto con le vicine di casa.
Come prodotti dell'orto ho usato solo alcuni pomodori per fare un po' di salsa (per condire le pizzette fatte con pasta madre)
Poi una zucchina trombetta, saltata in padella per condire altre pizzette, fatte con sfoglia comperata)
Qualche fico, usati per fare pochissima marmellata, per dolcetti con la stessa sfoglia.
Poi ha avuto molto successo la "nutella" fatta in casa. Non ho usato prodotti dell'orto ma a qualcuno potrebbe interessare.
Di solito mescolo semplicemente acqua, cacao e zucchero. Oggi, avendo ospiti, ci ho messo del latte in polvere. Pensavo di migliorarla, e in effetti il gusto era buono, ma ho sbagliato tutto. Un'ospite di religione ortodossa non l'ha potuta assaggiare, perché il venerdì mangia "di magro" e non può assaggiare il latte.
Ho ritrovato altre foto della settimana scorsa.
Sono in vena di chiacchiere, così racconto la storia della begonietta.
E' stata salvata dal compostaggio da diversi mesi, e come ringraziamento continua a fiorire.
Questo Achimenes mi è stato regalato da una cara amica. La sua storia mi sembra divertente.
L'amica sarebbe passata in treno ma senza scendere, così ci demmo appuntamento alla stazione. Per incontrarci decidemmo che sarebbe salita sull'ultimo vagone.
Io arrivai alla stazione con grande anticipo e mi misi alla fine del secondo binario, dove sarebbe dovuto arrivare il suo treno.
Il treno era in ritardo. Improvvisamente un nuovo annuncio: il treno sarebbe arrivato sul binario n. 4.
Partii di corsa ( ...di corsa... insomma, non sono molto atletica, si fa quel che si può) per raggiungere il quarto binario.
Dalla fine del secondo marciapiedi arrivai al sottopasso, che è quasi all'inizio. L'accesso al quarto binario era chiuso causa lavori... dovetti uscire dalla stazione e prendere un sovrappasso provvisorio. Nel frattempo era arrivato il treno. Un treno lunghissimo. Al contrario di tutti quelli arrivati fino a quel momento, che erano piccoli treni, questo sembrava non finire mai.
Ricominciai a correre, (mole permettendo) ma quel lunghissimo treno era molto più lungo del marciapiedi, così quell'ultimo vagone si fermò ben lontano dalla stazione. Finito il marciapiedi n. 4 mi dovetti avventurare ai bordi dei binari. Il terreno sconnesso era coperto da un telo di tnt che non aiutava a rendere più agevole il camminarci, figuriamoci il correre. Alla fine iniziai a fare segni disperati alla mia amica che era affacciata al finestrino.
Lei provò ad aprire la porta del treno ma non ci riusciva. Intercettato il controllore si fece aprire e quasi lanciò il vaso ai bordi del binario, perché in quel tratto i gradini del treno erano molto più sollevati rispetto al camminamento laterale.
Il treno partì. Giusto il tempo per agitare le mani in segno di saluto. Al finestrino accanto a quello della mia amica era affacciato il controllore allibito. Chissà quante risate si sarà fatto, ripensando a quelle due pazze che si sono scambiate una pianta in un freddo pomeriggio di metà giugno. E menomale! perchè a metà giugno abbiamo avuto giorni di caldo rovente.
Io ero madida di sudore con tutto quel correre. Se fosse capitato in un giorno caldo sarei svenuta sulla massicciata.
Ho cucinato cose diverse dal solito perché ho preparato una merenda di ferragosto con le vicine di casa.
Come prodotti dell'orto ho usato solo alcuni pomodori per fare un po' di salsa (per condire le pizzette fatte con pasta madre)
Poi una zucchina trombetta, saltata in padella per condire altre pizzette, fatte con sfoglia comperata)
Qualche fico, usati per fare pochissima marmellata, per dolcetti con la stessa sfoglia.
Poi ha avuto molto successo la "nutella" fatta in casa. Non ho usato prodotti dell'orto ma a qualcuno potrebbe interessare.
Di solito mescolo semplicemente acqua, cacao e zucchero. Oggi, avendo ospiti, ci ho messo del latte in polvere. Pensavo di migliorarla, e in effetti il gusto era buono, ma ho sbagliato tutto. Un'ospite di religione ortodossa non l'ha potuta assaggiare, perché il venerdì mangia "di magro" e non può assaggiare il latte.
Ho ritrovato altre foto della settimana scorsa.
Sono in vena di chiacchiere, così racconto la storia della begonietta.
E' stata salvata dal compostaggio da diversi mesi, e come ringraziamento continua a fiorire.
Questo Achimenes mi è stato regalato da una cara amica. La sua storia mi sembra divertente.
L'amica sarebbe passata in treno ma senza scendere, così ci demmo appuntamento alla stazione. Per incontrarci decidemmo che sarebbe salita sull'ultimo vagone.
Io arrivai alla stazione con grande anticipo e mi misi alla fine del secondo binario, dove sarebbe dovuto arrivare il suo treno.
Il treno era in ritardo. Improvvisamente un nuovo annuncio: il treno sarebbe arrivato sul binario n. 4.
Partii di corsa ( ...di corsa... insomma, non sono molto atletica, si fa quel che si può) per raggiungere il quarto binario.
Dalla fine del secondo marciapiedi arrivai al sottopasso, che è quasi all'inizio. L'accesso al quarto binario era chiuso causa lavori... dovetti uscire dalla stazione e prendere un sovrappasso provvisorio. Nel frattempo era arrivato il treno. Un treno lunghissimo. Al contrario di tutti quelli arrivati fino a quel momento, che erano piccoli treni, questo sembrava non finire mai.
Ricominciai a correre, (mole permettendo) ma quel lunghissimo treno era molto più lungo del marciapiedi, così quell'ultimo vagone si fermò ben lontano dalla stazione. Finito il marciapiedi n. 4 mi dovetti avventurare ai bordi dei binari. Il terreno sconnesso era coperto da un telo di tnt che non aiutava a rendere più agevole il camminarci, figuriamoci il correre. Alla fine iniziai a fare segni disperati alla mia amica che era affacciata al finestrino.
Lei provò ad aprire la porta del treno ma non ci riusciva. Intercettato il controllore si fece aprire e quasi lanciò il vaso ai bordi del binario, perché in quel tratto i gradini del treno erano molto più sollevati rispetto al camminamento laterale.
Il treno partì. Giusto il tempo per agitare le mani in segno di saluto. Al finestrino accanto a quello della mia amica era affacciato il controllore allibito. Chissà quante risate si sarà fatto, ripensando a quelle due pazze che si sono scambiate una pianta in un freddo pomeriggio di metà giugno. E menomale! perchè a metà giugno abbiamo avuto giorni di caldo rovente.
Io ero madida di sudore con tutto quel correre. Se fosse capitato in un giorno caldo sarei svenuta sulla massicciata.
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