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mercoledì 23 ottobre 2019

Passione per gli scheletri

Non si tratta degli scheletri di Halloween.
Sinceramente sono entrambe cose che non capisco, ma ad un mio amico piacciono le lische di pesce, così avevo preparato per lui una serie di scheletri di pesci.



Alcuni sono tinti con alga spirulina.


martedì 15 ottobre 2019

Ricopertura (altre) sedie

Ho tantissime foto in lista d'attesa. Dovrei essere più selettiva e scartare qualcosa, invece di pubblicare ogni sciocchezza. Prendetemi come sono, oppure se stanco lamentatevi.

Ecco com'erano in origine le sedie che ho in montagna. Sul piano della macchina per cucire si nota una delle mie borse da ombrello in via di costruzione.


La prima copertura fatta alcuni anni fa. Un po'scomoda, per toglierla bisogna svitare il sedile e lo schienale, per staccarli dalla struttura.  Non ho una foto del sedile, perché ho pensato di fotografare la copertura vecchia solo dopo averlo ricoperto con la nuova stoffa.

La nuova copertura fatta durante l'estate. Meno fine, ma ha il vantaggio di essere facilmente sfoderabile. Nella foto avevo imbottito lo schienale, ma non mi piaceva. Ho poi tolto l'imbottitura e resta più liscio.


La copertura del sedile non è perfetta, perché ho recuperato quella che avevo fatto per le sedie che ho a casa, nella "stanza dei semi".
Per casa, prima o poi, farò nuove coperture.



martedì 8 ottobre 2019

Orecchini

Qualche tempo fa preparavo orecchini e collane di filo, a volte anche con perline, all'uncinetto o comunque con tecniche manuali.
Un paio di amiche mi consigliavano di venderle e farne un lavoro. Avevo quasi intenzione di provarci, così avevo iniziato a fotografare le mie creazioni, ma era un lavoro piuttosto serio, per me: a me piaceva farle, non fotografarle.
Altro problema: non ho lo spirito del commerciante. Ho sempre faticato a farmi pagare per questo genere di piccoli lavori, probabilmente finirei col perderci. 
Lo so, perché anche quando mi sono fatta pagare (da persone dichiaratamente più che benestanti) ho sempre chiesto solo il prezzo del materiale, e a volte anche meno. 
Chiedo un consiglio: ci provo? O lascio perdere?
Qualcuno vorrebbe vedere anche qualche collana? Sono un po' più elaborate, e alcune sono carine.
Il loro pregio è che sono tutti pezzi unici e a volte non ripetibili. Perché li invento al momento e capita che non ricordi assolutamente come io li abbia fatti.
Questi  pendenti per orecchini vanno indossati in combinazione con orecchini veri, oppure attaccati a delle monachelle, e possibilmente appesi ad orecchie più giovani delle mie! 😉🤣
Grazie per il vostro parere!💕


Come sopra con orecchino diverso











mercoledì 17 luglio 2019

La griglia

Non la grigliata. Io grigliate non ne faccio.
In montagna ho scovato una vecchia griglietta, penso di un vecchio frigorifero.
In circa 45 secondi l'ho trasformata in un porta oggetti, attaccandola all'interno dell'anta che ha trasformato il camino in una credenza.
Ecco l'anta:
Gli oggetti sono appesi un po' a caso, tanto per provare la stabilità dell'accrocchio.
Queste ante vennero messe decenni fa, penso prima che io nascessi. Fatte dal proprietario, recuperando vecchie casse.

domenica 30 giugno 2019

Pagine gialle & Amole gialle

Ho raccolto i frutti di mirabolano!
Non è stata una decisione saggia. Ne ho raccolti una piccola parte, e sono sfinita, ma almeno ci ho provato. Al momento non mi é consentito mangiarli, faró la marmellata.

Pagine gialle.
Le volevo buttare, giuro. Avevo li questi elenchi telefonici, pagine bianche e gialle del 2013, ancora sigillati, e li volevo buttare. Ho commesso l'errore di parlarne con una delle mie amiche, che non usando internet non segue il blog. Lei mi ha convinta a non buttlarle.
Ormai non ho più tempo per questo genere di passatempi. Finora infatti ho realizzato solo questo "sottopentola".

All'inizio non volevo arrotolare le cannucce di carta, come avevo visto sui tutorial trovati in rete. Mi sembrava molto più "fine" procedere con delle strisce di carta sottili con i bordi ripiegati all'interno, e poi piegate a metà.
Ho cambiato subito idea e ho fatto poi le cannucce, utilizzando per ognuna mezza pagina.


Il rotolino grande è fatto con strisce di 3,5 cm. con i bordi ripiegati all'interno, come se fosse uno sbiechino.
I rotolini piccoli sono fatti arrotolando sul ferro da calza le stesse striscette da 3,5 cm.
Se e quando ne avrò il tempo, potrei provare a fare rotolini intermedi, con cannucce ricavate arrotolando un terzo di pagina, e usarli per altri tipi di intreccio.
Dopo avere assemblato i rotolini, ho passato tutta la superficie con la colla vinilica.
Una volta asciugata, la colla vinilica torna trasparente.


Non mi dilungo sulla tecnica perché non sono certo in grado di dare suggerimenti, chi fosse interessato può trovare "milioni" di video in rete.

Morale: sorvolando sul colore terribile, e considerando che possiedo anche le pagine bianche (già più sobrie, e che potrei colorare) la carta delle guide telefoniche mi pare un ottimo materiale. Sottilissima ma piuttosto resistente.

Considerazioni
Dopo un paio di giorni d'uso, posso dire che questo tipo di aggeggio non è molto pratico.
La finitura a base di colla vinilica è rimasta leggermente appiccicosa. Appiccicosa non è il termine esatto, ma non ne trovo uno migliore. In ogni caso, ci ho appoggiato una pentola e il sottopentola si é attaccato al fondo...
Non attaccato in modo tenace, solo leggermente. Se me ne fossi ricordata l'avrei potuto staccare con gran facilità. Il problema è che non mi sono ricordata che sotto la mia pentola ci fosse il sottopentola! e ho messo in ammollo nel lavello sia la pentola che il sottopentola.
Devo ammettere che non ha subito grossi danni. Se l'avessi messa sul fuoco sarebbe stato peggio. I piccoli rotolini esterni si sono in parte srotolati, ma già da prima non erano perfetti. Li ho fatti tagliando a metà le cannucce di carta già pronte, così una delle due estremità non è assottigliata ed è più difficile da fissare.
Dopo un così prolungato ammollo, credo che un altro tipo di carta si sarebbe sciolto.

Considerazioni a distanza.
Dopo alcuni mesi, la colla si è ben asciugata e le pentole non si attaccano più.
Avendo tempo sarebbe un ottimo hobby, con le cannucce si carta si possono fare tantissime cose.

giovedì 7 marzo 2019

Non ho l'età II

Una volta i cerchietti per i capelli erano virtualmente eterni. Si rovinava la stoffa ma l'anima in plastica resisteva. Io li ricoprivo con altra stoffa, possibilmente in tinta o addirittura con la stessa stoffa di uno degli abiti che indossavo prevalentemente in quel periodo, e duravano anni e anni.
Quelli acquistati ora si rompono in pochi giorni, così, quando ho visto dei cerchietti in metallo li ho subito acquistati.
Il problema è che sono molto sottili, sono larghi solo 5mm.
La soluzione? esiste lo scotch. Ne ho presi due, li ho uniti con il nastro adesivo, li ho ricoperti con uno strato di spugnetta, quella da imballaggio.
L'ho tenuta un po' più larga dei cerchietti uniti, così si sono allargati ulteriormente e i bordi in metallo sono ricoperti da uno strato morbido.
Non che fossero taglienti, ma così mi sembra meglio.
Li ho fatti tempo fa, e ora so che è stata una buona idea.

Ovviamente li ho  ricoperti anche di stoffa.










Era un pacco da 10.
Altri li ho usati per rinforzare quelli di plastica acquistati.
Per farlo ho:
- raddrizzato una delle parti finali di un cerchietto di metallo
- tagliato via l'altra parte finale piegata (altrimenti sarebbe stato troppo lungo rispetto al mio cerchietto in plastica)
- scucito qualche punto della copertura in raso
- infilato il cerchietto di metallo nella copertura di raso, sotto quello di plastica
- ricucito i pochi punti che avevo tolto.

I cerchietti per capelli acquistati sono in genere ricoperti da un tessuto di raso in sbieco, che si adatta perfettamente al piccolo ingombro aggiuntivo.
Non metto una foto, perché non ne ho scattate mentre eseguivo le operazioni, e ora dall'esterno non si vede nulla.

Continuo a non avere più l'età, né quella per tenere i capelli lunghi né tantomeno quella per tenerli a bada con un cerchietto, ma pazienza. 'Gli altri' avranno sempre qualcosa da ridire, e qualche consiglio da dispensare, quindi non vale la pena di adeguarsi.

Il gommino a uncinetto

Da forse tre anni ho perso il gommino che aiuta a sostenere la cappelliera dell'auto. L'ho chiesto al meccanico, ma probabilmente è un pezzo di ricambio troppo economico, non vale nemmeno la pena cercarlo.

L'altro giorno mi sono stancata di aspettare e mi sono messa d'impegno. Ho staccato il gommino superstite, gli ho scattato foto in tutte le angolazioni e l'ho cercato su internet, tramite la ricerca immagini. Niente, ho trovato soltanto la domanda di un'altra persona, che come me non riusciva a trovarlo.
Allora ho deciso di fabbricarmelo. Il primo tentativo è stato con quei granuli di plastica termo modellabili. Niente, non sono riuscita. Non si trova in una posizione comodissima, nel senso che si dovrebbe riuscire ad avvolgere la plastica fusa attorno al perno, e fissarla nella giusta misura prima che indurisca, ma io sono riuscita solo ad appiccicarla al rivestimento di stoffa.
Ho poi provato ad adattare un tappino, che era di forma simile ma era troppo grande, non sono riuscita. Allora,,, l'ho fatto ad uncinetto.

 Nella storia dell'automobile, credo che questo sia il primo gommino lavorato ad uncinetto, e probabilmente sarà anche l'ultimo. O forse no. Se mi capiterà tra le mani un pezzetto di filo nero, potrei decidere di rifarlo.





venerdì 15 febbraio 2019

Lamentarsi serve

Ho gli ellebori!
Niente di fantastico, ma visto che tre giorni fa sembravano completamente spariti, non c'era nemmeno una foglia, credevo che le piante, dopo circa 50 anni di presenza, fossero morte.
Mi sarebbe dispiaciuto perderli.

Era prevedibile, queste giornate così calde ed assolate mi hanno fatto ripiombare nel vortice delle semine. Nonostante le delusioni, ho seminato qualche altra cucurbitacea, e sto preparando dei bellissimi cartellini per seminare i pomodori, cosa che, come anticipato in un commento,  vorrei fare il 17 febbraio.

Io sono sempre stata poco organizzata e molto indaffarata, e per i miei standard questi cartellini sono bellissimi!
Impegnarmi in attività per le quali sono negata, come la preparazione dei cartellini, mi sembra che possa dimostrare la mia voglia di migliorare.


Nel frattempo mi sto dedicando a nuove attività, come cercare di riparare il coperchio della lavatrice.

giovedì 14 febbraio 2019

Pausa sartoria

Mi sto dedicando un po' al cucito. Ho fatto una maglietta in Jersey di seta, così mi ha detto il venditore.
Mi sembrava un po' triste, così ci ho applicato dei diamantini/lustrini/strass, non so quale sia il nome corretto.

Per ora sono soddisfatta.
Resta da capire quanto dureranno.
Temo che si staccheranno presto.

Nel frattempo ho iniziato a vangare, ho raccolto i topinambur e ho seminato qualcosa alla meno peggio.

giovedì 3 gennaio 2019

Non ho l'età

So di non avere più l'età per adatta per indossare un cerchietto con cuoricini argentati, ma a volte le cose accadono quasi per caso.
Già, dalla foto non sembra, ma - come se non bastasse il resto - i cuoricini e i puntini sullo sfondo nero, sono color argento metallizzato.

Sistemando l'armadio ho trovato una vecchia coperta, fatta (malissimo) da me, con il telaietto, quando ero bambina. Stava lì, appunto legata con quel nastro brilluccicante
Ecco, io se vedo una cosa del genere non posso fingere di non aver visto, legare di nuovo il tutto e ricacciare coperta e nastro nell'armadio.
Ho preso un cerchietto, tra l'altro uno bello massiccio, e l'ho ricoperto.





Ho visto nei vecchi film i detenuti che fuggono calandosi dalle finestre usando le lenzuola, ma non ho mai visto una coperta che fugge se sta nell'armadio senza essere legata.
Poi la coperta è davvero un orrore, al limite è l'armadio che se ne va piuttosto che contenerla.
Spero che la vorranno al canile, anche se la stagione fredda è quasi finita.
Quanto lavoro, per quella brutta coperta.



lunedì 29 ottobre 2018

Cucire quando la vista è scarsa

Non ho una vista d'aquila. Per cucire, a mano o a macchina, occorre infilare gli aghi, e questo a volte capita spesso. A macchina quasi sempre è solo per cambiare il colore, a mano perché le gugliate non possono superare una certa lunghezza. Così già dall'infanzia avevo inventato un metodo per mitigare questa fatica. Sì, inventato. Allora non c'erano tutorial su internet, e nemmeno la possibilità economica di acquistare molte riviste.
Poi ho scoperto che ovviamente anche altri lo fanno, nessuna,novità, ma se qualcuno avesse i miei stessi problemi potrebbe trarre vantaggio da questo metodo.
Si inizia lasciando sempre gli aghi infilati. Il più piccolo pezzetto di filo, quando è infilato in una cruna è un nostro alleato.
Basta unire al filo corto un nuovo filo, di colore uguale o diverso secondo le esigenze.
Per farlo si può usare un nodo alla tessitora, che è molto piccolo ma resistente, i capi si possono tagliare via senza che questo si sciolga.
Ma... a mio avviso non è cosa facile. Io so fare nodi e intrecci di vari tipi ma non il nodo alla tessitora.
Di nuovo c'è una soluzione. Basta fare un cappio, passarci il secondo filo attraverso, tirare i due capi del cappio. Si sentirà un piccolo schiocco, è il nodo che "si gira".
Il nodo alla tessitora in versione semplice è fatto.
Ma... e qui entra in gioco la solita rubrica della "Posta del cuore... di bue!"
La mia amica, (quella non tecnologica, che non usa nemmeno il cellulare) non sapeva fare il cappio, e non riuscivo a spiegarglielo. Nonostante io abbia una lateralizzazione mista, quasi ambidestra, il cappio lo so fare solo con la sinistra. E lei solo a destra.
Ecco come sono riuscita a farglielo capire: con il cavo delle cuffie
Si fa un cappio con il filo n. 1 (è indifferente: nuovo o vecchio, purché sia abbastanza lungo)



Il cappio è fatto. Nell'anello si passa l'altro filo. Dove io ho messo il dito

Si stringe il cappio fino a fare "girare" il nodo. Io ovviamente non ho nessuna intenzione di 'far girare'  il mio dito...

Ecco il corrispondente con il filo


Dopo aver tirato i capi del cappio e girato il nodo, con cautela lo si fa passare attraverso la cruna dell'ago.


Fatto. Ora si può tagliare via il filo vecchio e usare il nuovo. Oppure...
Se la stoffa non è fine e delicata si può continuare a cucire, come ho fatto io in queste foto, dove stavo cucendo un orlo a punto mosca su un jeans elasticizzato.
L'unico accorgimento: per fare in modo che il nodo passi attraverso la trama senza causare danni si deve cucire puntando nel tessuto non la punta, ma la cruna. Con un po' di attenzione lo si può fare, e senza nemmeno bucarsi.




Essendo il tessuto molto grossolano i pochi cm. di cucitura con filo triplo non causano alcun problema.

Perché? Semplicemente per pigrizia.
Per non affrancare il filo vecchio e quello nuovo.
Cucendo gli orli a mano faccio comunque dei nodi ogni pochi punti, per evitare che, in caso di rottura del filo, si disfi tutto loro. Eppure affrancare il filo vecchio e poi quello nuovo mi sembra troppo faticoso. La pigrizia fa strani scherzi...

Dietro si nota la rifinitura a tagliacuci. Sempre in azzurro,  ma è una cucitura diversa. Io sono una pessima blogger. Non ho tempo di fare esempi apposta per la pubblicazione, scatto foto a quello che sto cucendo davvero. Questa è diventata la mia gonna preferita.


Buon anno col... cotechino!

Prima cosa:  Tanti auguri a tutti! Buon 2026! Feliĉan novjaron! Per il nuovo anno mi sono regalata un cotechino fatto da me. Certo non assom...