Le cercavo da anni. Trovarle è stata una delusione.
Si sono aperte ma senza rinverdire (nella foto appaiono più verdi di quanto fossero in realtà) e in pochi giorni sono ammuffite.
Una l'avevo piantata nel vasetto abbinato a una statuetta di porcellana, l'altra era rimasta in una ciotolina con un pochino di acqua.
Quello che semino, coltivo, raccolgo e cucino. Bonus extra: quello che cucio, taglio, invento, incollo...
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domenica 26 marzo 2017
domenica 29 gennaio 2017
Fai da te? A volte no.
Io sono fissata con il fai-da-te.
So che da alcune persone è considerato un brutto atteggiamento: chi faceva da se una volta faceva per tre, ora è considerato una persona della quale diffidare, perché non dimostra fiducia negli altri, e in quello che gli altri fanno.
Queste teorie psico-consumistiche non mi impensieriscono né mi impressionano, per me resta un gran divertimento cimentarmi in esperimenti di vario tipo ed è una soddisfazione quando questi risultano più o meno azzeccati.
Ovviamente capitano anche i fallimenti totali, i "Vietato riprovarci".
E' il caso dell'estrazione casalinga dell'olio di Oenothera.
Già l'esperimento è partito con i presupposti sbagliati: l'olio di Oenothera andrebbe estratto a freddo, per non guastarne le pregevoli caratteristiche.
Non avendo un torchio per olio, ed avendo a disposizione una discreta quantità di semi, tanti che non li avrei potuti spacciare nemmeno ad una decina di banche dei semi, per non buttarli ho provato ad estrarne l'olio con il sistema che usa una mia cara amica per ottenere il burro laurino.
Ho quindi messo i miei semini in acqua, tenendoli a un filo dall'ebollizione per tre ore.
Non vedendo nessun olio sulla superficie ho interpellato la mia amica, che mi ha consigliato di schiacciarli con le dita e rimetterli a bollire.
Erano piuttosto duri, non ci riuscivo, così li ho frullati.
Ecco il risultato
Li ho rimessi al fuoco. Niente di niente. Di nuovo filtrati.
Il giorno seguente sulla superficie si era formata una sorta di pellicola, simile a quella che compare sul tè quando viene abbandonato in una tazza per un certo periodo.
Al tatto non si rileva nessuna untuosità.
Considerando che:
La raccolta dei semi richiede tempo,
La sgranatura richiede tempo e fatica,
La cottura altro tempo,
Si impegnano una discreta quantità di utensili senza ottenere alcun risultato,
Anche se si riuscisse ad estrarre dell'olio questo non dovrebbe essere sottoposto a temperature alte...
Dichiaro il completo fallimento dell'esperimento e lo catalogo come:
So che da alcune persone è considerato un brutto atteggiamento: chi faceva da se una volta faceva per tre, ora è considerato una persona della quale diffidare, perché non dimostra fiducia negli altri, e in quello che gli altri fanno.
Queste teorie psico-consumistiche non mi impensieriscono né mi impressionano, per me resta un gran divertimento cimentarmi in esperimenti di vario tipo ed è una soddisfazione quando questi risultano più o meno azzeccati.
Ovviamente capitano anche i fallimenti totali, i "Vietato riprovarci".
E' il caso dell'estrazione casalinga dell'olio di Oenothera.
Già l'esperimento è partito con i presupposti sbagliati: l'olio di Oenothera andrebbe estratto a freddo, per non guastarne le pregevoli caratteristiche.
Non avendo un torchio per olio, ed avendo a disposizione una discreta quantità di semi, tanti che non li avrei potuti spacciare nemmeno ad una decina di banche dei semi, per non buttarli ho provato ad estrarne l'olio con il sistema che usa una mia cara amica per ottenere il burro laurino.
Ho quindi messo i miei semini in acqua, tenendoli a un filo dall'ebollizione per tre ore.
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| I semi appena messi in pentola |
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| La parte più divertente di tutto l'esperimento. Alla prima scolatura i semi si sono ammonticchiati formando una sorta di torre piatta, come una lingua. Non so se dalla foto si capisce. |
Non vedendo nessun olio sulla superficie ho interpellato la mia amica, che mi ha consigliato di schiacciarli con le dita e rimetterli a bollire.
Erano piuttosto duri, non ci riuscivo, così li ho frullati.
Ecco il risultato
Li ho rimessi al fuoco. Niente di niente. Di nuovo filtrati.
Il giorno seguente sulla superficie si era formata una sorta di pellicola, simile a quella che compare sul tè quando viene abbandonato in una tazza per un certo periodo.
Al tatto non si rileva nessuna untuosità.
Considerando che:
La raccolta dei semi richiede tempo,
La sgranatura richiede tempo e fatica,
La cottura altro tempo,
Si impegnano una discreta quantità di utensili senza ottenere alcun risultato,
Anche se si riuscisse ad estrarre dell'olio questo non dovrebbe essere sottoposto a temperature alte...
Dichiaro il completo fallimento dell'esperimento e lo catalogo come:
Vietato riprovarci.
domenica 22 gennaio 2017
Sapone a caldo
Una tra le amiche che mi hanno contagiato la mania del sapone fatto in casa continua a migliorare e diversificare la sua produzione.
Ha iniziato a fare il sapone con il metodo a caldo, e ovviamente ci ho voluto provare anche io.
L'esperimento non è andato bene, e non è il primo fallimento di saponificazione.
😞😞😞
Ogni tentativo di miglioramento nel mio caso ha portato a un peggioramento:
L'utilizzo dell'acido citrico è stato solo deleterio, l'uso dell'olio di cocco al posto dello strutto a dir poco disastroso, e il cocco col metodo a caldo non è certo risultato migliore: sapone granuloso e rancido.
Ottengo solo di sprecare tempo e ottimi oli essenziali.
Lo strutto non è "fine," è considerato disgustoso dai più, mentre l'olio di cocco è esotico e di moda.
Vuoi mettere la differente reazione di chi sente dire: "questo sapone contiene strutto" e "questo sapone contiene olio di cocco"?
Inoltre mi sento un po' a disagio, quando acquisto lo strutto al supermercato: nessuno fa il sapone in casa, e lo strutto nel carrello dà l'impressione che sia la base della mia alimentazione.
Anche il mio olio preferito sarebbe proibito in saponificazione, così negli ultimi tentativi ho usato cocco, mais e oliva.
Ora penso di avere dato al cocco fin troppe possibilità.
Vedrò di consumare il più velocemente possibile i saponi sperimentali, poi tornerò alla mia ricetta preferita, a base di strutto e di quell'olio secondo gli altri inutilizzabile.
Se gli altri hanno buoni risultati con altre ricette, fanno bene ad usarle.
Mi dispiace soprattutto perché ne ho dato alcuni pezzi a un amico. Terribile.
Documentazione del sapone a caldo.
I vantaggi di produrre sapone a caldo dovrebbero essere molteplici: si inizia con un'alta percentuale di soda, che saponifica completamente i grassi iniziali, poi si aggiungono grassi pregiati, che restano disponibili per alleggerire il sapone e ammorbidire la pelle.
Gli oli essenziali si possono aggiungere assieme ai grassi pregiati, così subiscono meno l'aggressività della soda, mantenendo aroma e proprietà.
La reazione è già avvenuta, e il sapone è utilizzabile senza doverlo stagionare.
Tutto questo accade agli altri. Il mio è venuto molle, granuloso e con odore di rancido.
Promemoria per me, e solo per me: Olio di cocco? Vietato riprovarci!
Potrei riprovare il metodo a caldo con lo strutto, ma basta cocco, basta mais e basta oliva.
Ha iniziato a fare il sapone con il metodo a caldo, e ovviamente ci ho voluto provare anche io.
L'esperimento non è andato bene, e non è il primo fallimento di saponificazione.
😞😞😞
Ogni tentativo di miglioramento nel mio caso ha portato a un peggioramento:
L'utilizzo dell'acido citrico è stato solo deleterio, l'uso dell'olio di cocco al posto dello strutto a dir poco disastroso, e il cocco col metodo a caldo non è certo risultato migliore: sapone granuloso e rancido.
Ottengo solo di sprecare tempo e ottimi oli essenziali.
Lo strutto non è "fine," è considerato disgustoso dai più, mentre l'olio di cocco è esotico e di moda.
Vuoi mettere la differente reazione di chi sente dire: "questo sapone contiene strutto" e "questo sapone contiene olio di cocco"?
Inoltre mi sento un po' a disagio, quando acquisto lo strutto al supermercato: nessuno fa il sapone in casa, e lo strutto nel carrello dà l'impressione che sia la base della mia alimentazione.
Anche il mio olio preferito sarebbe proibito in saponificazione, così negli ultimi tentativi ho usato cocco, mais e oliva.
Ora penso di avere dato al cocco fin troppe possibilità.
Vedrò di consumare il più velocemente possibile i saponi sperimentali, poi tornerò alla mia ricetta preferita, a base di strutto e di quell'olio secondo gli altri inutilizzabile.
Se gli altri hanno buoni risultati con altre ricette, fanno bene ad usarle.
Mi dispiace soprattutto perché ne ho dato alcuni pezzi a un amico. Terribile.
Documentazione del sapone a caldo.
I vantaggi di produrre sapone a caldo dovrebbero essere molteplici: si inizia con un'alta percentuale di soda, che saponifica completamente i grassi iniziali, poi si aggiungono grassi pregiati, che restano disponibili per alleggerire il sapone e ammorbidire la pelle.
Gli oli essenziali si possono aggiungere assieme ai grassi pregiati, così subiscono meno l'aggressività della soda, mantenendo aroma e proprietà.
La reazione è già avvenuta, e il sapone è utilizzabile senza doverlo stagionare.
Tutto questo accade agli altri. Il mio è venuto molle, granuloso e con odore di rancido.
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| Gli ingredienti frullati |
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| Il composto sta cuocendo a bagnomaria |
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| Il composto è molto denso, l'ho faticosamente messo negli stampi |
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| Il sapone sformato. Granuloso, non solidifica, ha un cattivo odore. |
Promemoria per me, e solo per me: Olio di cocco? Vietato riprovarci!
Potrei riprovare il metodo a caldo con lo strutto, ma basta cocco, basta mais e basta oliva.
sabato 10 dicembre 2016
Nocciolo di avocado
Una cara amica che spesso mi legge mi ha suggerito di mangiare il nocciolo di avocado.
Di solito non mangio l'avocado, non è tra i miei frutti preferiti, ma sono rimasta incuriosita e ho deciso di provare.
Ho impiegato un po' di tempo: anche quando esco con l'intenzione di acquistarlo alla fine me ne dimentico. Chissà se è benefico anche per la memoria.
Non lo scoprirò mai. Alla fine ho acquistato un avocato, ma il nocciolo era troppo amaro e non sono riuscita a mangiarlo.
Non lo si doveva mangiare da solo, andava mescolato ad altri ingredienti, ma era davvero amarissimo, temevo di dover buttare anche il resto.
Per ora il nocciolo di avocado va nella categoria "vietato riprovarci" se arriveranno buoni consigli o testimonianze potrei ripensarci.
Al momento per me è meglio seminarlo.
Di solito non mangio l'avocado, non è tra i miei frutti preferiti, ma sono rimasta incuriosita e ho deciso di provare.
Ho impiegato un po' di tempo: anche quando esco con l'intenzione di acquistarlo alla fine me ne dimentico. Chissà se è benefico anche per la memoria.
Non lo scoprirò mai. Alla fine ho acquistato un avocato, ma il nocciolo era troppo amaro e non sono riuscita a mangiarlo.
Non lo si doveva mangiare da solo, andava mescolato ad altri ingredienti, ma era davvero amarissimo, temevo di dover buttare anche il resto.
Per ora il nocciolo di avocado va nella categoria "vietato riprovarci" se arriveranno buoni consigli o testimonianze potrei ripensarci.
Al momento per me è meglio seminarlo.
mercoledì 2 novembre 2016
Ricetta da non ripetere
Se vi ritrovate nell'orto o in giardino una grande quantità di Calendula arvensis, bella, tenera, appena spuntata,
Se ormai è autunno inoltrato, quindi la suddetta calendula non fiorirà,
Se vi pare uno spreco lasciarla in balia delle gelate e volete evitare tale spreco,
Se leggete in rete che le foglie di Calendula arvensis sono deliziose,
Se pensate che erbe deliziose + semi di miglio = minestra deliziosa...
Lasciate perdere.
La calendula non è velenosa, perché sono ancora viva e vegeta, ma è amara.
Mai più.
Mangio erbe anche più amare, ma questa non mi è piaciuta.
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| In fondo una parte di "zucca-mostro". E' ancora viva, vegeta e pimpante, e ogni giorno raccolgo qualche fiore. |
Se ormai è autunno inoltrato, quindi la suddetta calendula non fiorirà,
Se vi pare uno spreco lasciarla in balia delle gelate e volete evitare tale spreco,
Se leggete in rete che le foglie di Calendula arvensis sono deliziose,
Se pensate che erbe deliziose + semi di miglio = minestra deliziosa...
Lasciate perdere.
La calendula non è velenosa, perché sono ancora viva e vegeta, ma è amara.
Mai più.
Mangio erbe anche più amare, ma questa non mi è piaciuta.
domenica 1 maggio 2016
Ibridazioni o disordine?
Le piantine della cui identità sono sicura, nonostante i miei tentativi sono poche.
Avrei anche altre foto ma niente connessione, per queste sto tentando da ieri sera, quindi rinuncio.
Tra queste credevo ci fossero le zucchine e i pomodori Vanda 2006.
Ne ero sicura, perché il giorno delle zucchine ho seminato solo zucchine in una sola vaschetta, e nel giorno dei pomodori Vanda ho seminato solo quelli in una vaschetta e solo gli Ivo in un'altra.
Lo stesso per il trapianto: ho trapiantato nello stesso giorno e nella stessa zona il contenuto di un'intera vaschetta.
Ora tra i pomodori Vanda ce ne sono molti con le foglie caratteristiche della varietà e alcune a foglia di patata. O si sono ibridati o sono riuscita a mescolarli.
Stessa cosa per una delle zucchine, che si è rivelata essere una zucca.
Mi sembra impossibile che i semi di zucchina a cespuglio si siano ibridati con una varietà di zucca, quindi sarò riuscita a mescolare anche zucche e zucchine.
Provo sempre testardamente ad essere ordinata, ma per me non c'è speranza, temo che dovrò arrendermi e lasciare tutto allo sbaraglio.
Vietato riprovarci! Per quest'anno vada come vada.
Ne ero sicura, perché il giorno delle zucchine ho seminato solo zucchine in una sola vaschetta, e nel giorno dei pomodori Vanda ho seminato solo quelli in una vaschetta e solo gli Ivo in un'altra.
Lo stesso per il trapianto: ho trapiantato nello stesso giorno e nella stessa zona il contenuto di un'intera vaschetta.
Ora tra i pomodori Vanda ce ne sono molti con le foglie caratteristiche della varietà e alcune a foglia di patata. O si sono ibridati o sono riuscita a mescolarli.
Stessa cosa per una delle zucchine, che si è rivelata essere una zucca.
Mi sembra impossibile che i semi di zucchina a cespuglio si siano ibridati con una varietà di zucca, quindi sarò riuscita a mescolare anche zucche e zucchine.
Provo sempre testardamente ad essere ordinata, ma per me non c'è speranza, temo che dovrò arrendermi e lasciare tutto allo sbaraglio.
Vietato riprovarci! Per quest'anno vada come vada.
Clematis Niobe
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| Geranium |
Avrei anche altre foto ma niente connessione, per queste sto tentando da ieri sera, quindi rinuncio.
giovedì 11 febbraio 2016
Grano saraceno
Il grano saraceno (Fagopyrum esculentum) è una piantina piccola e di poche pretese, non particolarmente raffinata ma assai graziosa, sempre in fiore e autodisseminante.
Per questi motivi penso che continuerò a coltivarla, nonostante l'impossibilità per me di usarlo a scopo alimentare.
La scorsa estate ne avevo raccolto di più rispetto agli anni precedenti anche se non una grande quantità, In ogni caso per la raccolta ho impiegato davvero tantissimo tempo, sgranellando un semino qua e uno là sotto il sole a picco, quando li vedevo maturi.
Un amico mi aveva riferito che usa prepararli tipo pop corn, così ci ho voluto provare. Niente, non sono esplosi.
Per non buttarli ho provato a bollirli, ma la buccia era sempre dura.
Le foglie sarebbero commestibili, e le ho anche assaggiate, ma sono davvero piccole. Morale: per me resteranno piccole e semplici infestanti decorative.
Tempo fa ne scrissi più in dettaglio per gli Amici dell'orto
Scambio semi: ho a disposizione semi di Benincasa hispida. Scambio secondo le regole degli Amici dell'orto.
I semi di cardo da Londra e di bella di notte (Mirabilis jalapa) che avevo messo a pre-germinare non sono nati e li ho buttati. Non so il motivo del fallimento del cardo, ma la mirabilis era molto vecchia l'avevo messa a pre germinare proprio per togliere di mezzo una bustina che temevo inutilizzabile.
Spuntate le bietole selvatiche.
Per questi motivi penso che continuerò a coltivarla, nonostante l'impossibilità per me di usarlo a scopo alimentare.
La scorsa estate ne avevo raccolto di più rispetto agli anni precedenti anche se non una grande quantità, In ogni caso per la raccolta ho impiegato davvero tantissimo tempo, sgranellando un semino qua e uno là sotto il sole a picco, quando li vedevo maturi.
Un amico mi aveva riferito che usa prepararli tipo pop corn, così ci ho voluto provare. Niente, non sono esplosi.
Per non buttarli ho provato a bollirli, ma la buccia era sempre dura.
Le foglie sarebbero commestibili, e le ho anche assaggiate, ma sono davvero piccole. Morale: per me resteranno piccole e semplici infestanti decorative.
Tempo fa ne scrissi più in dettaglio per gli Amici dell'orto
Scambio semi: ho a disposizione semi di Benincasa hispida. Scambio secondo le regole degli Amici dell'orto.
I semi di cardo da Londra e di bella di notte (Mirabilis jalapa) che avevo messo a pre-germinare non sono nati e li ho buttati. Non so il motivo del fallimento del cardo, ma la mirabilis era molto vecchia l'avevo messa a pre germinare proprio per togliere di mezzo una bustina che temevo inutilizzabile.
Spuntate le bietole selvatiche.
domenica 3 gennaio 2016
Mai più citrato nel mio sapone!
Come ho scritto ieri, ho voluto provare il citrato di sodio preparato con il bicarbonato per il bucato in lavatrice.
Quando il sapone per il bucato a mano diventa sottile lo taglio a pezzetti e lo metto in acqua, così si scioglie e posso usarlo in lavatrice.
Avevo un po' di questo sapone già sciolto, ho aggiunto il citrato, ho mescolato. Il tempo di mettere il bucato in lavatrice, prendo il barattolo con il miscuglio di sapone e citrato e... non c'era più traccia di sapone!
Nel mio barattolo c'erano fiocchi di grasso galleggianti in un liquido trasparente.
Per fortuna l'ho mescolato nel vasetto e non direttamente in lavatrice. Non sarei mai riuscita a togliere tutto quel grasso dal mio bucato, già ho faticato a toglierlo dal lavello e dalla mani. Orrendo.
Ho dovuto buttare tutto, ovviamente ho preso atto della mia fortuna e non ho rischiato di incrostare di grasso la lavatrice e tutto il bucato. Non sarei più riuscita a ripulire i panni, avrei dovuto buttare tutto.
Conclusioni: il citrato sarà un'ottima cosa ma non fa per me.
Ad altri funziona benissimo, me l'ha confermato ieri Luisa, la mia "vicina di blog" (il link è qui accanto), ma nel mio caso non c'è niente da fare!
Il mio sapone funzionava bene anche senza citrato, l'ho aggiunto nella speranza di avere un'assicurazione anti-irrancidimento.
Per provare ad ottenere lo stesso risultato applicherò un minore sconto della soda e ne preparerò quantità più piccole, ma mai più citrato: per me è Vietato Riprovarci
Quando il sapone per il bucato a mano diventa sottile lo taglio a pezzetti e lo metto in acqua, così si scioglie e posso usarlo in lavatrice.
Avevo un po' di questo sapone già sciolto, ho aggiunto il citrato, ho mescolato. Il tempo di mettere il bucato in lavatrice, prendo il barattolo con il miscuglio di sapone e citrato e... non c'era più traccia di sapone!
Per fortuna l'ho mescolato nel vasetto e non direttamente in lavatrice. Non sarei mai riuscita a togliere tutto quel grasso dal mio bucato, già ho faticato a toglierlo dal lavello e dalla mani. Orrendo.
Ho dovuto buttare tutto, ovviamente ho preso atto della mia fortuna e non ho rischiato di incrostare di grasso la lavatrice e tutto il bucato. Non sarei più riuscita a ripulire i panni, avrei dovuto buttare tutto.
Conclusioni: il citrato sarà un'ottima cosa ma non fa per me.
Ad altri funziona benissimo, me l'ha confermato ieri Luisa, la mia "vicina di blog" (il link è qui accanto), ma nel mio caso non c'è niente da fare!
Il mio sapone funzionava bene anche senza citrato, l'ho aggiunto nella speranza di avere un'assicurazione anti-irrancidimento.
Per provare ad ottenere lo stesso risultato applicherò un minore sconto della soda e ne preparerò quantità più piccole, ma mai più citrato: per me è Vietato Riprovarci
sabato 1 agosto 2015
Latte vegetale
Un amico mi ha consigliato di preparare il latte vegetale, così l'ho fatto con semi di melone e con arachidi crude.
Non so se lo rifarò.
Il procedimento è stato molto semplice: Ho preso le arachidi, che vendono già sgusciate, (le mie non hanno prodotto quasi nulla) le ho messe in un vaso di vetro con acqua e le ho frullate col mio fido frullatore a immersione.
Poi ho separato la polpa dal liquido con un sacchettino filtrante fatto da me, gli stessi che uso per ricavare il succo di more eliminando i semi.
Ne è uscito un latte denso ma non buonissimo, d'altra parte non vado pazza nemmeno per le arachidi. Forse può piacere a chi mangia volentieri le arachidi.
Con la polpa ho preparato dei biscotti "vegani per caso"
Ho impastato la polpa non troppo strizzata con un po' di farina di semi di quinoa, un pochino di olio di oliva e di riso, farina, cacao e zucchero. Un po' di sale e un pizzichino di ammoniaca per dolci, perché l'impasto non era tanto.
Ne sono venuti dei biscotti ben lievitati ma non croccantissimi, un po' morbidi, e abbastanza buoni. Non metto le foto perché non sono belli. Ho fatto una lastra unica che ho spezzato dopo cotta... L'impasto era molto morbido, se li avessi tagliati senza spostarli si sarebbero riattaccati e spostandoli si sarebbero deformati. Così li ho infilati in forno com'erano.
Stesso procedimento coi semi di melone. Il latte era un po' meno denso e quasi completamente insapore.
Ovviamente non ho potuto riutilizzare la polpa, perché era pochissima e mescolata ai gusci triturati.
Secondo quanto dice questo mio amico le suddette bevande sono molto salutari.
Io non mi sento di raccomandarle, ho solo raccontato che si possono fare, se qualcuno vorrà provarci ne trarrà le proprie conclusioni.
Non so se lo rifarò.
Il procedimento è stato molto semplice: Ho preso le arachidi, che vendono già sgusciate, (le mie non hanno prodotto quasi nulla) le ho messe in un vaso di vetro con acqua e le ho frullate col mio fido frullatore a immersione.
Poi ho separato la polpa dal liquido con un sacchettino filtrante fatto da me, gli stessi che uso per ricavare il succo di more eliminando i semi.
Ne è uscito un latte denso ma non buonissimo, d'altra parte non vado pazza nemmeno per le arachidi. Forse può piacere a chi mangia volentieri le arachidi.
Con la polpa ho preparato dei biscotti "vegani per caso"
Ho impastato la polpa non troppo strizzata con un po' di farina di semi di quinoa, un pochino di olio di oliva e di riso, farina, cacao e zucchero. Un po' di sale e un pizzichino di ammoniaca per dolci, perché l'impasto non era tanto.
Ne sono venuti dei biscotti ben lievitati ma non croccantissimi, un po' morbidi, e abbastanza buoni. Non metto le foto perché non sono belli. Ho fatto una lastra unica che ho spezzato dopo cotta... L'impasto era molto morbido, se li avessi tagliati senza spostarli si sarebbero riattaccati e spostandoli si sarebbero deformati. Così li ho infilati in forno com'erano.
Stesso procedimento coi semi di melone. Il latte era un po' meno denso e quasi completamente insapore.
Ovviamente non ho potuto riutilizzare la polpa, perché era pochissima e mescolata ai gusci triturati.
Secondo quanto dice questo mio amico le suddette bevande sono molto salutari.
Io non mi sento di raccomandarle, ho solo raccontato che si possono fare, se qualcuno vorrà provarci ne trarrà le proprie conclusioni.
giovedì 25 giugno 2015
Altre foglie che ho mangiato
Ho assaggiato anche le foglie di grano saraceno (Fagopyrum esculentum)
Non sono male, ma anche la produzione di foglie è molto scarsa.
La caratteristica più simpatica di questa pianticella è che è sempre in fiore. Non è un fiore appariscente, ma la fioritura è continua. Inoltre si autodissemina per l'anno seguente, essendo impossibile raccogliere buona parte dei piccoli semini.
Ho trovato un uso accettabile per il finocchio selvatico facendone una sorta di passato di verdura. Accettabile, ma... vietato riprovarci, col finocchietto.
Qualche foto dei giorni scorsi:
I cosmos, nati spontanei tra fagioli e zucchine
Gli altissimi girasoli Mammouth
I gladioli della nonna
Questa kniphofia sta impiegando tantissimo per colorarsi, vedremo.
Ci sono tantissimi pomodori, ma ancora nessuno è maturo.
Quest'anno è tutto indietro.
E' fiorita la prima Scabiosa.
Niente zucchine, ma le foglie sono enormi (e non ho una manina da fata)
Rifiorisce la rosa Golden celebration
Non sono male, ma anche la produzione di foglie è molto scarsa.
La caratteristica più simpatica di questa pianticella è che è sempre in fiore. Non è un fiore appariscente, ma la fioritura è continua. Inoltre si autodissemina per l'anno seguente, essendo impossibile raccogliere buona parte dei piccoli semini.
Ho trovato un uso accettabile per il finocchio selvatico facendone una sorta di passato di verdura. Accettabile, ma... vietato riprovarci, col finocchietto.
Qualche foto dei giorni scorsi:
I cosmos, nati spontanei tra fagioli e zucchine
Gli altissimi girasoli Mammouth
I gladioli della nonna
Questa kniphofia sta impiegando tantissimo per colorarsi, vedremo.
Ci sono tantissimi pomodori, ma ancora nessuno è maturo.
Quest'anno è tutto indietro.
E' fiorita la prima Scabiosa.
Niente zucchine, ma le foglie sono enormi (e non ho una manina da fata)
Rifiorisce la rosa Golden celebration
Il primo cetriolo bianco. Quelli verdi sono buoni e produttivi, vedremo i bianchi.
sabato 2 maggio 2015
Quante sorprese!
Sono sopraffatta per le belle sorprese che mi hanno rallegrato in questi giorni.
Non so da quale cominciare...
Direi dalla cucumerina!
E' germogliato un seme di quella che dovrebbe essere la vera ed autentica Trichosanthes cucumerina var. anguina!!! Gentilmente offertami da Luciano, perché pare che la mia fosse cucumerina var. cucumerina, e non cucumerina var. Anguina. Vedremo così quale sarà la più bella, ma sarà bella la lotta per stabilirlo!
Il povero germoglio era rimasto intrappolato nel durissimo guscio del seme e la fogliolina era uscita da parte, tutta rattrappita. Ieri sono riuscita a rompere il guscio, spero che la piantina si riprenderà.
Seconda sorpresa.
Il "melo da fiore," che è fiorito qualche giorno fa per la prima volta, non è un melo da fiore.
Sarà un qualche tipo di prugnetta o susina, non so!
Poi... ho due piantine di Psophocarpus tetragonolobus!
Ne ho perse tante dopo il ribaltamento dei semenzali, proprio sparite, non le ho più ritrovate... Non credevo che due semi sarebbero spuntati dopo così tanto tempo.
Altra sopresissima!!! Sono germogliate ben tre canne tailandesi. Io non ho mai avuto fortuna, con le canne da seme. Spero che non accada loro niente di strano, così le potrò dividere con Irene che mi ha fornito i semi, visto che a lei non sono germogliate.
Anche con le canne avevo deciso che fosse "vietato riprovarci" ma Irene mi ha regalato i semi... che fare, rifiutarli? Buttarli perché tanto non sarebbero nati?
Ci ho riprovato, e ho fatto bene.
Finite le sorprese? Certo che no.
Ho scovato una microscopica e stortignaccola pianticella di Claytonia perfoliata e l'ho trapiantata in una vaschetta in serra, nella speranza che non capiti sotto alle grinfie di qualche amante dell'ordine e della pulizia, che la estirperebbe all'istante.
Non fa niente se è piccola e storta. E' molto carina e se riuscissi a farla sopravvivere potrebbe fare dei semi e moltiplicarsi.
Poi... dagli ultimi tre semi striminziti di zucchina siciliana (Lagenaria) trovati sul fondo della scatola dei semi... sono spuntate tre piantine. Liliana, non abbiamo ancora perso le speranze di fare maturare un frutto e ottenere tanti nuovi semi. Ma stavolta... la zucchina da seme la farò crescere ben lontana dalla recinzione, e contornata di spine. A prova di vandali!
Non so da quale cominciare...
Direi dalla cucumerina!
E' germogliato un seme di quella che dovrebbe essere la vera ed autentica Trichosanthes cucumerina var. anguina!!! Gentilmente offertami da Luciano, perché pare che la mia fosse cucumerina var. cucumerina, e non cucumerina var. Anguina. Vedremo così quale sarà la più bella, ma sarà bella la lotta per stabilirlo!
Il povero germoglio era rimasto intrappolato nel durissimo guscio del seme e la fogliolina era uscita da parte, tutta rattrappita. Ieri sono riuscita a rompere il guscio, spero che la piantina si riprenderà.
Il "melo da fiore," che è fiorito qualche giorno fa per la prima volta, non è un melo da fiore.
Sarà un qualche tipo di prugnetta o susina, non so!
Poi... ho due piantine di Psophocarpus tetragonolobus!
Ne ho perse tante dopo il ribaltamento dei semenzali, proprio sparite, non le ho più ritrovate... Non credevo che due semi sarebbero spuntati dopo così tanto tempo.
Altra sopresissima!!! Sono germogliate ben tre canne tailandesi. Io non ho mai avuto fortuna, con le canne da seme. Spero che non accada loro niente di strano, così le potrò dividere con Irene che mi ha fornito i semi, visto che a lei non sono germogliate.
Anche con le canne avevo deciso che fosse "vietato riprovarci" ma Irene mi ha regalato i semi... che fare, rifiutarli? Buttarli perché tanto non sarebbero nati?
Ci ho riprovato, e ho fatto bene.
Finite le sorprese? Certo che no.
Ho scovato una microscopica e stortignaccola pianticella di Claytonia perfoliata e l'ho trapiantata in una vaschetta in serra, nella speranza che non capiti sotto alle grinfie di qualche amante dell'ordine e della pulizia, che la estirperebbe all'istante.
Non fa niente se è piccola e storta. E' molto carina e se riuscissi a farla sopravvivere potrebbe fare dei semi e moltiplicarsi.
Poi... dagli ultimi tre semi striminziti di zucchina siciliana (Lagenaria) trovati sul fondo della scatola dei semi... sono spuntate tre piantine. Liliana, non abbiamo ancora perso le speranze di fare maturare un frutto e ottenere tanti nuovi semi. Ma stavolta... la zucchina da seme la farò crescere ben lontana dalla recinzione, e contornata di spine. A prova di vandali!
mercoledì 22 aprile 2015
Ci riprovo
Lo so, ho appena deciso che per me è "vietato riprovarci" ad essere precisa ed ordinata, ma almeno per le coltivazioni più strampalate un promemoria me lo devo fare.
Ho messo qualche zucchina trombetta tra l'edera e le fragole. Potrebbero venire fagocitate dall'una o dalle altre, quindi meglio se lo scrivo, così eventualmente mi ricorderò che non è il posto adatto.
Poi ho trapiantato i primi 4 pomodori Ivo il grande. Le piante più a sud le ho concimate (e concimerò le altre da questo lato) con compost stagionato, le piante più a nord con foglie in via di decomposizione. Mi hanno detto che mantengono l'umidità. Vorrei stabilire quale sia il metodo migliore.
Faceva bene mio nonno.
Aveva 7 aiuole? Cicoria, patate, sedano, carote, pomodori, zucchine e aglio.
Non c'era pericolo di mescolare le piantine di pomodoro serendipity con quelle di tondo dorato: si andava al mulino e si comperavano o i tondi o i perini, e tutto era perfettamente ordinato.
Ho messo qualche zucchina trombetta tra l'edera e le fragole. Potrebbero venire fagocitate dall'una o dalle altre, quindi meglio se lo scrivo, così eventualmente mi ricorderò che non è il posto adatto.
Poi ho trapiantato i primi 4 pomodori Ivo il grande. Le piante più a sud le ho concimate (e concimerò le altre da questo lato) con compost stagionato, le piante più a nord con foglie in via di decomposizione. Mi hanno detto che mantengono l'umidità. Vorrei stabilire quale sia il metodo migliore.
Faceva bene mio nonno.
Aveva 7 aiuole? Cicoria, patate, sedano, carote, pomodori, zucchine e aglio.
Non c'era pericolo di mescolare le piantine di pomodoro serendipity con quelle di tondo dorato: si andava al mulino e si comperavano o i tondi o i perini, e tutto era perfettamente ordinato.
lunedì 6 aprile 2015
Mi arrendo
Non sono andata in vacanza. Ho continuato a fare le solite cose: trapianti, limacce, verdure seminate, tagliate, raccolte, cucinate. Ho smesso di scrivere per un paio di giorni perché mi sono resa conto che tutto questo è inutile.
Ho iniziato a scrivere qui perché volevo diventare ordinata.
Era il 2 maggio del 2014. E' passato quasi un anno.
L'idea nacque come un'ulteriore trovata, dopo una lunga serie di metodi falliti, per provare a tenere traccia di tutto, per ricordare quando, cosa e dove semino, cosa nasce e cosa no, dove trapianto, cosa ha una buona resa, le "ricette" che mi piacciono e le trovate che è meglio evitare.
Non sono riuscita ad essere ordinata, non sono riuscita ad organizzare nè l'orto nè la mia vita.
L'essere ordinata è un obiettivo troppo al di sopra delle mi possibilità. Ci ho provato e mi sono dovuta arrendere.
Scriverò ancora qualcosa.
Ci saranno ancora delle piccole novità che mi piacerà ricordare. Io mi entusiasmo per poco e se un fiore sboccia corro a fotografarlo e a condividerlo, ma non sarò mai ordinata e precisa.
"Vietato riprovarci," perché è una vita che ci provo e continuare sarebbe uno sforzo inutile.
"Vietato riprovarci" anche con l'orrenda preparazione che ho cucinato oggi su suggerimento di Jessica.
Cara: sei simpatica, ma le tue ricette sono orribili!
Salsa di melissa.
Una mela, 3 manciate di foglie di melissa, 2 cucchiai di zucchero (che non ho messo) 2 cucchiaini di aceto di mele, 2 cucchiai di preparato per purè un bicchiere di acqua, sale, dado.
Tagliuzzare finemente la melissa, cuocere il tutto finché la melissa diventa tenera, frullare.
Se volete la mia opinione, NON ci provate. La melissa sta molto meglio nella frittata.
Ho fatto l'esperimento della salsa solo perché ieri ho cucinato crepes e uova ripiene e volevo evitare di usare altre uova per qualche giorno (e la frittata vegana non mi andava).
Il risultato è ancora peggiore di quello che sembra leggendola.
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