lunedì 30 novembre 2020

Mascherine, parte I

All'inizio non ne volevo parlare, perché in rete ci sono già troppi modelli.

Ora non se ne vede la fine e me l'hanno chiesto. Il problema è che non ne faccio mai due identiche.

Già: ne faccio tantissime, perché... le perdo. E ogni volta inserisco delle modifiche, di forma o di sostanza.

Prima le facevo con all'interno il tnt delle mascherine chirurgiche. Conviene?  Secondo me sì. Le mascherine chirurgiche lasciano spazio nella parte vicino alle orecchie, si respira benissimo, ma è come se non ci fossero. Ora le chirurgiche le metto sotto, nel senso che, quando vado in una zona un po' affollata, indosso prima una mascherina chirurgica e sopra una in tessuto, sottile, senza imbottitura, che la tiene bene aderente al viso. Chi è abituato ad indossarle sul mento, attaccate all'orecchio, sulla fronte, o sul polso, ovviamente non ha l'esigenza che le mascherine siano aderenti. Lo svantaggio è che la mascherina non imbottita resta più molle e difficile da tenere a posto.

Questo è l'ultimo modello fatto, la prossima volta lo allungherò un po' sotto il mento. 


Non so perché, la foto è capovolta. 
Sopra il modello, sotto due strati di tessuto con i diritti contro, contorno con normale penna cancellabile, (che svanisce col ferro da stiro), ritagliato grossolanamente. 
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Ho fissato due anelli di nastrino per lato anziché mettere direttamente l'elastico. Altra mia fissazione: resta più aderente. 
Ho cucito e poi rifilato a 2/3 mm. la parte sinistra, superiore e destra del modello, ripassando dove ci sono gli anelli.
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Ho raddrizzato il modello stirando le cuciture prima dall'interno e poi all'esterno.

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Ho messo due elastici provvisori per provarla e terminare il lavoro. Prima che mi arrivasse l'elastico apposito, usavo sempre questi normali elastici di lattice. Gli elastici appositi li ho ordinati perché dovevo farle per degli amici che le avrebbero indossate per molte ore di seguito. Ovviamente ora li uso anche io.

Fine prima parte 👋


domenica 29 novembre 2020

Crema di castagne

 Anch'essa pigra.

Fatta con farina di castagne. Con le castagne vere viene molto più buona. In questo caso la pigrizia non paga.

Ho preso: Farina di castagne, acqua, zucchero, cacao e un po' di agar agar. È il mio "periodo agar".



Sembra molto dura, ma è perché la tengo in frigo

Consiglio: non siate pigri come me. Nella farina di castagne, (oltre ai bruchi tritati, ma gli insetti tritati ci sono in tutte le farine) ci sono le bucce, che la rendono un po' agra.


sabato 28 novembre 2020

Fiori

Rosa La sevillana

Calamintha Nepeta. Dietro si intravede la campanula takesimana Elizabeth

 Clematide

 Bocca di Leone

Rosa Sanguinea

Plectrancthus.
Attorno l'aglietto rosa per Luciano.

 

mercoledì 25 novembre 2020

Chia

Le piante di chia (Salvia hispanica) sono ancora molto belle.

Ne ho trapiantate un paio in serra.




martedì 24 novembre 2020

Senecio angulatus

Inizia a fiorire.

Dopo la fioritura dovrò eliminare tutta la parte aerea, è un ammasso denso quasi quanto un buco nero.















Pare sia assolutamente inutilizzabile. 


lunedì 23 novembre 2020

La stradina illuminata

Il Comune sta sostituendo i vecchi lampioni, e stranamente hanno iniziato dalle zone solitamente dimenticate. Ora, qui sulla stradina,  si potrebbe leggere il giornale a mezzanotte.

Chissà cosa ne penseranno le piante.








venerdì 20 novembre 2020

Togliere le etichette

Ispirata da UUIC, riunisco qui tutti i metodi che ricordo per rimuovere le etichette dai barattoli che intendo riutilizzare. Aggiungerò poi quelli che mi verranno suggeriti nei commenti.



Consiglio di iniziare dai più semplici e meno inquinanti, utili per rimuovere le etichette con colle facili da sciogliere. 

Per le colle più tenaci può servire un mix dei vari metodi, uno dopo l'altro, e tanta pazienza.


1) Ammollo in acqua calda. Raramente funziona, ma tentare non nuoce;

2) Ammollo in aceto bollente. Raramente funziona, e comunque è sempre un prodotto che dopo il tentativo andrà a finire in fogna. Non so se ne valga la pena;

3) Sgrassatore spray, uno di quelli potenti.

4) Un detergente granuloso, in polvere o in crema. Contengono cloro e granuli abrasivi, quindi penso che candeggina con bicarbonato possano fare lo stesso effetto sulla colla. 

5) Grattarla via col coltello/raschietto/lametta da barba. Se si manovra la lama in direzione opposta rispetto alle dita o ad altre parti del corpo, vale la pena di tentare.

6) cospargere i residui collosi con bicarbonato o farina, o stenderci sopra un velo di carta igienica. Aiutano a diminire l'appiccicosità. Lavorare con dita o lametta.

7) alcool denaturato o acetone/solvente per smalto.

8) Olio vegetale

9) Svitol/WD 40 o simili.

10) oli essenziali. Molti oli essenziali sciolgono la colla. Però sono preziosi, è un po' uno spreco;

11) Trementina.


Attendo ulteriori suggerimenti.

giovedì 19 novembre 2020

P.p. (Pastai pigri)

Ho rifatto la pasta di fagioli.

Sembra impossibile che mezzo kg. di farina di fagioli duri così tanto, ma io non mangio molta pasta, e la resa è elevata.

Oggi ho impastato tre cucchiai rasi di farina di fagioli con quattro di farina di frumento, e albume q.b., e ho ottenuto 4 porzioni molto abbondanti di pasta, da piatto unico, considerato che é anche ricca di proteine.

La cuocio molto, finché perde l'odore di fagioli crudi, e resta imperterrita al dente.

Perché per pastai pigri?

Il formato inventato oggi richiede un minuto  per impastare gli ingredienti nel mixer (e probabilmente basterebbe un minuto anche per impastarli a mano) e un minuto per formare dei rotolini e tagliarli a fettine. No mattarello, no abilità. 

Ho ricavato questo formato che ho chiamato Petali. Avrei voluto fare una foto al piatto cucinato e condito, ma me ne sono dimenticata. In questi giorni sono più stordita del solito.




lunedì 16 novembre 2020

Da maglione a... pigiama

Ho fatto il colletto al maglione. Ora sembra un pigiama. Vabbé che è per casa, ma é troppo "pigiama". Non l'ho ancora cucito in modo dwfinitivo, lo staccherò.


p.s. tra l'altro ho visto che il bordo che sembrava originale, era stato lavorato a uncinetto. Quindi l'avevo fatto io. Chissà perché, non ricordo. 




domenica 15 novembre 2020

Recupero maglione

Per un progetto, mi serviva un vecchio maglione da tagliare.


Trovo questo maglione che ha delle macchie indelebili di tempera blu, a ricordo di quando lavoravo alla scuola dell'infanzia.
Quando ho già le forbici in mano, accantono l'idea originaria, e penso di recuperarlo coprendo le macchie.
Con del filato recuperato, faccio alcuni fiori a uncinetto. Li volevo molto semplici, simili ma non identici, finché me ne esce uno che mi piace più degli altri. Lo scelgo come modello, riducendo le variazioni al minimo. 

Mi hanno già detto che il filo è troppo spesso, ma a me piace così. Tra l'altro è ricavato da un'altra storica maglietta di scuola.
La disposizione... è pressoché obbligata. Tra dare un senso alla disposizione e limitare lo spargimento di fiori, ho preferito limitare.


Non ho cancellato i ricordi, li ho custoditi sotto un fiore. Certo non userò questo maglione per uscire, ma d'altra parte esco ben poco. 
Forse aggiungerò anche un colletto.

sabato 14 novembre 2020

Mele aromatizzate al mirto

Ho dimenticato di condividere cosa ne ho fatto del mirto.

Il mio amico Paolo lo fa essiccare e ne fa delle tisane. Io non sono un'appassionata di tisane. 

Ho preso sei meline di Vittorio e le ho aromatizzate con il succo di mirto.


In pratica quasi come feci l'anno scorso con le mele acquistate, stavolta sono meno aromatizzate.

Usando 6 meline e 91 grammi di mirto, più 3 cucchiai di zucchero e un po' di aceto di mele naturale, ho ottenuto due piccolissimi vasetti di Confettura di mele al mirto.



Quantità incredibilmente ridotta!  uno è capovolto perché non ci ho tolto l'etichetta originale e di lato non si sarebbe visto il contenuto. 

giovedì 12 novembre 2020

Farina di piselli.

Ho pensato di far fuori l'ultima farina d piselli, così, considerando la discreta riuscita della pasta fatta con farina di fagioli, ho provato a trasformare anch'essa in pasta.

Ho semplicemente impastato tutta la farina di piselli che avevo (forse un bicchiere colmo) con un paio di cucchiai di farina di frumento e acqua qb.

Ho dovuto aggiungere un po' di farina e un po' d'acqua, perché l'impasto tendeva a sgretolarsi. Dopo questa aggiunta ho ottenuto una pasta molto soffice e malleabile, per nulla appiccicosa. Ci avrei volentieri giocato tutta la sera. Avevo già preparato la macchinetta a manovella per stenderla ma vi ho rinunciato e l'ho stesa a mano.

Ho ricavato dall'impasto quattro cerchi sottili, della misura della mia padella. Ho preso il disco più piccolo, destinato al primo strato sul fondo, e l'ho scottato in acqua in ebollizione. La pasta si è rotta tutta.

L'ho usato ugualmente, ma gli altri dischi di pasta non li ho lessati. Ho messo questi dischi di pasta nella  padella, alternandoli con una specie di besciamella senza latte e senza burro, del formaggio, e la mia fantastica salsa di pomodoro.

Ho fatto cuocere il tutto a fuoco molto basso, col coperchio.

Buona.  Da rifare, per riuscire a smaltire anche la farina di fagioli.



mercoledì 11 novembre 2020

Mele in gelatina

Non so come chiamare questa preparazione. Forse è qualcosa che assomiglia a una Charlotte.  Siccome io cucino sempre seguendo l'ispirazione del momento, non sono pratica di ricette vere.

Ho queste piccole mele molto profumate. Me le ha regalate il mio amico Vittorio, che le coltiva personalmente in montagna.

Non sono tutte uguali, ma alcune di esse sono un po' difficili: la polpa è dura, sono aromatiche ma... non aspre, forse agre. Ho pensato di cuocerle, ma l'idea delle mele cotte non é molto invitante. Così, avendo usato da pochi giorni l'agar-agar, ho pensato di trasformare queste mele cotte in mele alla gelatina.

Ho semplicemente fatto cuocere le mele, ho aggiunto un po' di succo di limone e di zucchero, e un po' di agar agar. Diciamo che ho esagerato con l'agar-agar! Ne sarebbe forse bastato anche metà. Ho messo anche delle bucce di arancia quasi candite che avevo preparato l'anno scorso, e della cannella, che non mi piace nei salumi, ma poca poca nelle mele si.

Per cercare di variare un po' il tutto, ho messo un biscotto sul fondo dello stampo e tre lungo il bordo esterno. Poi ho riempito con le mele e la gelatina.

Non male. Non ho fatto.in tempo a fotografare lo sformato intero, quindi significa che non era male.


UUIC, anche qui ho  ho usato il flash.

Torte veloci 2

Cuocendo in padella, occorre isolare e contenere il calore. In questo caso servono: una padella di ottima qualità, un fornello con fiamma o ...