domenica 31 gennaio 2016

Zucca e verdure

La mia nuova ricetta per la zucca.

Le mie zucche sono troppo dure e non riesco a spiralizzarle.
Ho pensato di aggirare il problema tagliandola a fette sottilissime con l'affettatrice, massimo un paio di millimetri. L'operazione va eseguita con calma, perché sono dure e occorre fare attenzione a non forzare troppo o bloccare la lama.
Poi sovrappongo alcune fette e le taglio a bastoncini. Non ho avuto molta pazienza e non sono regolari.
In una padella ho messo cipolla e acqua. Non ho messo olio perché poi ci ho aggiunto un po' di tetragonia avanzata che conteneva già un po' di olio, non ne volevo mettere altro.
Essendo già cotta la tetragonia non doveva cuocere molto. Per creare un po' di salsina che permettesse la cottura della zucca ho aggiunto un cucchiaino colmo di farina di riso glutinoso sciolto in un bicchiere di acqua, ma la padella era larga e l'acqua si è asciugata subito, ne ho aggiunto un altro.
Chi può usare il latte ci può mettere una besciamella. Gomasio e grana, la farina di riso è insipidissima e la zucca è dolciastra. Senza gomasio sarebbe immangiabile.
Ho aggiunto i bastoncini di zucca

e ho lasciato cuocere qualche minuto.


Secondo me è un'ottima soluzione, ci è piaciuta. Penso che la farò anche con l'aggiunta di pasta

Non ho pesato questa grossa zucca, perché non l'ho aperta io, ma ho pesato i semi, un kg e mezzo! Con parte dei semi ho fatto i biscotti.
Se mi ricordo di portare lo smartphone quando salgo li fotografo.

sabato 30 gennaio 2016

Sottoscrizione via mail

Qualcuno sa dirmi perché nella sottoscrizione via mail arrivano anche notifiche vecchie?


L'altro giorno sono arrivati gli auguri di Natale, ieri è arrivato sia il post di ieri che quello sui cioccolatini.
Non dipende da me, o, almeno, io non so come evitarlo.

Chiedo scusa a chi riceve notifiche doppie

E

Chiedo a chi lo sa di suggerirmi come porvi rimedio, in modo che io possa fare arrivare solo le notifiche attuali,

grazie.



venerdì 29 gennaio 2016

Modica quantità

Sono la prima a dire che non è necessario spedirmi tanti semi. In genere per i semi facili me ne bastano da 2 a 4 per tipo, perché se voglio provare tante varietà non posso avere grandi quantità.
Però a tutto c'è un limite!
Se dovete spedirmi una bustina con dentro un seme di broccolo, evitiamo! i francobolli costano.

Oggi ho seminato il "mix salsiglossa" e 1 (uno) seme di broccolo.
p.s. era proprio un errore di traduzione. La pianta si chiama Salpiglossis sinuata


Ho raccolto un po' di torasan, qualche foglia di piattello e qualche foglia di papavero.
Li aggiungerò a una minestra di zucca. Ho aperto una zucca enorme e l'aggiunta di qualche verdura inserirà una variazione nel modo di cucinarla.
Tra l'altro una delle signore che gradivano le mie zucche ha rifiutato di accettarne una fetta, perché la zucca le fa venire il mal di pancia. Proprio adesso che ho una zucca così grande da smaltire, prima non era mai successo. Per fortuna la sig.ra Attila non mi delude mai e l'accetta sempre volentieri.



Il torasan è molto buono! Consiglio all'amica che me l'ha regalato di assaggiarlo.
D'accordo, lei coltiva tanti altri buonissimi cavoli, ma anche questo merita un assaggio.
Penso di poterti nominare, altrimenti tirami le orecchie e non lo farò mai più! La gentile donatrice è Laura, la curatrice de "Il giardino svelato".
Ha una crescita abbastanza veloce ed è meno attaccato dalle limacce rispetto al pak choi.


_-_-_-_-_
Spero che sia arrivata solo a me, ieri sera, la mail con l'avviso di pubblicazione degli auguri di Natale.
Giuro che li ho pubblicati solo a Natale!non so come sia saltato fuori adesso l'avviso. In ogni caso, non riuscendo a capire cosa fosse successo, li ho completamente rimossi. Tanto il loro lavoro ormai è terminato.

mercoledì 27 gennaio 2016

Il giardino svelato

"Il giardino svelato" è in tipografia.
https://ilgiardinosvelato.wordpress.com

Dopo tantissimi viaggi elettronici, sotto forma di bit freneticamente fluttuanti tra noi autori, la nostra curatrice e la casa editrice, le varie porzioni hanno finalmente trovato la loro forma e collocazione definitiva e l'indice analitico ha messo in riga l'enorme numero di piante che abbiamo voluto citare e che vanitosamente sgomitavano per apparire le migliori agli occhi del futuro pubblico di lettori.
Spinte dal nostro entusiasmo, dalle pagine ancora virtuali gridavano all'ancora ipotetico lettore: "Prendi me! Sono la più bella! Io sì che do tante soddisfazioni a chi mi coltiva!"

Ormai "Il giardino svelato" non è più solo un'idea. Per lui "rien ne va plus".
E' cresciuto, ha preso forma ed ora e sta affrontando quell'ultimo viaggio che lo porterà dal limbo dei libri non ancora nati verso il mondo reale.
Dovrà affrontare tante battaglie per emergere dalla massa.
D'accordo, è un bel libro! Lo dico io, che lo conosco fin da quando era solo un'idea della sua curatrice, e che ho contribuito a crearne un pezzetto, ma la concorrenza è spietata.
Tra le tante belle copertine lucide che ammiccheranno dagli scaffali delle librerie, quale catturerà lo sguardo del lettore in cerca di un sogno in cui immergersi? Un thriller pieno di omicidi? una struggente storia d'amore? Un racconto eccitante e sensuale? O un piccolo libro di giardinaggio?
Eppure, noi appassionati, ne "Il giardino svelato" possiamo trovare tutti questi elementi: storie di piante che sopravvivono o soccombono agli efferati attacchi di parassiti, bizze climatiche o animali selvatici o addirittura di "predoni a due gambe"; salvataggi in extremis, doni generosi ricevuti e racconti di una grande passione che porta a rinunciare a cose per altri irrinunciabili, ma che nulla contano, se paragonate all'amore per le nostre piante.
Un libro fatto da tante persone, che potrà incoraggiare tante persone.

Tra i protagonisti io sono quella che ha meno da insegnare.
Il mio messaggio è: se lo desideri, ti meriti un giardino. Se non puoi avere un giardino perfetto, rinuncia alla perfezione, non al giardino.

Chi vuole oltrepassare quei cancelli e scoprire il mistero de "Il giardino svelato"?


martedì 26 gennaio 2016

La vaschetta della desolazione

Sarà per caso? Non credo. Quasi tutti i coltivatori che conosco hanno un "vaso delle meraviglie" dove nasce di tutto e un "vaso della desolazione" dove non nasce nulla. Sono lì, uno accanto all'altro, ricevono la stessa luce e a volte gli stessi semi, la stessa acqua, gli stessi pensieri. Niente, in uno nasce di tutto, nell'altro non nasce nulla.
Io non uso vasi, quindi il tutto viene trasportato in quello che uso, cioè le vaschette.
Non metto nemmeno la foto: non c'è nulla.









Nel mio caso l'unica differenza è che non porto la vaschetta vuota in serra la mattina. Non ha senso, non ci sono germogli che necessitano di luce, niente rischia di filare.
I prossimi semi che radicheranno nel panno umido li trasferirò qui, chissà che possano essere di buon esempio agli scansafatiche che ho seminato direttamente in terra e non li invoglino a creare una gran confusione di piantine.

lunedì 25 gennaio 2016

Lo spumante ha spumeggiato!

Mi è riuscito lo spumante di sambuco, quello preparato il 15 dicembre!
Ha impiegato più di un mese, per spumeggiare.
Buono! 
Così ne ho rifatto subito un altro mezzo litro.


Quando mi ricorderò di portare il cellulare, farò una foto delle bollicine.


Passiamo al sedano rosso. Lo scorso autunno sono nate spontanee tantissime piantine di sedano rosso, che non avevo voluto eliminare, convinta che, essendo così piccole, soltanto poche sarebbero sopravvissute all'inverno.
L'inverno è stato mite fino a qualche giorno fa, le piantine hanno avuto modo di crescere e irrobustirsi e ora mi ritrovo con un'infinità di piccoli sedani. Non avevo mai raccolto il sedano così piccolo ma ieri ho pensato di provarlo.



Ovviamente l'ho usato crudo.
Ne ho ricavato un pesto con grana e yogurt greco. I gambi non erano molto arrossati e ho tenuto anche le foglie più tenere, così è risultato di un bel colore verdino chiaro, liscio e cremoso. Molto buono. Non potrei mangiare il sedano, ma questa varietà "rossa" è profumatissima, una volta ogni tanto sgarro.

domenica 24 gennaio 2016

Nuove crocchette

Questo è il periodo delle crocchette di verdura.
Per un po' ho spiralizzato, ma io coltivo quasi solo verdure a foglia, e spiralizzando verdure acquistate le mie si sono accumulate.
Così sto rispolverando le mie "ricette" di crocchette.
Queste sono con cicoria, miglio e un pochino di polenta
Crocchette al miglio - finocchi ai capperi

Il miglio fa benissimo, a quanto pare, ma mangiato in brodo come se fosse pastina proprio non mi piace.
Nelle crocchette è fantastico, ma da un po' me ne ero dimenticata.
La ricetta dei finocchi che le accompagnano mi è stata suggerita da un'altra delle carissime amiche che non leggono il blog.
Li ho semplicemente scottati poi passati in padella con olio e capperi.
Andrebbero cosparsi di pangrattato e messi a gratinare al forno, ma non avevo voglia di svuotarlo e accenderlo. Sarà per la prossima volta.
In ogni caso erano buonissimi anche così.

Ho messo a germinare qualche seme di "peperoncino tondo da farcire".
Mi sembra uno spreco, perché ho già tantissime belle piantine di peperone giallo, che se non troverò a chi darle dovrò buttare, ma ha prevalso l'egoismo di volere anche quel nuovo tipo di peperoncino.
Già che siamo in argomento: offro piantine di peperone giallo a chi viene a prendersele. Grazie!

sabato 23 gennaio 2016

Sorprese in busta

Ieri mattina la cassetta della posta mi ha consegnato una simpatica quanto inaspettata sorpresa: due piantine di orchidee non meglio identificate, ma che sicuramente saranno bellissime.
Stavo uscendo, così sono riuscita a piantarle solo nel pomeriggio.
La terra del giardino è troppo ghiacciata, si scongela solo in una zona diversa da dove vorrei piantare le orchidee, così le ho temporaneamente messe in una vaschetta, assieme ad altri bulbi/tuberi: zafferano e ciperi.


Le altre mie vaschette di semenzali:

Bietole rosse da radice
Sono ferme, ma non posso pretendere che crescano in questa stagione.


Cavolo rosso di Verona.
Questo un pochino cresce e ho raccolto qualche foglia (tanto sono nati fuori stagione, poi a me le verze non fanno mai la testa)
I filini secchi sono piantine di asparagi, spero che possano ributtare dalla radice anche se erano molto piccine.

Cucurbitacea misteriosa (penso normali zucchine a cespuglio)

Peperoni gialli




Melanzane tonde


Pomodori eterni rossi


Pomodori eterni gialli



Lattuga regina dei ghiacci


Semenzali in gita.
Ero in ritardo, non avevo tempo per aprire la serra. Lasciare le piantine in casa al buio con quel bel sole non era nemmeno considerabile. Così semenzali in auto e tutti in gita!


Piantine già grandicelle:

Anredera cordifolia.
Le foglie sono così attaccate al vetro che sembrano incollate.
Foto fatta dall'esterno.

Lattuga congelata






giovedì 21 gennaio 2016

Piante in partenza

Ho trovato questa piantina e non sapevo cosa fosse.

Per fortuna una delle mie carissime amiche è venuta in mio soccorso, suggerendomi che trattasi di un piccolo carrubo (Ceratonia siliqua). Non ricordavo di avere seminato le carrube!



Ovviamente non posso tenere un carrubo. Per ulteriore fortuna ho già trovato chi lo adotterà.





Si trasferirà assieme a una yucca.




E' bello avere degli amici disposti a prendersi cura delle mie piante.

mercoledì 20 gennaio 2016

Non bastavano le cimici regolari...

Non si tratta di un avvistamento recente, era il 28 dicembre 2015, ma oggi ho ritrovato la foto e ho pensato di pubblicarla.

Quel giorno, passeggiando in giardino, vidi questo "mostro"
Nezara viridula (Linnaeus, 1758) - ninfa teratologica

Non riuscivo a capire se fosse una ninfa di nezara viridula fuori stagione, considerando l'inverno assai mite, ma alcuni particolari non mi convincevano. Così pensai di chiedere consiglio su Acta pantarum.
Ebbene, ne è risultato che no, non bastano le cimici "normali" che mi assillano in estate, Halyomorpha halys in testa... mi ci voleva anche una ninfa teratologica.
Nezara viridula (Linnaeus, 1758) - ninfa teratologica
Manca solo che si sviluppi una stirpe di cimici in grado di riprodursi e sopravvivere anche sotto forma di ninfa in caso di inverni miti.


Sono già spuntati i semi di lattuga "regina dei ghiacci" e i pomodori eterni rossi.
Spero che resistano fino a primavera, sopportando il gelido inverno che prima o poi arriverà.
Ho iniziato a vangare, a piccole porzioni, dove non ero riuscita a farlo in autunno.
Il terreno ghiacciato mi aiuta in questa operazione. Prima non l'avevo fatto perché la terra era troppo umida e si impastava, ora è gelata e riesco a smuoverla. Se i vecchi avevano ragione, il ghiaccio dovrebbe rendere soffice e friabile il terreno lavorato.

martedì 19 gennaio 2016

Euonymus japonicus 'Bravo'

Non conoscevo il nome di questa pianticella e ho avuto l'identificazione da parte di alcuni gentili utenti di Facebook. Dato che avevo chiesto anche qui il suo nome, mi pare giusto dare la risposta a chi avesse cercato di aiutarmi.
Come dico nel titolo trattasi di Euonymus japonicus 'Bravo' o di una varietà molto molto simile.
La mia piantina ha una crescita impercettibile, ce l'ho da anni ed è sempre uguale, non so se il clima o il terreno non le sono favorevoli o se è normale una crescita così lenta.
Siccome non ho molto spazio per me non è un problema.
Non ha particolari esigenze, non soffre il freddo, non teme gli sbalzi improvvisi di temperatura, la annaffio quando annaffio il resto: è una pianta decisamente autonoma.






Come spesso accade alle variegate, alla base c'è un ramoscello completamente verde. Potrei farne una margotta ed ottenere una pianta dal colore uniforme. Chissà.

















domenica 17 gennaio 2016

Crocchette, semine e raccolto

Con le parti meno pregiate delle verdure faccio le crocchette.
Queste le ho fatte quakche giorno fa con le coste delle foglie di broccoletto all'olio. Sono meno delicate delle foglie ma sono comunque coste molto tenere e di buon sapore. Verdure meno pregiate, ma che non definirei di scarto, le divido soprattutto per garantire l'uniformità di cottura, cosa che si può ottenere anche mettendo le coste in padella due minuti prima delle foglie.

La differenza con le "ricette" di crocchette che ho già pubblicato è l'uso della farina di mais. Almeno, mi pare di non averle mai presentate così.
Le ho lessate con poca acqua e triturate e ho aggiunto cipolla soffritta molto lentamente. Nelle verdure, poca acqua compresa, ho aggiunto un paio di cucchiai di farina di mais (la verdura non era molta) e ho lasciato cuocere a fuoco basso. Andrebbe bene anche della polenta avanzata, avendone. Dopo spento ho aggiunto gomasio e grana grattugiato, ho fatto delle piccole crocchette, le ho passate nel pangrattato e le ho cotte in padella.


Di solito nelle crocchette si mettono le patate, ma mi piacciono molto anche con la farina di mais.
E' un sistema molto comodo perché permette di utilizzare la verdura direttamente lessata. Nelle ricette con patate le verdure devono essere asciugate benissimo in padella, con conseguente uso di olio per riuscire a farlo senza che brucino, e spreco di tempo.
Io devo anche fare i conti con dei problemi alle mani, e quando posso semplifico.
Prima di scoprire i vantaggi della farina di mais ovviavo sostituendo le patate con il preparato per purè, che essendo in fiocchi asciuga molto, ma non è un prodotto naturale, nel senso che contiene degli additivi. Un paio di cucchiai di farina di mais sono una soluzione direi perfetta, nel mio caso.
Ovviamente volendo si possono aggiungere anche uova, carne, o tutto quello che si vuole. Non c'è niente di più personalizzabile. Una delle mie numerose nonché carissime amiche ci mette mandorle e uvette.


I semi di pomodorini eterni che avevo improvvidamente messo a pre-germinare hanno emesso la radichetta, così ieri li ho trasferiti in una vaschetta.
Quelli erano da fotografare: radichette tutte belle allineate che formavano un'onda. Una meraviglia.

Oggi ho raccolto verdure miste: una gran varietà di brassicacee (cavolo nero, broccoletto all'olio, broccolo fiolaro di Creazzo, torasan) più qualche foglia di papavero (rosolaccio) e borragine.
Sono stata molto indecisa sul come utilizzarle. Dopo lessate erano davvero tante, così ho deciso di farne dei ravioli.




sabato 16 gennaio 2016

Canna da zucchero (forse), liquirizia e aggiornamento alloro.

Ieri giornata dolcissima!
Tra i semi arrivati tramite la banca ho trovato la canna da zucchero (Saccharum officinarum L.) e la liquirizia (Glycyrrhiza glabra L.)


Siccome non perdo l'abitudine di seminare fuori stagione, ho trovato un paio di scuse e li ho seminati.
La canna da zucchero perché è tropicale, quindi la semino in casa, e nemmeno si accorge che siano in gennaio, e la liquirizia perché germina con grande difficoltà, quindi ho pensato che prima l'avessi seminata più probabilità avrebbe avuto.
Ho seminato entrambe le varietà direttamente in terra, nel vaso dove ho già un rizoma di canna da zucchero, dono di una carissima amica.

Semi di liquirizia
Semi di liquirizia

Semi di canna da zucchero
Semi di canna da zucchero (forse)
Aggiornamento: vengo a sapere in questo istante che i semi di canna da zucchero sono grandi 1 mm. 
Al momento non è dato sapere cosa siano quelli che mi sono stati spacciati per tali.
Il bello della banca dei semi: una sorpresa via l'altra! 
Quando (non se...) germineranno ne sapremo di più.

Un'altra semina di ieri? la lattuga "Regina dei ghiacci" sempre proveniente dalla banca. La mia scusa? E' una varietà che non mi piace! Quindi se qualcosa andrà storto non sarà una gran perdita e se tutto andrà bene proverò una varietà per me nuova. Infatti dico che "non mi piace" ma non l'ho mai coltivata direttamente, l'ho solo assaggiata qualche volta in mensa. Non si sa mai, coltivata da me potrebbe essere migliore.

Per restare in tema di insalate, ieri ho raccolto di nuovo la cicoria in serra. Incredibile come cresce, non appena si vede un po' di sole.

Riguardo l'uso dell'oleolito di alloro, ho ricevuto pareri a dir poco terrorizzanti: l'alloro fa male, non solo i semi, anche la polpa e le foglie, quindi NON lo si deve usare. Se anche non sembra far male al momento, farà male a lungo andare, con gravi dermatiti e gravi eventi infiammatori locali. 

Ho già eliminato tutto quello che ho scritto riguardo il mio unguento antidolorifico e il sapone all'alloro. Questo da ora è un blog alloro-free. Chiedo scusa per i commenti che sono stati eliminati assieme ai post.

Probabilmente non lo metterò più nel mio sapone, che tanto il contatto con la soda caustica degrada la maggior parte delle aggiunte che facciamo, in pratica vanificando lo sforzo, ma non posso fare a meno dell'unguento antidolorifico, quindi per me stessa non posso fare altro che accettare il rischio, in attesa dell'invenzione di un medicinale che mi dia sollievo.
Nel frattempo, finché questo scritto rimarrà visibile, raccomando a tutti di non utilizzarlo.

giovedì 14 gennaio 2016

Glicine tuberoso e Anguria bianca




I semi sono arrivati solo due giorni fa, ma sappiamo che sono una seminatrice ossessivo/compulsiva. Non potevo resistere e ho già provveduto a seminare qualcosa.
Ovviamente i primi sono stati i tuberi di Apios americana, altrimenti noto come Glicine tuberoso o Patata di Pocahontas, che dopo un mese in giro per l'Italia mi sembravano parecchio sofferenti.
Spero di sbagliarmi, sono i primi che vedo, ma hanno un aspetto piuttosto rinsecchito, chissà se si riprendono.
Dovrebbe uscirne una pianta decorativa, dai fiori deliziosamente profumati.
Mi piacerebbe metterla vicino alla stradina, così che i passanti possano sentirne il profumo. Chissà se si adatterà a quel terreno sassoso. Oppure potrei metterla accanto alle Clematis, sempre vicino alla stradina ma all'interno, quindi terreno migliore, o anche in vaso.

Non contenta ho voluto seminare ben 4 semi di anguria bianca, o zucca da marmellata, o Cucurbita citrullus.

Mi hanno detto che si può usare anche come "cetriolo" da serbo, non solo sotto forma di marmellata, ed è a questo scopo che la vorrei coltivare.
La mia scusa per averli seminati così presto?
Io non avrei né lo spazio né il permesso per seminare un qualsiasi tipo di anguria.
Se riusciranno a crescere sane e forti nonostante la semina fuori stagione e a resistere finché la temperatura non sarà adatta al trapianto... allora permesso o meno si saranno guadagnate il loro posto nell'orto.

Ho raccolto dell'ottima cicoria. Difficilmente in inverno è così buona.
Con queste giornate calde ed assolate in serra sembra primavera.


martedì 12 gennaio 2016

SEMI!!!

Ieri sera mi sono dedicata al riordino, inventario e classificazione dei semi, cosa totalmente estranea alla mia natura, e che quindi mi pesa.
Niente di complicato, per carità, solo che non mi piace farlo e continuo a trovare scuse per procrastinare questa utile operazione.
In particolare mi sono dedicata ai semi di pomodoro, dividendo quelli che dovranno cedere il turno, quelli che mi piacerebbe seminare e quelli che assolutamente dovrò seminare.
In questa ultima categoria vanno gli irrinunciabili: cuore di bue rosa di Berna, Vanda 2006, Ivo il grande, Tondo saporito, Corno di bue, Black russian con raggi. Con grande dispiacere ho dovuto rinunciare al Serendipity e per il secondo anno di fila ai miei Lanternini.
A questi si aggiungono altre nuove varietà non ancora provate ma che meritano di esserlo, per evitare di rischiare il loro deterioramento: Verna orange, Giant Belgium, Ultimate giant, Giant Oxheart, Dagmar's perfection

Ho operato una prima scelta anche per le cucurbitacee (ma qui dovrò rinunciare ancora a molto) e per le aromatiche. Inoltre ho suddiviso quei semi che potrò semplicemente spargere a dimora da quelli che necessitano di essere accuditi in semenzaio.

Fatto tutto questo... stamattina la grande sorpresa!
E' arrivata la busta della Banca dei semi, che pareva ormai dispersa, in quanto era stata spedita il 16 dicembre. Ho calcolato che ha viaggiato alla folle velocità di 4 km al giorno... fortunatamente stavolta ha avuto ragione il proverbio: "Chi va piano va sano e va lontano!"

All'apertura della busta sono stata investita da un delicato effluvio aromatico, come di una buona tisana.



Sono tuttora inebriata dalla moltitudine di bustine e non ho ancora ben realizzato in cosa consiste nello specifico la meravigliosa varietà di semi con cui tanti amici virtuali mi hanno omaggiata.

Adesso me le guardo pian piano e inizio a pensare a come seminare, e... le sorprese non sono ancora finite! Un'altra busta è in viaggio per me!

lunedì 11 gennaio 2016

"Pappardelle" di Benincasa hispida

La mia mania di ridurre a spirale ogni vegetale si è dovuta scontrare con la dura realtà: la durezza di un frutto maturo di Benincasa hispida.
Dopo aver provato a "spiralarlo" e a grattugiarlo alla fine l'ho affettato con l'affettatrice.
Avevo sbucciato il frutto e tolto i semi, ottenendo un cilindro bucato.
Questo ha contribuito a rendere ancora più difficile l'uso della "spiralizzatrice" perché il vegetale si deve poter fissare bene al centro.
Visto che le fettine si tagliavano agevolmente con l'affettatrice ho praticato un taglio lungo un lato del frutto e l'ho affettato allo spessore più sottile possibile, in modo da ottenere delle strisce tipo pappardelle.
Purtroppo anche ieri non mi ero portata il cellulare per le foto.

Le ho cucinate in modo molto semplice: ho fatto appassire in padella un trito di cipolla e il risultato degli esperimenti precedenti: la polpa tritata/grattugiata malamente. Ho aggiunto solo un filo di olio e un pizzichino di sale. Poi ho unito le strisce di Benincasa e ho lasciato cuocere qualche minuto.
Pur essendo sottilissime è stato necessario cuocerle un pochino, non solo scaldarle come faccio con le carote.
Ho completato con grana grattugiato.

Ieri sera ho anche preparato uno spezzatino per oggi: cubetti di benincasa e di patate cotti in pentola con un po' di cipolla, curcuma, olio e sale. Ovviamente un po' di acqua va aggiunta, essendo uno spezzatino in umido.

Foto di repertorio: la mia Benincasa quando era ancora un fiore.
 

domenica 10 gennaio 2016

Trichosanthes

I due semini di Trichosanthes cucumerina che avevo messo a pre-germinare il 5 gennaio, ieri avevano già emesso la radichetta.

Li ho interrati nella stessa vaschetta del Torasan, non prevedo una crescita veloce e passerà tantissimo tempo prima che diventino troppo grandi per questa sistemazione.

Al loro posto ho messo a pre-germinare i semi di pomodoro eterno, giallo e rosso, di Angelo degli Amici dell'orto.
http://amicidellortodue.blogspot.it/2015/10/pot-tomatoes.html 
Volevo aspettare, avevo già preparato un promemoria per attendere almeno la prima luna favorevole, invece ho cercato una quantità di scuse (sono eterni... cosa cambia se li semino nella stagione giusta o in quella sbagliata?) e li ho messi immediatamente nel panno umido.
Seminare è la mia dipendenza. Posso resistere al cioccolato, ma non posso fare a meno di seminare.

Ho raccolto un piccolo mazzo di foglie di cavolo nero e broccoletti all'olio per una minestra.




venerdì 8 gennaio 2016

Menta citrina

Ieri ho raccolto verdure  miste: tetragonia, bieta barese vernina e senape bianca. Le ho saltate in padella e usate per condire il riso

Ho raccolto anche dei topinambur, che cucinerò quasi sicuramente oggi, a piccolissimi cubetti, saltati in padella, per condire la pasta.



La novità: ho raccolto per la prima volta la menta citrina.
Non l'avevo mai assaggiata perché non potrei mangiare la menta, ma nel vederla così rigogliosa in questa stagione ho pensato che, essendo questa la varietà citrina, potesse essere meno dannosa rispetto alle comuni varietà di menta.
Non avendo nessuna idea sul come utilizzarla ho pensato al classico "latte e menta" che per un certo periodo fu la mia merenda alle scuole elementari.
Ora sono intollerante al lattosio, così ho preparato un po' di latte di riso, con farina di riso glutinoso, acqua, un filino di sale e un cucchiaino di zucchero. Ho ftto cuocere in un tegamino e ho lasciato raffreddare un po'.
Ho messo la menta e ho frullato.

Non so come classificare il risultato dell'esperimento.
Non sapeva di menta nè di bergamotto, non era speciale ma era tutto sommato buono. Forse in primavera la menta sarà più profumata? Ci si può riprovare.

Sto aprendo entrambe le porte della serra anziché una sola, nella speranza di ostacolare la muffa che sta intaccando alcune zone.



mercoledì 6 gennaio 2016

Seminato e raccolto

Ieri ho controllato i miei semi, e le cucurbitacee misteriose (saranno zucchine) avevano radici fin troppo lunghe. Ottima resa: tutti i semi hanno radicato. Probabilmente dovrò trovare qualcuno interessato alle piantine o buttarne qualcuna, ma manca ancora molto prima che sia ora di trapiantarle a dimora, potrebbe succedere di tutto.

Ho infilato i semi radicati in una vaschetta, e l'ho messa accanto alla finestra nella mia stanza delle semine. Non è riscaldata ma è comunque in casa.

Al loro posto ho messo a germogliare nel solito panno umido due semi di Trichosanthes cucumerina.
Solo due, perché me ne sono rimasti in tutto 4.


In serra si sono fatte belline un paio di piante di cavolo rosso.
Scarso risultato, visto che è la terza o la quarta volta che provo a seminarlo, e in ogni caso la crescita è stata lentissima, ma vedere un miglioramento, soprattutto in caso di verdure difficili, è sempre una soddisfazione. Consideriamo che questa ultima semina è avvenuta decisamente fuori stagione. Vedremo in seguito.

Dopo solo pochi giorni senza sole è comparsa la muffa in serra. Ho eliminato altre piantine di Tetragonia per diradarle e le foglie più tenere della Melia azedarach, che erano ammuffite.

Ammirevole la Basella rubra: non ha quasi più foglie, e si sta concentrando nel produrre fiori e semi. Non ricordo mai di portare in serra il cellulare per fare qualche foto.

Ieri in serra ho raccolto Tetragonia e sedano rosso, e all'aperto qualche foglia di borragine.

Tetragonia e borragine sono finite in una minestra.
Il sedano rosso quest'anno non è particolarmente tenero, così l'ho triturato sottilissimo con grana e gorgonzola, ottenendo una crema verdolina molto saporita, ottima spalmata sui cracker.



martedì 5 gennaio 2016

Gnocchi all'Oenothera

Mi dava fastidio una pianta di Oenothera glazioviana micheli,
che in estate avrebbe fatti questi fiori,

così l'ho estirpata.
No, non mi avrebbero dato fastidio i fiori, ma la posizione in cui era nata!
Nell'estirparla ho rotto la radice, perchè si trovava nella bordura accanto alla stradina, dove ci sono moltissimi sassi, difficile scavare per estirpare.

Non vado pazza per l'enotera, trovo che il gusto sia troppo forte e piccante, ma vedendo la radice così grande mi dispiaceva buttarla e ho pensato di farne degli gnocchi, sperando che le patate ne potessero addomesticare il gusto.

Ho pulito e sbucciato queste radici, le ho lessate assieme alle foglie più tenere, ho lessato anche una patata grande e ho fatto appassire una cipolla. Ho mescolato il tutto con un uovo e farina e ho ricavato degli gnocchi. Ne sono uscite 4 porzioni.
Non erano male, ma come spesso accade ho dimenticato di portare il cellulare e non ho una foto. Niente di che, erano gnocchi.

Torte veloci 2

Cuocendo in padella, occorre isolare e contenere il calore. In questo caso servono: una padella di ottima qualità, un fornello con fiamma o ...