sabato 16 agosto 2014

Ferragosto

Oggi (tecnicamente ieri, visto che mentre sto scrivendo la mezzanotte è passata da mezz'ora), ho quasi riposato, nel senso che non ho lavorato nell'orto ma in cucina.

Ho cucinato cose diverse dal solito perché ho preparato una merenda di ferragosto con le vicine di casa.
Come prodotti dell'orto ho usato solo alcuni pomodori per fare un po' di salsa (per condire le pizzette fatte con pasta madre)
Poi una zucchina trombetta, saltata in padella per condire altre pizzette, fatte con sfoglia comperata)
Qualche fico, usati per fare pochissima marmellata, per dolcetti con la stessa sfoglia.

Poi ha avuto molto successo la "nutella" fatta in casa. Non ho usato prodotti dell'orto ma a qualcuno potrebbe interessare.
Di solito mescolo semplicemente acqua, cacao e zucchero. Oggi, avendo ospiti, ci ho messo del latte in polvere. Pensavo di migliorarla, e in effetti il gusto era buono, ma ho sbagliato tutto. Un'ospite di religione ortodossa non l'ha potuta assaggiare, perché il venerdì mangia "di magro" e non può assaggiare il latte.

Ho ritrovato altre foto della settimana scorsa.
Sono in vena di chiacchiere, così racconto la storia della begonietta.
E' stata salvata dal compostaggio da diversi mesi, e come ringraziamento continua a fiorire.

Questo Achimenes mi è stato regalato da una cara amica. La sua storia mi sembra divertente.
L'amica sarebbe passata in treno ma senza scendere, così ci demmo appuntamento alla stazione. Per incontrarci decidemmo che sarebbe salita sull'ultimo vagone.
Io arrivai alla stazione con grande anticipo e mi misi alla fine del secondo binario, dove sarebbe dovuto arrivare il suo treno.
Il treno era in ritardo. Improvvisamente un nuovo annuncio: il treno sarebbe arrivato sul binario n. 4.
Partii di corsa ( ...di corsa... insomma, non sono molto atletica, si fa quel che si può) per raggiungere il quarto binario.
Dalla fine del secondo marciapiedi arrivai al sottopasso, che è quasi all'inizio. L'accesso al quarto binario era chiuso causa lavori... dovetti uscire dalla stazione e prendere un sovrappasso provvisorio. Nel frattempo era arrivato il treno. Un treno lunghissimo. Al contrario di tutti quelli arrivati fino a quel momento, che erano piccoli treni, questo sembrava non finire mai.
Ricominciai a correre, (mole permettendo) ma quel lunghissimo treno era molto più lungo del marciapiedi, così quell'ultimo vagone si fermò ben lontano dalla stazione. Finito il marciapiedi n. 4 mi dovetti avventurare ai bordi dei binari. Il terreno sconnesso era coperto da un telo di tnt che non aiutava a rendere più agevole il camminarci, figuriamoci il correre. Alla fine iniziai a fare segni disperati alla mia amica che era affacciata al finestrino.
Lei provò ad aprire la porta del treno ma non ci riusciva. Intercettato il controllore si fece aprire e quasi lanciò il vaso ai bordi del binario, perché in quel tratto i gradini del treno erano molto più sollevati rispetto al camminamento laterale.
Il treno partì. Giusto il tempo per agitare le mani in segno di saluto. Al finestrino accanto a quello della mia amica era affacciato il controllore allibito. Chissà quante risate si sarà fatto, ripensando a quelle due pazze che si sono scambiate una pianta in un freddo pomeriggio di metà giugno. E menomale! perchè a metà giugno abbiamo avuto giorni di caldo rovente.
Io ero madida di sudore con tutto quel correre. Se fosse capitato in un giorno caldo sarei svenuta sulla massicciata.

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26 maggio

Ben nascosto sotto a questa piantina di cui non ricordo il nome, c'è un Chamaecereus Silvestrii fiorito. Fave