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domenica 15 luglio 2018

Incetta di ortensie moribonde

La settimana scorsa il giardiniere dei vicini ha "sistemato" le ortensie. Si tratta di un'enorme siepe di bellissime ortensie, di cui una parte ostruiva un cancelletto secondario, così ha eliminato tutti i fiori che riteneva fastidiosi. 
Poi ha gentilmente detto che chi voleva i fiori li poteva prendere. Io avevo ospiti a pranzo, un pranzo improvvisato. Non avevo ancora preparato nulla, perché c'era stato un intervento dell'eliambulanza ed eravamo andati tutti a sincerarci riguardo le condizioni del malato. 
Era già suonato il mezzogiorno, saputo che il malato era cosciente... invece di cucinare che faccio? Vado sul mucchio del compost dei vicini e prendo una vagonata di ortensie, tutte quelle che riesco a portare. Poi mi metto a ripulirle, in casa, ovviamente... 




Così gli ospiti hanno aspettato un po'. Si aspetta anche al ristorante, no??? 
E mai nessun ristorante fu addobbato con così tante ortensie. Appassite, ma insomma... mica le poteva lasciare lì.

Ho Cacciato decine di ortensie in vasi di recupero che ho piazzato in ogni dove e ho cucinato più veloce della luce. E ho anche imbastito una specie di dolcetto, ma di questo discuterò quando ne avrò il tempo.

Tra l'altro gli ospiti sono rimasti ugualmente contenti, perché un paio di giorni dopo si sono ri-auto-invitati.
Nel pomeriggio sono tornata a prenderne altre ma erano già state distrutte. 


(Domanda difficile: qualcuno conosce la varietà di questa ortensia, fiori piccoli e morbidi, infiorescenze enormi, fiori rosa e azzurri sulla stessa pianta? grazie!)

venerdì 9 febbraio 2018

Semine

In questi giorni sto seminando molto. Non faccio nemmeno l'elenco perché per ora si tratta di semi sui quali faccio poco affidamento, acquistati online da siti che non mi ispirano o ottenuti tramite scambi non del tutto affidabili. Esperimenti.

Mi entusiasmo invece per i semi arrivati ieri mattina, che sono di provenienza controllata e garantita, e li ho subito seminati:
Allium atroviolaceum Boiss





 e Peperone corno di capra, (qui  non serve la foto, sono uguali a tutti i semi di peperone)
arrivati direttamente da Angelo degli Amici dell'orto due.
Anche se in base alla mia esperienza per la semina dei peperoni sono in ritardo di almeno due mesi, non ho resistito alla tentazione.

Altra novità riguardante i semenzali: ho costruito una mezza "grow room" per meglio indirizzare la luce della mia lampada per la crescita.
Avevo un parasole tipo alluminio per il parabrezza e l'ho messo semplicemente attorno ad alcuni semenzali.

E' quasi completamente aperta, il parasole non riesce a circondarli completamente, inoltre la uso solo quando il tempo è così cupo da rendere senza senso il portare i semenzali in serra*. Il riscaldamento in quella stanza è spento, quindi non c'è pericolo che le piantine soffrano il caldo.
I vicini penseranno che io stia coltivando canapa... tranquilli, sono normalissime verdure.

*Alcuni semenzali, per velocizzare, li metto in auto.
Domanda difficile: i vetri dell'auto bloccano qualche "raggio" o componente luminosa indispensabile alla crescita delle piantine? A me sembra che stiano bene, ma vorrei esserne certa.
Rispondete numerosi!
Grazie!

venerdì 12 maggio 2017

Talee di foglia

Un nuovo esperimento: talee da foglia di rosa.
Ho letto in rete che si può fare, mi sono ricordata che era consigliata già su un'antica rivista (che risale a quando mia mamma era ragazza... ) così ho provato.
Non tanto per me, non mi servono nuove piante di rosa, per un amico che cerca inutilmente di moltiplicare una bellissima rosa, che per lui è un ricordo. Non riesce a farla radicare da talea, così ho pensato che togliere qualche foglia possa essere meno invasivo che togliere qualche ramo, e gli consentirebbe di moltiplicare i tentativi.
Come detto: non ho molta fiducia in questo metodo, ma ho volto provarlo.
Ho inciso alcune foglie, le ho appoggiate in una vaschetta, con le nervature verso il basso, ho coperto non completamente con un sottile strato di terriccio, ho inumidito leggermente, ho coperto la vaschetta.
Per non avere la tentazione di continuare a controllare l'ho infilata sotto al divano. Non ho capito se debbono stare alla luce o al buio.
Non ho trovato nessuna indicazione riguardo il tempo necessario per ottenere nuove piantinte, se non spunterà nulla le terrò ad oltranza, finché non seccheranno o marciranno.
Per incidere le nervature ho usato queste forbicine, hanno la punta sottilissima ed affilata
Le incisioni. In alcuni punti ho bucato la pagina fogliare, non solo la nervatura. Poi ho cercato di fare più attenzione.


mercoledì 27 gennaio 2016

Il giardino svelato

"Il giardino svelato" è in tipografia.
https://ilgiardinosvelato.wordpress.com

Dopo tantissimi viaggi elettronici, sotto forma di bit freneticamente fluttuanti tra noi autori, la nostra curatrice e la casa editrice, le varie porzioni hanno finalmente trovato la loro forma e collocazione definitiva e l'indice analitico ha messo in riga l'enorme numero di piante che abbiamo voluto citare e che vanitosamente sgomitavano per apparire le migliori agli occhi del futuro pubblico di lettori.
Spinte dal nostro entusiasmo, dalle pagine ancora virtuali gridavano all'ancora ipotetico lettore: "Prendi me! Sono la più bella! Io sì che do tante soddisfazioni a chi mi coltiva!"

Ormai "Il giardino svelato" non è più solo un'idea. Per lui "rien ne va plus".
E' cresciuto, ha preso forma ed ora e sta affrontando quell'ultimo viaggio che lo porterà dal limbo dei libri non ancora nati verso il mondo reale.
Dovrà affrontare tante battaglie per emergere dalla massa.
D'accordo, è un bel libro! Lo dico io, che lo conosco fin da quando era solo un'idea della sua curatrice, e che ho contribuito a crearne un pezzetto, ma la concorrenza è spietata.
Tra le tante belle copertine lucide che ammiccheranno dagli scaffali delle librerie, quale catturerà lo sguardo del lettore in cerca di un sogno in cui immergersi? Un thriller pieno di omicidi? una struggente storia d'amore? Un racconto eccitante e sensuale? O un piccolo libro di giardinaggio?
Eppure, noi appassionati, ne "Il giardino svelato" possiamo trovare tutti questi elementi: storie di piante che sopravvivono o soccombono agli efferati attacchi di parassiti, bizze climatiche o animali selvatici o addirittura di "predoni a due gambe"; salvataggi in extremis, doni generosi ricevuti e racconti di una grande passione che porta a rinunciare a cose per altri irrinunciabili, ma che nulla contano, se paragonate all'amore per le nostre piante.
Un libro fatto da tante persone, che potrà incoraggiare tante persone.

Tra i protagonisti io sono quella che ha meno da insegnare.
Il mio messaggio è: se lo desideri, ti meriti un giardino. Se non puoi avere un giardino perfetto, rinuncia alla perfezione, non al giardino.

Chi vuole oltrepassare quei cancelli e scoprire il mistero de "Il giardino svelato"?


sabato 3 gennaio 2015

Il giorno delle Solanacee

Ieri sera c'era una luna luminosissima, pareva giorno.
Questo mi ha rammentato che mancava poco alla luna piena, infatti sarà il 5 gennaio. 
Me ne sono ricordata appena in tempo per la semina delle prime solanacee, che per me sono peperoni e melanzane. Anche i pomodori li semino 2 giorni prima della luna piena, se appena posso. Sicuramente i primi, poi i seguenti devo fare un po' come posso, perché le lune piene avvengono ogni 28 giorni e non sempre posso aspettare così tanto. Ma i pomodori li seminerò più avanti, non inizio prima di marzo.
Così, dicevo, stamattina ho messo a pregermogliare nel panno umido le melanzane di Firenze avute da Axel, dei semi di melanzane "grandi tonde" che avevo conservato io alcuni anni fa, (probabilmente non saranno più vitali), più i peperoni "topepo" ricevuti l'anno scorso dalla banca dei semi e gli Ucraini ricevuti da Jeny forse tre anni fa.
Non mi servono tante piante di melanzane e peperoni, ma essendo quasi tutti semi datati meglio abbondare. 
Melanzane e peperoni impiegano molto tempo prima di arrivare alla fruttificazione, per quello li semino già in dicembre-gennaio.

martedì 30 dicembre 2014

La zucca senza semi.

I semi che avevo messo a pre-germinare nel panno umido e quelli che avevo seminato in vaschetta sono tutti spuntati, tranne i 4 semi di Ruscus.
Spuntato anche il cavolo nero. Il seme che avevo usato in precedenza e che non germinava avrà avuto dei problemi. Strano, perché di solito i semi non perdono la vitalità tutti assieme, semplicemente diminuisce la percentuale di nascite.
Intanto, nel cercare di farli germinare, ho perso tempo. Ora ho le piantine ma sono troppo piccole e per loro fa troppo freddo, non posso trapiantarle nemmeno in serra.

Intanto, a causa della mia pigrizia, ho rovinato i semenzali di "broccoletto all'olio".
Erano nati per primi, non c'era sole, così mi sono detta: "Non li porto in serra. Per una vaschetta sola... tanto non c'è il sole..." Così sono cresciuti lunghi lunghi ed eziolati.
Quando è spuntato il cavolo nero e il rabarbaro (per ora solo due piantine) ho iniziato a portare le vaschette in serra ogni mattina e a riportarli in casa la sera. Gli altri semenzali ne hanno tratto giovamento ma il "broccoletto" era sempre più esile. Così una sera li ho visti allo stremo e ho giocato il tutto per tutto. Ho racchiuso la vaschetta dei "broccoletti" in una ulteriore serretta in plastica e l'ho lasciata in serra anche la notte. Ovviamente le piantine non ne hanno tratto giovamento.
Il meteo ha dichiarato minime di -1 grado, ma non so come le abbiano misurate. Io so che a mezzogiorno, in serra, col sole, nonostante la doppia protezione, la terra dei poveri broccoletti era ancora un blocco di ghiaccio.
Sono anni che dico di voler comperare un termometro con memoria della temperatura minima e massima, e alla fine non lo faccio.

In questi giorni ho aperto una zucca e al suo interno non c'era nemmeno un seme. Non mi era mai capitato. Ero certa che le zucche non impollinate non potessero arrivare a maturazione.
Per esempio ho avuto una pianta di zucchina stranissima, nata da sola un paio di anni fa. Rampicante, produceva zucchine rotonde molto gustose. Ho provato a farle maturare per tenere la semente ma niente da fare: non contenevano semi e nessuna è arrivata a maturazione, a un certo punto marcivano.
Dicendo che era "senza semi" intendo dire proprio senza, Nemmeno l'accenno di piccoli semi non sviluppati, niente del tutto.
Comunque la polpa era buona.
Segnalo una "ricetta" che per me è una novità.
Ho lessato delle lenticchie rosse decorticate (che non avevo mai preso) ho aggiunto un po' di zucca e siccome era già tutto piuttosto sciolto, ho frullato. Ne è uscita una zuppa densa piuttosto buona, ma non la rifarò, perché io non potrei mangiare i legumi. E' stata una trasgressione.
Attenzione alle lenticchie: aumentano tantissimo. Con 60 gr. di lenticchie secche e una fetta di zucca, più aromi vari e sale, sono uscite 4 porzioni di zuppa densa e tre porzioni di minestra (fatta allungando il passato avanzato e mettendoci della pastina).
Direi che 10 gr. di lenticchie a piatto sono più che sufficienti.


lunedì 24 novembre 2014

Temperature primaverili e progetti sovversivi

Ho serie preoccupazioni per la salute delle piante per l'anno prossimo. Penso che ci sarà una strage.
Questo clima così mite le sta fuorviando. Stanno fiorendo e germogliando, ora arriverà il freddo e le stroncherà.
Capitò un paio di anni fa, quando tutto iniziò a germogliare in gennaio, poi in febbraio arrivò il freddo.
Non mi preoccupano più di tanto le mini rose, perché alcune rose a cespuglio fioriscono durante tutto l'inverno, nè il tarassaco o le margheritine o la bergenia.

martedì 14 ottobre 2014

Topinambour

Oggi ho raccolto i topinambour a tubero liscio che coltivo in vaso.
La coltivazione in vaso è molto più comoda perché permette di raccogliere i tuberi semplicemente ribaltando il vaso. Ho tolto i tuberi più grandi e ho rimesso la terra e i tuberi piccoli nel vaso.
Il raccolto è stato molto scarso, i tuberi erano piuttosto piccoli.
Ho pensato che questa varietà è un po' più piccola così ne ho raccolto anche un paio di quelli che ho in terra, la varietà coltivata. Erano piccoli anche loro. Forse l'estate fresca e piovosa non gli ha giovato.
Li ho sbucciati, tagliati a pezzettini, saltati in padella e ci ho aggiunto della polenta avanzata a cubetti, rosolata con olio. Stasera la cena è pronta, ci aggiungerò del formaggio e saranno solo da scaldare.

Oggi ho preparato un risotto con foglie di Chia e di Trichosanthes cucumerina.
Non male, ma devo dire che con Chia e fiori di zucca mi piace di più.

Ho coperto le piante di fagioli di Lima, che nei climi caldi sono perenni. Vedremo se in questa serra improvvisata supereranno l'inverno. E' questa la mia follia di oggi.

Ho delle piante in più: un paio di Chlerodendron trichotomum, qualche piantina di fico nero, Achillea cerise queen, campanula takesimana elizabeth, stackys lanata, fragoline di bosco e forse qualche altra cosa che ora mi sfugge.
Se qualcuno le volesse può (avvisandomi) venire a prenderle, altrimenti domani metto un annuncio per regalarle. Non le consegno.

lunedì 25 agosto 2014

sabato 16 agosto 2014

Ferragosto

Oggi (tecnicamente ieri, visto che mentre sto scrivendo la mezzanotte è passata da mezz'ora), ho quasi riposato, nel senso che non ho lavorato nell'orto ma in cucina.

Ho cucinato cose diverse dal solito perché ho preparato una merenda di ferragosto con le vicine di casa.
Come prodotti dell'orto ho usato solo alcuni pomodori per fare un po' di salsa (per condire le pizzette fatte con pasta madre)
Poi una zucchina trombetta, saltata in padella per condire altre pizzette, fatte con sfoglia comperata)
Qualche fico, usati per fare pochissima marmellata, per dolcetti con la stessa sfoglia.

Poi ha avuto molto successo la "nutella" fatta in casa. Non ho usato prodotti dell'orto ma a qualcuno potrebbe interessare.
Di solito mescolo semplicemente acqua, cacao e zucchero. Oggi, avendo ospiti, ci ho messo del latte in polvere. Pensavo di migliorarla, e in effetti il gusto era buono, ma ho sbagliato tutto. Un'ospite di religione ortodossa non l'ha potuta assaggiare, perché il venerdì mangia "di magro" e non può assaggiare il latte.

Ho ritrovato altre foto della settimana scorsa.
Sono in vena di chiacchiere, così racconto la storia della begonietta.
E' stata salvata dal compostaggio da diversi mesi, e come ringraziamento continua a fiorire.

Questo Achimenes mi è stato regalato da una cara amica. La sua storia mi sembra divertente.
L'amica sarebbe passata in treno ma senza scendere, così ci demmo appuntamento alla stazione. Per incontrarci decidemmo che sarebbe salita sull'ultimo vagone.
Io arrivai alla stazione con grande anticipo e mi misi alla fine del secondo binario, dove sarebbe dovuto arrivare il suo treno.
Il treno era in ritardo. Improvvisamente un nuovo annuncio: il treno sarebbe arrivato sul binario n. 4.
Partii di corsa ( ...di corsa... insomma, non sono molto atletica, si fa quel che si può) per raggiungere il quarto binario.
Dalla fine del secondo marciapiedi arrivai al sottopasso, che è quasi all'inizio. L'accesso al quarto binario era chiuso causa lavori... dovetti uscire dalla stazione e prendere un sovrappasso provvisorio. Nel frattempo era arrivato il treno. Un treno lunghissimo. Al contrario di tutti quelli arrivati fino a quel momento, che erano piccoli treni, questo sembrava non finire mai.
Ricominciai a correre, (mole permettendo) ma quel lunghissimo treno era molto più lungo del marciapiedi, così quell'ultimo vagone si fermò ben lontano dalla stazione. Finito il marciapiedi n. 4 mi dovetti avventurare ai bordi dei binari. Il terreno sconnesso era coperto da un telo di tnt che non aiutava a rendere più agevole il camminarci, figuriamoci il correre. Alla fine iniziai a fare segni disperati alla mia amica che era affacciata al finestrino.
Lei provò ad aprire la porta del treno ma non ci riusciva. Intercettato il controllore si fece aprire e quasi lanciò il vaso ai bordi del binario, perché in quel tratto i gradini del treno erano molto più sollevati rispetto al camminamento laterale.
Il treno partì. Giusto il tempo per agitare le mani in segno di saluto. Al finestrino accanto a quello della mia amica era affacciato il controllore allibito. Chissà quante risate si sarà fatto, ripensando a quelle due pazze che si sono scambiate una pianta in un freddo pomeriggio di metà giugno. E menomale! perchè a metà giugno abbiamo avuto giorni di caldo rovente.
Io ero madida di sudore con tutto quel correre. Se fosse capitato in un giorno caldo sarei svenuta sulla massicciata.

Buon anno col... cotechino!

Prima cosa:  Tanti auguri a tutti! Buon 2026! Feliĉan novjaron! Per il nuovo anno mi sono regalata un cotechino fatto da me. Certo non assom...