Anche quest'anno i miei semenzali sono caduti.
Se li lascio per terra, li divorano le limacce, se li metto sulle mensole, mi cadono.
Sarebbe tutto più semplice con mensole più larghe, ma l'orto e le mensole non sono miei.
Sto pensando di abbandonare l'agricoltura.
Quello che semino, coltivo, raccolgo e cucino. Bonus extra: quello che cucio, taglio, invento, incollo...
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mercoledì 13 febbraio 2019
lunedì 14 gennaio 2019
Maglioni con pallini
Negli anni ho provato molti rimedi per rinnovare i maglioni. Dalla carta vetrata, al rasoio, ai tranciapelucchi a batteria, al tagliacapelli a lamette, fino all'eliminazione manuale uno ad uno.
Sicuramente c'è chi sa usare questi metodi alla perfezione senza riscontrare spiacevoli effetti collaterali. Io no. Ora sto usando un metodo ancora diverso, che forse potrebbe essere utile a chi, come me, non riesce a padroneggiare i sistemi più comuni.
Questo è un maglione di lana che uso in casa. Oltre ad essere leggermente infeltrito, come si può forse vedere dalle foto, ha molti pallini più scuri.
L'ho lavato a mano un paio di giorni fa e non l'ho ancora stirato.
Ci ho passato una spazzola per il bucato a setole rigide. Alcuni pelucchi si sono staccati, sembra leggermente stirato e un po' meno infeltrito.
Certo non è nuovo, ma qualche miglioramento c'è stato. D'accordo, lo metto in casa, e sono sempre qui ad incollare, trapiantare, cucinare, colorare... non è il caso di farlo con addosso un maglione nuovo fiammante, ma nemmeno con uno pieno di pelucchi.
Penso che spazzolandolo regolarmente potrebbe continuare a migliorare.
Foto con e senza flash, per evidenziare meglio i difetti.
Aggiungo le foto della spazzola.
Sicuramente c'è chi sa usare questi metodi alla perfezione senza riscontrare spiacevoli effetti collaterali. Io no. Ora sto usando un metodo ancora diverso, che forse potrebbe essere utile a chi, come me, non riesce a padroneggiare i sistemi più comuni.
Questo è un maglione di lana che uso in casa. Oltre ad essere leggermente infeltrito, come si può forse vedere dalle foto, ha molti pallini più scuri.
L'ho lavato a mano un paio di giorni fa e non l'ho ancora stirato.
Ci ho passato una spazzola per il bucato a setole rigide. Alcuni pelucchi si sono staccati, sembra leggermente stirato e un po' meno infeltrito.
Certo non è nuovo, ma qualche miglioramento c'è stato. D'accordo, lo metto in casa, e sono sempre qui ad incollare, trapiantare, cucinare, colorare... non è il caso di farlo con addosso un maglione nuovo fiammante, ma nemmeno con uno pieno di pelucchi.
Penso che spazzolandolo regolarmente potrebbe continuare a migliorare.
Foto con e senza flash, per evidenziare meglio i difetti.
Aggiungo le foto della spazzola.
venerdì 14 settembre 2018
Evviva!
Da stamattina sono la fortunata posseditrice di un fantastico seghetto da potatura a batteria.
L'ho già inaugurato, dando un bel taglio alla Tamerice. Ancora da rifinire. Negli anni la poveretta ha subito di tutto, vorrei eliminare le brutte cicatrici dei ripetuti tagli e vedere se ne esce qualcosa di aspetto migliore. Sarebbe meglio farne talee ed eliminare completamente questa, me ne rendo conto.
Bene, questo seghetto aiuterà le mie povere mani e braccia doloranti nell'eterna battaglia contro l'incontrollabile crescita del fico-mostro.
L'ho già inaugurato, dando un bel taglio alla Tamerice. Ancora da rifinire. Negli anni la poveretta ha subito di tutto, vorrei eliminare le brutte cicatrici dei ripetuti tagli e vedere se ne esce qualcosa di aspetto migliore. Sarebbe meglio farne talee ed eliminare completamente questa, me ne rendo conto.
Bene, questo seghetto aiuterà le mie povere mani e braccia doloranti nell'eterna battaglia contro l'incontrollabile crescita del fico-mostro.
giovedì 15 febbraio 2018
Autodifesa riguardo l'autoproduzione
Uno dei miei critici più severi è mia mamma. Di solito non apprezza le mie creazioni.
Le spugnette le trova fantastiche, mi ha commissionato dei panni per lavare il pavimento fatti più o meno nello stesso modo: microfibra di fuori e spugna all'interno.
Vedremo cosa ne uscirà.
Ho scritto subito di questo successo, perché non so quanti leggeranno il seguito!
In questi giorni sono stata rimproverata, mi hanno detto che sono una sprecona e che incito gli altri allo spreco.
Non invito nessuno ad imitarmi e dico sempre che le mie sono manie di cui sorridere, lo faccio con le mie manie e con quelle dei miei amici, finché non sono dannose.
Visto che non sono riuscita a spiegarmi ci provo ora.
Ecco cosa mi viene contestato:
Accusa: Compero gli ombrelli per fare le borse, spendendo soldi, producendo rifiuti ed ottenendo borse orribili. Vendono borse bellissime già fatte oppure stoffe bellissime con cui fare belle borse per la spesa senza sprecare soldi e senza produrre rifiuti.(Che sarebbero i manici e le stecche degli ombrelli)
Difesa: recupero il tessuto di ombrelli con la struttura già rotta, che andrebbero buttati via.
Gli ombrelli non sono più quelli di una volta, che duravano una vita. Al primo soffio di vento si rompono e vengono buttati, e spesso la stoffa è ancora buona, oppure uso gli spicchi buoni e butto quelli rotti.
I miei amici sanno che recupero la stoffa, e se rompono un ombrello sono così gentili da conservare la stoffa per me.

Accusa: Per fare il sapone usi la soda caustica che inquina.
Difesa: Certo, la soda caustica inquina, ma uso solo la quantità necessaria per saponificare i grassi.
Molte persone la buttano direttamente negli scarichi, per togliere le otturazioni, o addirittura ogni settimana come prevenzione. Loro ne usano moltissima.
I grassi che uso per produrre il sapone da bucato sono di recupero, quindi già destinati ad essere buttati via. Non tutte le persone che mi forniscono i grassi di recupero li avrebbero conferiti nell'apposito puzzolentissimo contenitore, situato nella discarica. Alcuni li avrebbero semplicemente gettati negli scarichi del lavello, accompagnati da abbondanti dosi di detersivo per evitare di intasare le tubazioni.
Uso olio o strutto acquistati solo per le saponette destinate all'igiene personale, che sono una minima parte della mia produzione.
Oltre a considerarlo divertente, come scusante per il produrre il sapone in casa c'è il fatto che sia le saponette che il sapone da bucato che si trova normalmente in commercio mi riducevano la pelle "a grattugia" invece quello fatto da me non ha questo effetto. Ormai lo uso da anni e non ho mai avuto problemi. Capisco che tutti usano sapone acquistato, senza riscontrare problemi, e sono lieta per loro.
Accusa: gli oli essenziali sono sostanze preziose e non vanno sprecate nel sapone.
Difesa: su questo punto hanno ragione e non c'è difesa. Aggiungo gli oli essenziali solo per la gratificazione che dà l'annusare una saponetta profumata.
Ci sono le fragranze per sapone di origine sintetica, ma pur sapendo che la soda è un prodotto chimico, caustico e pericoloso, quest'ultima non la posso sostituire con un prodotto naturale, le fragranze sì.
Accusa: comperi le spugne per disfarle e farne delle altre. Sembra una malattia mentale.
Difesa: non ho comperato le spugne con l'intento di disfarle. Le volevo usare tali quali, ma non mi sono trovata bene. Le avevo lì da anni, perché non mi decidevo a buttarle e non riuscivo ad usarle, così finalmente le ho trasformate ed ora le uso.
I materiali usati sono: spugne "arrotolate", che non riuscivo ad usare quindi erano da buttare, gommapiuma, che era di recupero, quindi se non l'avessi recuperata sarebbe stata buttata via da tempo.
Il panno in microfibra era ancora utilizzabile anche intero, ma mi è servito per migliorare le spugnette.
Non intendo indurre nessuno ad acquistare spugne o ombrelli o quant'altro per disfarli, né pretendo che altri prendano esempio da quello che scrivo.
Mi piacerebbe che qualcuno sia spronato ad evitare gli sprechi, quello sì. Capita a tutti di acquistare un oggetto credendolo utile e poi di ricredersi. Nel caso invito a:
-darlo a qualcuno che lo usa personalmente
-cercare un uso alternativo, anche eventualmente per le singole parti che lo compongono
-darlo a qualcuno che lo sa recuperare o riutilizzare in altro modo
-se proprio non ci sono utilizzi possibili, smaltirlo nel modo migliore, separando i vari materiali che lo compongono per gettarli nel cassonetto giusto
- ricordarsi di non riacquistare quel prodotto in futuro.
Mi dispiace di non essere riuscita a spiegarmi e ringrazio chi mi ha dato l'opportunità di riprovarci.
Le spugnette le trova fantastiche, mi ha commissionato dei panni per lavare il pavimento fatti più o meno nello stesso modo: microfibra di fuori e spugna all'interno.
Vedremo cosa ne uscirà.
Ho scritto subito di questo successo, perché non so quanti leggeranno il seguito!
In questi giorni sono stata rimproverata, mi hanno detto che sono una sprecona e che incito gli altri allo spreco.
Non invito nessuno ad imitarmi e dico sempre che le mie sono manie di cui sorridere, lo faccio con le mie manie e con quelle dei miei amici, finché non sono dannose.
Visto che non sono riuscita a spiegarmi ci provo ora.
Ecco cosa mi viene contestato:
Accusa: Compero gli ombrelli per fare le borse, spendendo soldi, producendo rifiuti ed ottenendo borse orribili. Vendono borse bellissime già fatte oppure stoffe bellissime con cui fare belle borse per la spesa senza sprecare soldi e senza produrre rifiuti.(Che sarebbero i manici e le stecche degli ombrelli)
Difesa: recupero il tessuto di ombrelli con la struttura già rotta, che andrebbero buttati via.
Gli ombrelli non sono più quelli di una volta, che duravano una vita. Al primo soffio di vento si rompono e vengono buttati, e spesso la stoffa è ancora buona, oppure uso gli spicchi buoni e butto quelli rotti.
I miei amici sanno che recupero la stoffa, e se rompono un ombrello sono così gentili da conservare la stoffa per me.

Accusa: Per fare il sapone usi la soda caustica che inquina.
Difesa: Certo, la soda caustica inquina, ma uso solo la quantità necessaria per saponificare i grassi.
Molte persone la buttano direttamente negli scarichi, per togliere le otturazioni, o addirittura ogni settimana come prevenzione. Loro ne usano moltissima.
I grassi che uso per produrre il sapone da bucato sono di recupero, quindi già destinati ad essere buttati via. Non tutte le persone che mi forniscono i grassi di recupero li avrebbero conferiti nell'apposito puzzolentissimo contenitore, situato nella discarica. Alcuni li avrebbero semplicemente gettati negli scarichi del lavello, accompagnati da abbondanti dosi di detersivo per evitare di intasare le tubazioni.
Uso olio o strutto acquistati solo per le saponette destinate all'igiene personale, che sono una minima parte della mia produzione.
Oltre a considerarlo divertente, come scusante per il produrre il sapone in casa c'è il fatto che sia le saponette che il sapone da bucato che si trova normalmente in commercio mi riducevano la pelle "a grattugia" invece quello fatto da me non ha questo effetto. Ormai lo uso da anni e non ho mai avuto problemi. Capisco che tutti usano sapone acquistato, senza riscontrare problemi, e sono lieta per loro.
Accusa: gli oli essenziali sono sostanze preziose e non vanno sprecate nel sapone.
Difesa: su questo punto hanno ragione e non c'è difesa. Aggiungo gli oli essenziali solo per la gratificazione che dà l'annusare una saponetta profumata.
Ci sono le fragranze per sapone di origine sintetica, ma pur sapendo che la soda è un prodotto chimico, caustico e pericoloso, quest'ultima non la posso sostituire con un prodotto naturale, le fragranze sì.
Accusa: comperi le spugne per disfarle e farne delle altre. Sembra una malattia mentale.
Difesa: non ho comperato le spugne con l'intento di disfarle. Le volevo usare tali quali, ma non mi sono trovata bene. Le avevo lì da anni, perché non mi decidevo a buttarle e non riuscivo ad usarle, così finalmente le ho trasformate ed ora le uso.
I materiali usati sono: spugne "arrotolate", che non riuscivo ad usare quindi erano da buttare, gommapiuma, che era di recupero, quindi se non l'avessi recuperata sarebbe stata buttata via da tempo.
Il panno in microfibra era ancora utilizzabile anche intero, ma mi è servito per migliorare le spugnette.
Non intendo indurre nessuno ad acquistare spugne o ombrelli o quant'altro per disfarli, né pretendo che altri prendano esempio da quello che scrivo.
Mi piacerebbe che qualcuno sia spronato ad evitare gli sprechi, quello sì. Capita a tutti di acquistare un oggetto credendolo utile e poi di ricredersi. Nel caso invito a:
-darlo a qualcuno che lo usa personalmente
-cercare un uso alternativo, anche eventualmente per le singole parti che lo compongono
-darlo a qualcuno che lo sa recuperare o riutilizzare in altro modo
-se proprio non ci sono utilizzi possibili, smaltirlo nel modo migliore, separando i vari materiali che lo compongono per gettarli nel cassonetto giusto
- ricordarsi di non riacquistare quel prodotto in futuro.
Mi dispiace di non essere riuscita a spiegarmi e ringrazio chi mi ha dato l'opportunità di riprovarci.
venerdì 14 luglio 2017
Capperi, temporale e pulizia del parco
Un paio d'ore fa c'è stato un forte temporale con grandine e vento. Mi sono svegliata per il rumore, erano caduti dei grossi vasi, così sono uscita a raccoglierli e a riparare qualcosa. Non riesco a vedere nulla nell'orto, ma temo che stavolta si sia salvato ben poco.
Credo di non aver mai visto un vento tanto forte.
E' caduto persino un vaso di epiphyllum che era nella zona più riparata del portico, e un limone in un vaso pesantissimo.
Così ho perso il sonno e approfitto per questo aggiornamento.
L'altro avvenimento che annoto riguarda la ripulitura del parco dalle infestanti. l'impresa che credevo impossibile!
Mi ero lamentata anche sul blog della situazione disastrosa del parco.
Per diversi anni abbiamo cercato di tenere pulita almeno la zona vicina a casa, ma la salute non è il massimo e le infestanti (Parthenocissus, Phytolacca americana e Luppolo) sono molto veloci.
Inoltre uno dei precedenti temporali aveva abbattuto un gruppo di alberi di fico.
Davvero impossibile lasciare ancora degenerare la situazione. Ho avvisato il Comune e in breve tempo hanno mandato a ripulire con grande dispiego di uomini e mezzi, che in due giorni hanno fatto il lavoro.
Ci sono ancora molte piante di parthenocissus, che a poco a poco toglierò, e mi dispiace che abbiano tagliato alcune piante e una macchia di canne, ma la perfezione non esiste, e sono lieta che il lavoro sia stato fatto.
La maggior parte dei cespugli non è sopravvissuta al malefico abbraccio delle infestanti. E' rimasto solo il viburnum opulus, che ora è completamente spoglio, ma spero che prendendo sole e aria si riprenderà.
La bella novità nell'orto è la fioritura del cappero. Da 40 anni provo a coltivare il cappero e questi sono i primi fiori. Per altri è la norma, ma per me è una grande soddisfazione.
Spero di non aver fatto troppi errori, il sonno incombe.
Credo di non aver mai visto un vento tanto forte.
E' caduto persino un vaso di epiphyllum che era nella zona più riparata del portico, e un limone in un vaso pesantissimo.
Così ho perso il sonno e approfitto per questo aggiornamento.
L'altro avvenimento che annoto riguarda la ripulitura del parco dalle infestanti. l'impresa che credevo impossibile!
Mi ero lamentata anche sul blog della situazione disastrosa del parco.
Per diversi anni abbiamo cercato di tenere pulita almeno la zona vicina a casa, ma la salute non è il massimo e le infestanti (Parthenocissus, Phytolacca americana e Luppolo) sono molto veloci.
Inoltre uno dei precedenti temporali aveva abbattuto un gruppo di alberi di fico.
Davvero impossibile lasciare ancora degenerare la situazione. Ho avvisato il Comune e in breve tempo hanno mandato a ripulire con grande dispiego di uomini e mezzi, che in due giorni hanno fatto il lavoro.
Ci sono ancora molte piante di parthenocissus, che a poco a poco toglierò, e mi dispiace che abbiano tagliato alcune piante e una macchia di canne, ma la perfezione non esiste, e sono lieta che il lavoro sia stato fatto.
La maggior parte dei cespugli non è sopravvissuta al malefico abbraccio delle infestanti. E' rimasto solo il viburnum opulus, che ora è completamente spoglio, ma spero che prendendo sole e aria si riprenderà.
La bella novità nell'orto è la fioritura del cappero. Da 40 anni provo a coltivare il cappero e questi sono i primi fiori. Per altri è la norma, ma per me è una grande soddisfazione.
Spero di non aver fatto troppi errori, il sonno incombe.
lunedì 3 luglio 2017
La scoperta dell'acqua calda
Una breve apparizione!
Domande difficili? Imprese impossibili? In questo caso tutto si è risolto.
Stamattina stavo sgusciando dei semi di zucca.
Un lavoraccio.
Nel frattempo stavo rassodando l'albume d'uovo per pranzo e... idea! L'acqua calda.
Ho gettato qualche seme nell'acqua in ebollizione e, dopo qualche istante, si sono sbucciati facilmente.
Gli altri li ho messi nell'acqua calda ma non bollente.
Li ho lasciati un po' più a lungo, ma solo perché avevo altro da fare e non sono riuscita a provare immediatamente.
Anche i secondi si sono sgusciati benissimo!
Un paio d'anni fa cercavo in rete il sistema per facilitare l'operazione, ma non avevo trovato nessun sistema adeguato alla mia situazione.
Io non uso tantissimi semi di zucca, non mi serve uno sgranatore automatico.
Questo metodo invece è validissimo.
Non so se i semi possano subire una degradazione stando in acqua calda. Non credo, alcuni li mangiano addirittura tostati, e non mi risultano decessi dovuti all'ingestione di semi di zucca tostati!
Scusate le foto pessime. Oltre ad avere usato il cellulare che fa foto scadenti, perché quello decente non si è acceso (GRRR.) era settato per una risoluzione bassissima.
Nella foto, dall'alto verso il basso:
I tegumenti rotti e con pezzetti di seme rimasti attaccati durante il tentativo di sgusciarli mentre erano secchi,
I semi ammollati in acqua calda non bollente
L'interno del seme ammollato e sgusciato
I tegumenti ammollati e sgusciati
L'interno del seme ammollato: tutti sono interi
Buone vacanze a tutti! Ci vediamo alla prossima scoperta... o alla prossima orchidea.
p.s. Di una bulbosa, forse proprio un'orchidea, mi sono persa la fioritura, accidenti!!! Ho troppo da fare, non riesco nemmeno a controllare i miei fiori... :-(((
Domande difficili? Imprese impossibili? In questo caso tutto si è risolto.
Stamattina stavo sgusciando dei semi di zucca.
Un lavoraccio.
Nel frattempo stavo rassodando l'albume d'uovo per pranzo e... idea! L'acqua calda.
Ho gettato qualche seme nell'acqua in ebollizione e, dopo qualche istante, si sono sbucciati facilmente.
Gli altri li ho messi nell'acqua calda ma non bollente.
Li ho lasciati un po' più a lungo, ma solo perché avevo altro da fare e non sono riuscita a provare immediatamente.
Anche i secondi si sono sgusciati benissimo!
Un paio d'anni fa cercavo in rete il sistema per facilitare l'operazione, ma non avevo trovato nessun sistema adeguato alla mia situazione.
Io non uso tantissimi semi di zucca, non mi serve uno sgranatore automatico.
Questo metodo invece è validissimo.
Non so se i semi possano subire una degradazione stando in acqua calda. Non credo, alcuni li mangiano addirittura tostati, e non mi risultano decessi dovuti all'ingestione di semi di zucca tostati!
Scusate le foto pessime. Oltre ad avere usato il cellulare che fa foto scadenti, perché quello decente non si è acceso (GRRR.) era settato per una risoluzione bassissima.
Nella foto, dall'alto verso il basso:
I tegumenti rotti e con pezzetti di seme rimasti attaccati durante il tentativo di sgusciarli mentre erano secchi,
I semi ammollati in acqua calda non bollente
L'interno del seme ammollato e sgusciato
I tegumenti ammollati e sgusciati
L'interno del seme ammollato: tutti sono interi
Buone vacanze a tutti! Ci vediamo alla prossima scoperta... o alla prossima orchidea.
p.s. Di una bulbosa, forse proprio un'orchidea, mi sono persa la fioritura, accidenti!!! Ho troppo da fare, non riesco nemmeno a controllare i miei fiori... :-(((
lunedì 17 aprile 2017
Orchis purpurea
S.A.R. mi ha fatto l'onore di fiorire nel mio giardino.
Non è un onore da poco. Pare che le orchidee spontanee necessitino per vivere e fiorire di una rara combinazione di fattori, tra cui particolari simbiosi micorriziche.
Mi inchino alla sua bellezza e la celebro fotografandola, anche se con risultati ben lontani da quelli che Sua Maestà meriterebbe.
Non è un onore da poco. Pare che le orchidee spontanee necessitino per vivere e fiorire di una rara combinazione di fattori, tra cui particolari simbiosi micorriziche.
Mi inchino alla sua bellezza e la celebro fotografandola, anche se con risultati ben lontani da quelli che Sua Maestà meriterebbe.
giovedì 16 marzo 2017
Contrattempi e primi fiori
Ora che finalmente si vedono i primi fiori io non ho tempo per pubblicarli.
Continuo a vangare, estirpare infestanti, cacciare limacce, trapiantare, raccogliere, togliere il secco.
Mi sono rassegnata ad avere sempre qualche piantina a sorpresa.
L'esatta etichettatura è la mia impresa impossibile, ma veramente quest'anno non avrei potuto fare di meglio. Ho etichettato con attenzione maniacale, e mettendo il cartellino nelle bustine con zip finora non ne ho ancora perso nessuno.
Così mi sorge il dubbio di avere ricevuto dei semi sbagliati.
Penso che "qualcuno" abbia riempito diverse bustine con semi di cavolo mettendo poi su ognuna un nome diverso. Non è possibile che io abbia seminato 30 varietà diverse ed abbia ottenuto quasi solo cavoli!
Ieri, per esempio, ho seminato dei semi di asparagi, e a me paiono anch'essi di una qualche brassicacea. Se prima non ci badavo e rimanevo sorpresa ad ogni nuovo cavolo spuntato, ora starò addosso a questi "asparagi", Saranno i miei sorvegliati speciali, e se e quando spunteranno vedremo cosa ne nascerà.
Io non capisco le Bergenie. Ho cercato, ho chiesto, ma non riesco a far corrispondere le loro caratteristiche alle descrizioni delle varietà.
La prima foto è più precoce e ha fiori penduli
Piccolo e meraviglioso l'Iris unguicularis cretensis. Ogni giorno uno o due fiori.
Continuo a vangare, estirpare infestanti, cacciare limacce, trapiantare, raccogliere, togliere il secco.
Mi sono rassegnata ad avere sempre qualche piantina a sorpresa.
L'esatta etichettatura è la mia impresa impossibile, ma veramente quest'anno non avrei potuto fare di meglio. Ho etichettato con attenzione maniacale, e mettendo il cartellino nelle bustine con zip finora non ne ho ancora perso nessuno.
Così mi sorge il dubbio di avere ricevuto dei semi sbagliati.
Penso che "qualcuno" abbia riempito diverse bustine con semi di cavolo mettendo poi su ognuna un nome diverso. Non è possibile che io abbia seminato 30 varietà diverse ed abbia ottenuto quasi solo cavoli!
Ieri, per esempio, ho seminato dei semi di asparagi, e a me paiono anch'essi di una qualche brassicacea. Se prima non ci badavo e rimanevo sorpresa ad ogni nuovo cavolo spuntato, ora starò addosso a questi "asparagi", Saranno i miei sorvegliati speciali, e se e quando spunteranno vedremo cosa ne nascerà.
Io non capisco le Bergenie. Ho cercato, ho chiesto, ma non riesco a far corrispondere le loro caratteristiche alle descrizioni delle varietà.
La prima foto è più precoce e ha fiori penduli
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Piccolo e meraviglioso l'Iris unguicularis cretensis. Ogni giorno uno o due fiori.
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| Un altro Narciso |
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| Il primo Muscari |
martedì 12 gennaio 2016
SEMI!!!
Ieri sera mi sono dedicata al riordino, inventario e classificazione dei semi, cosa totalmente estranea alla mia natura, e che quindi mi pesa.
Niente di complicato, per carità, solo che non mi piace farlo e continuo a trovare scuse per procrastinare questa utile operazione.
In particolare mi sono dedicata ai semi di pomodoro, dividendo quelli che dovranno cedere il turno, quelli che mi piacerebbe seminare e quelli che assolutamente dovrò seminare.
In questa ultima categoria vanno gli irrinunciabili: cuore di bue rosa di Berna, Vanda 2006, Ivo il grande, Tondo saporito, Corno di bue, Black russian con raggi. Con grande dispiacere ho dovuto rinunciare al Serendipity e per il secondo anno di fila ai miei Lanternini.
A questi si aggiungono altre nuove varietà non ancora provate ma che meritano di esserlo, per evitare di rischiare il loro deterioramento: Verna orange, Giant Belgium, Ultimate giant, Giant Oxheart, Dagmar's perfection
Ho operato una prima scelta anche per le cucurbitacee (ma qui dovrò rinunciare ancora a molto) e per le aromatiche. Inoltre ho suddiviso quei semi che potrò semplicemente spargere a dimora da quelli che necessitano di essere accuditi in semenzaio.
Fatto tutto questo... stamattina la grande sorpresa!
E' arrivata la busta della Banca dei semi, che pareva ormai dispersa, in quanto era stata spedita il 16 dicembre. Ho calcolato che ha viaggiato alla folle velocità di 4 km al giorno... fortunatamente stavolta ha avuto ragione il proverbio: "Chi va piano va sano e va lontano!"
All'apertura della busta sono stata investita da un delicato effluvio aromatico, come di una buona tisana.
Sono tuttora inebriata dalla moltitudine di bustine e non ho ancora ben realizzato in cosa consiste nello specifico la meravigliosa varietà di semi con cui tanti amici virtuali mi hanno omaggiata.
Adesso me le guardo pian piano e inizio a pensare a come seminare, e... le sorprese non sono ancora finite! Un'altra busta è in viaggio per me!
Niente di complicato, per carità, solo che non mi piace farlo e continuo a trovare scuse per procrastinare questa utile operazione.
In particolare mi sono dedicata ai semi di pomodoro, dividendo quelli che dovranno cedere il turno, quelli che mi piacerebbe seminare e quelli che assolutamente dovrò seminare.
In questa ultima categoria vanno gli irrinunciabili: cuore di bue rosa di Berna, Vanda 2006, Ivo il grande, Tondo saporito, Corno di bue, Black russian con raggi. Con grande dispiacere ho dovuto rinunciare al Serendipity e per il secondo anno di fila ai miei Lanternini.
A questi si aggiungono altre nuove varietà non ancora provate ma che meritano di esserlo, per evitare di rischiare il loro deterioramento: Verna orange, Giant Belgium, Ultimate giant, Giant Oxheart, Dagmar's perfection
Ho operato una prima scelta anche per le cucurbitacee (ma qui dovrò rinunciare ancora a molto) e per le aromatiche. Inoltre ho suddiviso quei semi che potrò semplicemente spargere a dimora da quelli che necessitano di essere accuditi in semenzaio.
Fatto tutto questo... stamattina la grande sorpresa!
E' arrivata la busta della Banca dei semi, che pareva ormai dispersa, in quanto era stata spedita il 16 dicembre. Ho calcolato che ha viaggiato alla folle velocità di 4 km al giorno... fortunatamente stavolta ha avuto ragione il proverbio: "Chi va piano va sano e va lontano!"
All'apertura della busta sono stata investita da un delicato effluvio aromatico, come di una buona tisana.
Sono tuttora inebriata dalla moltitudine di bustine e non ho ancora ben realizzato in cosa consiste nello specifico la meravigliosa varietà di semi con cui tanti amici virtuali mi hanno omaggiata.
Adesso me le guardo pian piano e inizio a pensare a come seminare, e... le sorprese non sono ancora finite! Un'altra busta è in viaggio per me!
domenica 25 ottobre 2015
Piante troppo rigogliose...
Purtroppo me ne devo liberare.
Lo spazio è poco, le regole tante, e quando le piante iniziano ad essere grandi e belle me ne debbo liberare.
Ho iniziato con l'estirpare due palme, un morus e altre cosette più piccole.
Le mie piante sono molto vicine tra loro, e questo rende difficile estirparle, inoltre ho problemi alle mani, e questo non mi aiuta.
Il lavoro più duro mi è toccato con le palme e le yucche, mentre con la rosa Laxa mi sono addirittura arresa.
Capisco perché di solito viene usata come portainnesto. Ha un tronco enorme e radici fortissime, se poi consideriamo che sono circondate da salvia, rosmarino, crategus, una vite e bulbose di diversi tipi, il tutto in uno spazio di 25x50 cm, anche i meno pratici di giardinaggio potranno capire che le radici di tutte queste piante sono diventate una massa unica e inestricabile.
Una vera impresa impossibile.
Lo spazio è poco, le regole tante, e quando le piante iniziano ad essere grandi e belle me ne debbo liberare.
Ho iniziato con l'estirpare due palme, un morus e altre cosette più piccole.
Le mie piante sono molto vicine tra loro, e questo rende difficile estirparle, inoltre ho problemi alle mani, e questo non mi aiuta.
Il lavoro più duro mi è toccato con le palme e le yucche, mentre con la rosa Laxa mi sono addirittura arresa.
Capisco perché di solito viene usata come portainnesto. Ha un tronco enorme e radici fortissime, se poi consideriamo che sono circondate da salvia, rosmarino, crategus, una vite e bulbose di diversi tipi, il tutto in uno spazio di 25x50 cm, anche i meno pratici di giardinaggio potranno capire che le radici di tutte queste piante sono diventate una massa unica e inestricabile.
Una vera impresa impossibile.
domenica 13 settembre 2015
Aggiornamento Halyomorpha halys
La cimice puzzolente, sfrattata circa un mese fa dai girasoli, ora ha invaso tutto l'orto.
Trovo danni solo sui pomodori e sui frutti di pepino, e tante cimici quasi ovunque.
Qui sui fiori di Canna Saphrane
In foto si vede poco, ma questo pepino è completamente rovinato.
Trovo danni solo sui pomodori e sui frutti di pepino, e tante cimici quasi ovunque.
Qui sui fiori di Canna Saphrane
In foto si vede poco, ma questo pepino è completamente rovinato.
Segue...
mercoledì 9 settembre 2015
Parco invaso
Ieri, dopo alcuni mesi, sono tornati a tagliare l'erba nel pezzettino di parco oltre la stradina.
In questo periodo di abbandono qualcosa di bello era successo. Era fiorita una Mirabilis jalapa (bella di notte) ed era riapparsa qualche pianta di ortica, che sembrava estinta.
Il taglio dell'erba non ha però restituito l'identità ai cespugli.
C'erano parecchie varietà di cespugli, che ora non sono più riconoscibili, soffocati dalla Phytolacca americana, dal Parthenocissus e dal luppolo.
In questa foto ci sono alcune piante di Viburnum opulus var. botanica e una Syringa vulgaris "sensation" ricoperti da strati su strati delle suddette infestanti.
Ecco che bei fiori aveva la Syringa, e come erano liberi i rami alla base, quando non era avvolta da piante strangolatrici.
Ah! alla sinistra si intravedono i fiori di Spirea! non la ricordavo nemmeno più, e più a destra ci sarebbe anche un Calycanthus.
Ora che l'erba è stata tagliata e ci si può avvicinare cercherò di liberare almeno un po', ma sarà un'impresa impossibile. Non riesco a fare nemmeno la metà di quanto dovrei fare nell'orto.
Ci proverò.
In questo periodo di abbandono qualcosa di bello era successo. Era fiorita una Mirabilis jalapa (bella di notte) ed era riapparsa qualche pianta di ortica, che sembrava estinta.
Il taglio dell'erba non ha però restituito l'identità ai cespugli.
C'erano parecchie varietà di cespugli, che ora non sono più riconoscibili, soffocati dalla Phytolacca americana, dal Parthenocissus e dal luppolo.
In questa foto ci sono alcune piante di Viburnum opulus var. botanica e una Syringa vulgaris "sensation" ricoperti da strati su strati delle suddette infestanti.
Ecco che bei fiori aveva la Syringa, e come erano liberi i rami alla base, quando non era avvolta da piante strangolatrici.
Ah! alla sinistra si intravedono i fiori di Spirea! non la ricordavo nemmeno più, e più a destra ci sarebbe anche un Calycanthus.
Ora che l'erba è stata tagliata e ci si può avvicinare cercherò di liberare almeno un po', ma sarà un'impresa impossibile. Non riesco a fare nemmeno la metà di quanto dovrei fare nell'orto.
Ci proverò.
venerdì 12 giugno 2015
Sono in ritardo con gli aggiornamenti
Anche quest'anno il cedro non farà frutti: questo è il suo secondo ed ultimo fiore ed entrambi sono già caduti.
Il primo fiore dell'Epiphyllum akermannii, o lingua di suocera.
Il rosso è un colore impossibile da fotografare (per me) soprattutto ora che uso il cellulare. Accetto trucchi in proposito.
Chi mi volesse suggerire di acquistare una fotocamera super extra lussuosa... no. Preferisco oggetti di cui non essere schiava.
Solo trucchi, please!
Da parecchio non metto aggiornamenti del mio esperimento di consociazione.
I fagioli vi si trovano a loro agio, sia i Lima che i Lazy housewife. Entrambi fanno molti fiori e hanno già parecchi baccelli,
I pomodori invece stentano e sono molto meno sviluppati degli altri, che sono stati trapiantati dopo.
Ho trovato pochissime cimici! E per ora nemmeno una sui legumi.
Il mio impegno dell'anno scorso ha dato i suoi frutti.
Fiorisce la cicoria biondissima
Questo è la mia impresa impossibile: vorrei far fiorire l'Anredera cordifolia, così ne ho messa una piantina in un microscopico vasetto (dovrò cambiarlo) sul muretto a Ovest, dove potrà godersi dei caldissimi ed assolati pomeriggi.
La crescita della liana non è velocissima.
La pianta in serra, la cui parte aerea era sparita in inverno, ha già prodotto una liana di almeno 5 metri, che tengo ben arrotolata su se stessa.
Quando ne raccolgo le foglie assume l'inquietante aspetto di un rotolo di filo spinato...
Certo quella ha tuberi ben più grandi, in grado di sostentare meglio la crescita, e ha a disposizione tanta buona terra.
I lupini stanno producendo parecchi baccelli.
Questa è la prima piantina fiorita di "begli uomini" (Impatiens balsamina)
Continuo ad estirpare piantine, quindi l'invito è ancora valido: se le volete venite a prenderle. L'anno scorso avevo anche altri colori, quindi ce ne saranno probabilmente anche quest'anno.
L'Echinacea purpurea è sempre più bella. Questo è sempre il primo fiore, (ma se ne stanno preparando altri). Qui è in compagnia della Camomilla pellegrina (Anthemis tomentosa) e della Coreopsis tinctoria a fiore doppio.
Aiuoletta accanto al "parcheggio". Si intravedono i nuovi boccioli di Echinacea.
Tanacetum niveum (quasi tutto, c'è una pianta di parthenium infiltrata) sempre nell'aiuoletta zona "parcheggio"
Uva americana
Water convolvulus. Sta producendo abbondantemente, se consideriamo che le piante sono proprio pochine. Mi piacerebbe vederlo fiorito - niente di che, è un convolvolo, i fiori sono "campanelle" per ottenere i semi, perché non ne ho altri.
So già che non supera l'inverno in serra.
Potrei provare, in caso di necessità, a talearla, per farla svernare in casa.
Visto che il nome botanico è Ipomoea aquatica penso che in idrocoltura si troverà benissimo.
Le mie semine di Brassicacee sembrano andate a buon fine.
Avevo riseminato il Broccolo Marcantonio di Mirko, che la prima volta era stato completamente annientato, non so da chi, poi ho seminato il cavolo verza di Verona e... quell'altro cavolo di cui mi sfugge il nome, sempre di Liliana.
Sono tutti spuntati, si spera che non verranno anch'essi eliminati
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