Mi sono sempre piaciuti i fiori di capperi. Fin da prima di realizzare che quei piccoli pallini verdi e bruschi, che proprio non mi piacevano, fossero i boccioli degli stupendi fiori che vedevo sul catalogo di Ingegnoli.
Già. I capperi, intesi come prodotto alimentare, mi piacciono solo da quando ho scoperto che metterli sotto aceto non è obbligatorio.
Torniamo alla pianta.
La prima volta che andai da Ingegnoli da sola, chiesi anche una bustina di semi di cappero. Mi dissero che i semi non sarebbero germogliati e mi appiopparono una piantina, avvertendomi che sarebbe morta subito, ma che almeno l'avrei vista. Da seme no, non l'avrei nemmeno vista.
Infatti morì.
Parecchi anni dopo, nel 2009, un amico partecipò al raduno organizzato da Paolo degli Amici dell'orto. Penso che quasi tutti qui l'abbiano conosciuto. Questo amico mi portò alcune piantine di Paolo, e tra queste un cappero.
Seguendo le indicazioni di Paolo, lo piantai in vaso, mettendoci prima dei sassi grossi, poi ghiaia sempre più sottile, e spolverando infine la superficie del vaso con poca terra.


In inverno mettevo il vaso in serra. Visse alcuni anni, ma non fiorì.
Nel 2012 un'amica virtuale, alla quale sono molto affezionata, mi spedì da Lecce una buona quantità di semi di cappero.
Io "sapevo" che i semi di cappero non nascono... così li buttai tutti nel vaso di una pianta da appartamento, mi pare in gennaio, o comunque quando non era assolutamente la stagione delle semine.
Ne nacquero alcune... migliaia.
Li ho poi trapiantati in serra. In queste foto sono ancora piccoli, ma poi sono cresciuti.
Ora stanno benissimo e fioriscono!


Dall'anno scorso ho iniziato a raccogliere i boccioli

io li trovo davvero buoni, migliori di quelli acquistati


Da quest'anno conservo anche le foglie

L'amica che mi diede i semi mi suggerisce di trapiantarli sulla stradina, ma io non mi fido. Stanno troppo bene, lì, e temo di perderli.
Se avrò altri semi proverò, ma ora come ora non voglio rischiare.






































