venerdì 19 giugno 2020

Cianoacrilato e ruggine

Amo la colla, lo scotch, e tutto quello che mi consente di assemblare i vari materiali, aghi e fili compresi. 

Ho colle e scotch di tutti i tipi e di tutte le grandezze, soprattutto biadesivi, (semplici, spugnosi, oppure nanotecnologici, quello che - ahimé - costa un patrimonio. Ma allo scotch non posso rinunciare). Ho anche rotoli enormi da quasi un chilo, per fortuna del tipo economico.

Da poco ho scoperto la colla per le unghie finte. Per quanto io ne possa sapere, è un normale cianoacrilato, ma molto maneggevole, confezionato in piccoli flaconcini da 2 millilitri. Molto comodi da usare: si possono aprire tagliando la punta del beccuccio oppure svitando il tappo che chiude il fondo. Stavolta l'ho usato per riparare la pietra cote che mi era caduta, con ottimi risultati: quasi non si vede il segno di rottura. 



...e per una ciotola che serve solamente a rialzare un vaso. La riparazione è tutt'altro che perfetta, e la ciotola stessa era già orrenda di suo, quindi li sotto nessuno noterà la brutta riparazione. 





La ruggine è quella dell'Acetosa. Se vi dovesse capitare, non esitate a eliminare tutta la parte aerea. Io ero stata costretta ad esitare, non accadrà più. In pochi giorni la pianta si é rinnovata e  non porta più alcun segno della malattia.


Il cartellino indica dove avevo seminato i Dolichos Lablab, che non sono nati. proprio lì sotto il trifoglio? Sì, perché mi era stato dato per spacciato.

2 commenti:

  1. Riparare oltre che ecologico dà pure una illusione di vittoria contro il tempo.

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    1. E mi consente di rinviare le spiegazioni con la padrona della ciotola. Spero per molto tempo.👍

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Grazie per il tuo commento.

26 maggio

Ben nascosto sotto a questa piantina di cui non ricordo il nome, c'è un Chamaecereus Silvestrii fiorito. Fave