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venerdì 28 febbraio 2020

"Pelare" la zucca

Questo titolo mi ricorda uno dei film della serie di Peppone e Don Camillo.
Quando ero bambina li vedevo sempre assieme a mio papà. Costituiscono uno dei pochi momenti divertenti della mia infanzia, e li ricordo praticamente a memoria.
In un episodio, la vecchia maestra, la signora Cristina, caccia il sindaco Peppone, intimandogli: "Ti do tante bacchettate che ti pelo la zucca!"


No, la mia non è quel tipo di zucca, è una barucca! e si pela in un altro modo.

Questo argomento mi è stato suggerito. Non fa parte a pieno titolo della serie "Posta del cuore di bue" perché la persona che me ne ha parlato sono certa che non pelerà mai una zucca, ma è pur sempre una domanda. Se lei che non ne ha bisogno ha avuto la curiosità di sapere come si fa, forse può essere di aiuto a qualcuno che le zucche le pela davvero.

Ormai parecchi giorni fa, ero al telefono con questa mia amica. Erano quasi le 19, e mi chiese cosa avrei cucinato per cena.
Pasta con la zucca...
"Ma sei matta??? A che ora mangi, alle nove?!?!?"
Invece, mezz'ora dopo ero a tavola, con davanti la mia pasta.

Io utilizzo diverse strategie, per sbucciare le zucche difficili, e la barucca lo è, perché è dura, e la superficie è discretamente bollosa.
Prima la taglio a metà e tolgo i preziosi semi, ovviamente!
Poi posso decidere di affettarla con l'affettatrice, a fette di circa mezzo centimetro. In questo modo le protuberanze della buccia si possono aggredire più facilmente con un normale pelapatate.

Fette sottili tagliate con l'affettatrice e pronte da sbucciare

Se non ho voglia di usare l'affettatrice, o se mi servono pezzi più grandi, taglio delle fette un po' più spesse con il coltello, e le metto a cuocere un po', in poca acqua oppure a microonde.
In questo modo la zucca si ammorbidisce e posso sbucciarla più facilmente.
Dopo sbucciata taglio la polpa secondo necessità e finisco di cuocerla.


Fette spesse tagliate con il coltello e parzialmente cotte in poca acqua









venerdì 17 gennaio 2020

Gomitolo a doppio svolgimento

Non so come definirlo! Gomitolo a doppio svolgimento è un termine che ho inventato adesso. Nessuno mi ha insegnato come si chiama.
Chi conosce il nome corretto me lo comunichi, grazie!

A volte abbiamo una grande quantità di filato e possiamo utilizzare tanti gomitoli diversi per lavorare le varie parti, senza badare al risparmio.
Altre volte rimaniamo con una piccola quantità di filo e dobbiamo finire di lavorare le due maniche. Il filo rimasto è proprio poco, vogliamo lavorare le maniche assieme, un po' perché di solito si fa così, e a maggior ragione per ottimizzare al massimo il poco filato a disposizione e non sprecarne nemmeno un centimetro.
Come fare per dividerlo esattamente, in modo da poterlo utilizzare fino all'ultimo senza riempirlo di nodi e lavorando in contemporanea per regolarsi meglio?
Avevo una cara zia abilissima nel dividere i gomitoli in due o anche in tre parti uguali, e non ne sprecava mai più di un paio di centimetri. Ora la zia non c'è più, io non ho tale abilità, e credo che nessuna tra noi "giovani" possa nemmeno aspirare a raggiungere un tale grado di precisione.
Così se devo usare un solo gomitolo per lavorare due pezzi diversi in contemporanea ricorro a questo piccolo trucco: avvolgerlo in modo che si possa usare sia dall'esterno che dall'interno.
Niente sprechi e niente nodi superflui.

Proprio ieri ero dalla mia amica "non tecnologica" che aveva questo problema.
Ho iniziato a prepararle questo tipo di gomitolo ma la cosa le ha provocato un attacco di panico.
Ora il suo gomitolo è una cosa ibrida: da una parte quello originale, dall'altra quello che le stavo preparando io.
É rimasta così sconvolta che non ho nemmeno potuto rimediare e far tornare il tutto come prima. Ho dovuto mollare il gomitolo cosí com'era.
Mi spiace di averla sconvolta così tanto, non mi sembrava una cosa tanto terribile.
Le persone meno sensibili sicuramente potranno giovarsi di questo sistema.

Si inizia avvolgendo il filo su tre dita, tenendo il capo fermo in modo che esca dal gomitolo


Continuare avvolgendo in modo incrociato. Quando il gomitolo raggiunge questa dimensione si possono sfilare le dita e continuare ad avvolgerlo normalmente, ovviamente evitando che il capo venga inglobato nel gomitolo.
Non va avvolto molto stretto.


Alla fine questo gomitolo si può usare sia dall'interno, tirando il capo che si è tenuto da parte, che dall'esterno,

Provate,  e vedrete che non c'è niente di cui avere timore. Al limite, se proprio non dovesse funzionare, la lana è perfettamente avvolta, senza nodi né grovigli, e può essere utilizzata anche solo dall'esterno.

P.s.  l'etichetta 'fallimenti' è perché ho fallito nell'aiutare la mia amica. Ci sono rimasta troppo male! Questo sistema però è validissimo.

venerdì 30 agosto 2019

Profumatore solido (poco efficace)

Per la rubrica "La posta del cuore di bue"
Un amico mi ha chiesto come fare un profumo per ambiente solido, per paura che il gatto se lo mangiasse.
A parte che non credo che un gatto si possa mangiare del sale o bicarbonato profumato... ho provato una formulazione solida.
Per mancanza di ingredienti ho preparato solo una piccolissima quantità di pasta con bicarbonato, amido di frumento e acqua, cotti pochi secondi (piccolissima quantità) a microonde. Ne è uscita una pasta modellabile morbidissima.

Ho aggiunto una discreta quantità di olio essenziale di lavanda. In proporzione alla piccola quantità di pasta ne ho messo proprio tanto. Ho fatto una formina e l'ho lasciata asciugare.


Direi che è stato un fallimento. Il profumo si sente solo odorandolo direttamente, di certo non profuma una stanza. Forse giusto un cassetto.
Non so come si sia comportato in seguito, l'ho dato a quel mio amico.

giovedì 27 giugno 2019

Accendini e vecchie foto

La Posta del cuore di bue prosegue anche dall'ospedale.
Spero che a nessuno di voi serva questo consiglio, perché... io mi vergogno a darlo, a me pare troppo semplice ed ovvio! Ma a una persona è stato utile, quindi non si sa mai.
Anche io non capisco un'infinità di cose che per altri sono semplici e ovvie.

Un'amica, per una serie di sfortunate coincidenze, aveva notato che il suo accendigas era scarico e non aveva modo di sostituirlo. Era disperata perché temeva di non potere cucinare.
"Non ho neanche in casa il tonno... "
si lamentava, affamata.
Le ho suggerito di accendere ugualmente il gas.
"Ma non fa la fiamma!!!"
Non importa se l'accendino non fa la fiamma, basta che faccia la scintilla. Hanno sempre venduto accendini con la sola scintilla...
Il fornello emana il gas, l'accendino fa la scintilla e accende il gas del fornello.

Vabbé, dopo aver cancellato anche quella minima traccia di credibilità che possedeva la mia rubrica di consigli, non mi resta che mettere qualche vecchia foto, in attesa di vedere cos'è accaduto di recente nell'orticello.











domenica 9 giugno 2019

Riconoscere la camomilla

Questo post esce postumo. La mia camomilla non c'è più.
Sono passati i solerti giardinieri comunali, che l'hanno rasata a terra e ne hanno eliminato i resti.
Probabilmente il suo fiore così volgare rischiava di offendere le delicate pupille dei passanti.
Ero giusto riuscita a fotografarla.

Alcuni chiedono: "Posso far la camomilla con le margherite?"
Direi di no. Ci puoi fare un infuso di margherite, ma io non so se tutto quello che ritieni essere una margherita sia commestibile.
La camomilla ha odore di camomilla. Ha un odore di camomilla, ma proprio proprio, davvero davvero, molto molto intenso.
Ci sono diverse varietà di camomilla, la mia era così:









giovedì 11 aprile 2019

Macro & micro (+ Echeveria agavoides)

La gentilissima LaLaura mi ha chiesto informazioni riguardo i potenti mezzi che utilizzo per le macro foto.

Ecco la lentina macro da applicare al cellulare tramite la pinzetta



Sto pubblicando in questi giorni alcune foto, vedi iris japonica.

Ecco la micro.

 Fornita anche di luce bianca e blu per illuminare il soggetto


La micro è poco pratica, poco utile e poco precisa, e necessita di soggetti veramente piccoli.
Non avevo nessun micro insetto in casa e ho fatto io da modella, questi sono miei capelli.



Si possono fare anche i video: il mio polso. Niente di interessante, meglio non cliccare.
https://vimeo.com/329896615

Aggiungo foto di Echeveria agavoides ricevuta in regalo.
😃


venerdì 5 aprile 2019

Orlo con l'unghia e Brunnera

Ritorna la "Posta del cuore di bue" con un'urgenza.
Una mia amica ha le dita tutte bucherellate, perché ha passato gli ultimi due giorni imbastendo gli orli piccoli delle lenzuola. Allora... ci sono tanti modi per cucire gli orli delle lenzuola, e nessuno di questi prevede l'uso dell'ago e del filo per imbastire.
Prima cosa: esistono dei piedini appositi per la macchina per cucire. Avvolgono l'orlo e lo cuciono nello stesso momento.
Poi c'è anche un altro sistema, che consiste nel ripiegare a mano la stoffa subito prima di inserirla sotto al piedino, quindi si piegano gli ultimi centimetri adiacenti al piedino e si cuce quel pezzetto.
Io ho il piedino per l'orlo, ma preferisco piegarlo a mano.
Se non si possiede il piedino e se non si ritiene di avere pratica sufficiente per ripiegare due volte l'orlino nell'istante esatto in cui lo si cuce, si può ripiegarlo una volta sola e fare una prima cucitura poi ripiegarlo una seconda volta e passare con una seconda cucitura.
Ci sono anche altri sistemi, ma questo non è un corso avanzato di orlatura a macchina, ci basta salvare le dita "della" Luisella.
Chi non si accontenta di quanto illustrato finora, è perché nelle sue vene anziché il sangue scorre la precisione. In tal caso si potrebbe prima segnarlo con l'unghia. Come stavo cercando di dire nel video, non so se ora ci siano metodi più moderni.
Secondo me il ferro da stiro non è un'opzione, perché è scomodo, è ingombrante e non garantisce la stessa velocità e comodità dell'unghia. Al limite si può dare in seguito una schiacciatina col ferro caldo, se proprio proprio il perfezionismo non vi dà tregua. Spero che dal video si riesca a capire, perché sinceramente il cellulare mi impicciava parecchio e non riuscivo ad inquadrare il posto giusto.
L'anteprima a volte compare e a volte scompare, ma un link dovrebbe esserci sempre.
Le unghie sono quelle di una contadina che ha appena raccolto tre kg. di cicoria...



Tanto per rimanere in tema con la Primavera aggiungo qualche macro dei microscopici e deliziosi fiorellini di Brunnera,

lunedì 29 ottobre 2018

Cucire quando la vista è scarsa

Non ho una vista d'aquila. Per cucire, a mano o a macchina, occorre infilare gli aghi, e questo a volte capita spesso. A macchina quasi sempre è solo per cambiare il colore, a mano perché le gugliate non possono superare una certa lunghezza. Così già dall'infanzia avevo inventato un metodo per mitigare questa fatica. Sì, inventato. Allora non c'erano tutorial su internet, e nemmeno la possibilità economica di acquistare molte riviste.
Poi ho scoperto che ovviamente anche altri lo fanno, nessuna,novità, ma se qualcuno avesse i miei stessi problemi potrebbe trarre vantaggio da questo metodo.
Si inizia lasciando sempre gli aghi infilati. Il più piccolo pezzetto di filo, quando è infilato in una cruna è un nostro alleato.
Basta unire al filo corto un nuovo filo, di colore uguale o diverso secondo le esigenze.
Per farlo si può usare un nodo alla tessitora, che è molto piccolo ma resistente, i capi si possono tagliare via senza che questo si sciolga.
Ma... a mio avviso non è cosa facile. Io so fare nodi e intrecci di vari tipi ma non il nodo alla tessitora.
Di nuovo c'è una soluzione. Basta fare un cappio, passarci il secondo filo attraverso, tirare i due capi del cappio. Si sentirà un piccolo schiocco, è il nodo che "si gira".
Il nodo alla tessitora in versione semplice è fatto.
Ma... e qui entra in gioco la solita rubrica della "Posta del cuore... di bue!"
La mia amica, (quella non tecnologica, che non usa nemmeno il cellulare) non sapeva fare il cappio, e non riuscivo a spiegarglielo. Nonostante io abbia una lateralizzazione mista, quasi ambidestra, il cappio lo so fare solo con la sinistra. E lei solo a destra.
Ecco come sono riuscita a farglielo capire: con il cavo delle cuffie
Si fa un cappio con il filo n. 1 (è indifferente: nuovo o vecchio, purché sia abbastanza lungo)



Il cappio è fatto. Nell'anello si passa l'altro filo. Dove io ho messo il dito

Si stringe il cappio fino a fare "girare" il nodo. Io ovviamente non ho nessuna intenzione di 'far girare'  il mio dito...

Ecco il corrispondente con il filo


Dopo aver tirato i capi del cappio e girato il nodo, con cautela lo si fa passare attraverso la cruna dell'ago.


Fatto. Ora si può tagliare via il filo vecchio e usare il nuovo. Oppure...
Se la stoffa non è fine e delicata si può continuare a cucire, come ho fatto io in queste foto, dove stavo cucendo un orlo a punto mosca su un jeans elasticizzato.
L'unico accorgimento: per fare in modo che il nodo passi attraverso la trama senza causare danni si deve cucire puntando nel tessuto non la punta, ma la cruna. Con un po' di attenzione lo si può fare, e senza nemmeno bucarsi.




Essendo il tessuto molto grossolano i pochi cm. di cucitura con filo triplo non causano alcun problema.

Perché? Semplicemente per pigrizia.
Per non affrancare il filo vecchio e quello nuovo.
Cucendo gli orli a mano faccio comunque dei nodi ogni pochi punti, per evitare che, in caso di rottura del filo, si disfi tutto loro. Eppure affrancare il filo vecchio e poi quello nuovo mi sembra troppo faticoso. La pigrizia fa strani scherzi...

Dietro si nota la rifinitura a tagliacuci. Sempre in azzurro,  ma è una cucitura diversa. Io sono una pessima blogger. Non ho tempo di fare esempi apposta per la pubblicazione, scatto foto a quello che sto cucendo davvero. Questa è diventata la mia gonna preferita.


Buon anno col... cotechino!

Prima cosa:  Tanti auguri a tutti! Buon 2026! Feliĉan novjaron! Per il nuovo anno mi sono regalata un cotechino fatto da me. Certo non assom...