mercoledì 24 agosto 2016

Un orto pieno di niente - L'amaranto

















Anche l'amaranto è una "verdura" che molte persone faticano a comprendere.
Ricordo la prima volta che acquistai i semi al supermercato e decisi di seminarli e addirittura di raccoglierne le foglie! i saggi coltivatori dei paraggi erano scandalizzati: l'amaranto è velenoso!
Chiesi informazioni agli Amici dell'orto, quelli virtuali, ed ebbi la conferma che le foglie di amaranto non solo non sono velenose, ma sono gradevoli al gusto.
Perché le ritenevano velenose? Lo scoprii solo un paio d'anni dopo:
Amaranto=amaro, amaro=veleno. L'amaranto è velenoso perché "ha il nome in testa"!
Per fortuna ci sono gli Amici dell'orto su internet, perché i miei veri vicini di orto a volte non sono molto affidabili.

Oltre ad avere un nome che può ingenerare confusione, l'amaranto ha anche un aspetto poco invitante. Quelle fogliacce così grosse e volgari, quei piccioli che sembrano tanto duri, quei ciuffi di foglie tanto fitti... no, nessun visitatore accetta di provare l'amaranto, così a loro avviso l'orto si conferma essere "pieno sì, ma di niente".

Eppure non gli trovo che meriti.
I semi si acquistano al supermercato nel reparto dei legumi.
Basta spargerne pochissimi nel terreno per ottenere tante belle piante.
Pochissimi, perché sono assai sottili, e perché preferisco non trapiantare le piantine.
Non ci ho mai visto nessun parassita e l'unica manutenzione che richiedono è la raccolta regolare delle foglie, perché se si aspetta troppo ingialliscono. La produzione è abbondandissima, con foglie fitte e internodi molto ravvicinati.
Sono buone cucinate in tutti in modi.

Uso le foglie per condire la pasta o il riso, le ho aggiunte alle polpette di pesce (sono bruttissime anche loro, mi rendo conto! Ma erano buone. Non ho mai il tempo per fare delle belle polpette lisce e regolari).




e ho usato i piccioli lessati, come se fossero spaghetti.
Non come patetico tentativo di imitazione della pasta, perché li considero una cosa diversa e sicuramente migliore: sono ancora più buoni e delicati delle foglie.





Un invito a provare l'amaranto!

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