mercoledì 19 febbraio 2020

É primavera

Quest'anno non è necessario aspettare il 21 marzo, e nemmeno il 21 febbraio. Da qualche giorno è arrivata la Primavera.

I gechi sono tornati a passeggiare sulla parete delle scale

Sono fiorite le Bergenie, la foto è di qualche giorno fa, adesso Sono fiorite davvero, ma non ho  avuto il tempo di rifarla.



Stanno fiorendo anche gli ellebori ibridi



Ogni giorno raccolgo erbe o verdure

 le mie piantine crescono di giorno in giorno



...e da ormai una settimana lascio i miei semenzali giorno e notte in serra fredda.
Grazie al mio fantastico termometro con memoria, vedo che in serra la temperatura minima notturna è sempre di 2°. Da quando ha smesso di gelare in serra, li ho lasciati sempre lì.



Ho anche fatto tantissime semine, in grandi contenitori improvvisati, visto che sono rimasta sprovvista dei miei preferiti. Non servono foto perché per ora non si vede nulla.

lunedì 17 febbraio 2020

Parco della Besozza 1

Il parco della besozza è stato creato in un'ampia area un tempo agricola, che era stata resa  edificabile a colpi di tangenti e in seguito diventata  area di verde pubblico, ospitante piante autoctone e coltivazioni lasciate poi in campo, a disposizione degli animali.
Non sarà l'ottava meraviglia del mondo, e Le cascine sono in stato di grave abbandono, quasi completamente distrutte dal tempo e inglobate dai vegetali, ma  siamo contenti di avere questo parco a disposizione.  Per chi volesse saperne di più, mi sembra che una descrizione piuttosto completa del  progetto si possa trovare in questa tesi, dal cap. 5.1.
Tesi Jacopo Zurlo

Fotografato in diversi giorni ed orari.















Besozza e foschia












domenica 16 febbraio 2020

Vespula germanica, regina

Le foto risalgono al 3 febbraio, come sono in ritardo!

Una regina di Vespula germanica, forse attratta dal profumo della marmellata di azzeruoli.


La Vespula germanica è più aggressiva della Polistes, si nutre di insetti e frutta e i suoi nidi possono diventare anche piuttosto grandi.




sabato 15 febbraio 2020

Legno e ferro

Questo blog dovrebbe cambiare nome.
"Recupero rottami" sarebbe più adeguato.

Sto cercando di liberarmi al più presto dei rami di Mirabolano, almeno di quelli più sottili. Sono pochi i rami mezzani, c'è il tronco grosso e un'infinità di ramoscelli sottili e contorti.
Mi verrebbe scomodo raccoglierli in cassette e darli alla vicina con la stufa a legna, perché occupano molto spazio, non si possono mettere in modo ordinato. Poi le ho già dato molta legna da ardere, e ormai lei accende la stufa solo raramente.
Ho provato a tritarli per farne pacciamatura, ma i ramoscelli sono ancora troppo elastici. Dovrò trovare un posto dove lasciarli asciugare. Dovrò anche iniziare a vangare l'orto, per quello devo liberarlo. Per ora mi sto occupando della parte vicina alla stradina, ma i rami non possono stare lì in eterno.

Il ferro é da stiro, ed è di una vicina.
Ieri sono andata alla piattaforma ecologica per buttare alcune cose. Ho sempre molti rottami... in particolare avevo molti scheletri di ombrelli, quelli cui tolgo il tessuto, che poi uso per fare le borse da ombrello. Avevo anche molto olio usato.
Le vicine tanto gentili, sanno che faccio il sapone da bucato e mi forniscono il loro olio usato, ma a volte è decisamente troppo usato! Capisco che lo filtro e lo "lavo" facendolo bollire con acqua, ma quello che è troppo è troppo. In questi casi la discarica è l'unica soluzione.
Avevo anche dei calcinacci, che erano stati abbandonati in una scatola sul ciglio della strada. Insomma, era proprio ora di fare un minimo di pulizia, visto che una completa è impossibile.
Così una vicina mi ha chiesto di buttare anche il suo ferro da stiro con caldaia, perché non faceva più vapore.
Le ho proposto un esperimento.
Sarebbe vietato usare prodotti anticalcare nella caldaia, ma visto che questo ferro era comunque pronto per il suo ultimo viaggio, ho provato. Ci ho messo dell'acqua con acido citrico. Penso che stia funzionando. Il ferro sta espellendo una sostanza densa, che penso sia calcare disciolto. Si vede qualche piccolo sbuffo di vapore e si sente anche un certo aroma. Penso che lei aggiungesse qualche sostanza profumata all'acqua. Anche i profumi non sarebbero ammessi.


Chissà se in foto si vedono il vapore e il deposito calcareo.
Ovviamente questo è solo un esperimento, su un ferro che era da buttare. Se il produttore non ammette l'uso di anticalcare, sicuramente in un ferro ancora  buono i suoi danni li fa.

Domani (o nei prossimi giorni) vorrei pubblicare un post con tantissime foto scattate nel parco della Besozza.
E' un preavviso, così chi non volesse perdere tempo e consumare traffico dati, può evitare di aprirlo.













venerdì 14 febbraio 2020

Borsa, lattuga, etc.

Non posso passare tutto il giorno smembrando il ramo tagliato, così alterno con altro.
Ho raccolto la borragine e ho fatto ottime crocchette con un delizioso grano saraceno, di cui forse racconteró altrove.
Ho seminato un po' di lattuga (ieri in serra, oggi all'aperto) e ho adattato una borsa.

Mi piaceva questa borsetta a mano, sia il tessuto che il disegno con elefantini e triangoli.

Il problema è che io non posso portare le borse a mano. Le mie mani e braccia non sono "a posto" e devo scegliere in cosa impegnarle. Soprattutto quando già le impegno potando gli alberi, se poi passeggio devo appoggiarle alla borsa come fosse un tutore, non posso portare né le braccia né la borsa.
Così ho acquistato la borsa, e le ho aggiunto una tracolla.

Lo stile della tracolla non si abbina a quello della borsa, ma ho pensato che tanto questa borsa è di poco pregio, e durerà al massimo una quindicina di giorni.

Per applicarla ho dovuto scucire la fodera. Così ho notato che le cuciture erano veramente deboli. Ho ripassato le cuciture a mano, ho attaccato la tracolla con uno scotch speciale, poi ho cucito a macchina il contorno delle placchette, e a mano l'attaccatura della cinghia, perché lo spessore era troppo alto e non passava sotto il piedino della macchina per cucire.
Cosí ho usato uno dei miei attrezzi favoriti.

Sarebbe per il cuoio, non è di certo adatto ad una cinghia di polyester, ma si fa quel che si può. Adesso

Mi sono arrangiata anche per quanto riguarda il filo. Da qualche parte dovrei avere un avanzo di ottimo filo da calzolaio,  ma non sono riuscita a trovarlo. Ne avevo comperato parecchio decenni fa, nero e nocciola, e l'avevo usato per lavorare una borsetta bicolore a uncinetto. So di averne avanzato, ma chissà dov'è. Così, per non iniziare un pellegrinaggio stressante alla ricerca di dove acquistare un filo adatto, ho preso 6 capi di filo comune, quello dei coni per la tagliacuci, li ho torti (attaccandoli  alla maniglia della finestra) e ritorti assieme, ed ho ottenuto un filo sostitutivo, non perfetto ma forse accettabile.


Nel pomeriggio niente degno di nota.





É primavera

Quest'anno non è necessario aspettare il 21 marzo, e nemmeno il 21 febbraio. Da qualche giorno è arrivata la Primavera. I gechi sono t...