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venerdì 29 settembre 2017

Qualche fioritura

Dopo un'estate disastrosa qualcosa nel giardino si sta risvegliando.
Ho scattato alcune foto ma non ho tempo per ridimensionarle tutte assieme, così inizio col pubblicarne alcune.

Oltre ai girasoli, che già avete visto

Finalmente qualche sparuto fiorellino della Choysia ternata.



Cosmos


I semi di Lisimachia punctata

Appena possibile metterò le altre foto.

Nell'orto sto ancora estirpando, secco ed infestanti, sto potando gli alberi, almeno i rami più accessibili e solo per pochi minuti al giorno, perché per me è un lavoro molto pesante. Quando non mi sarà più possibile chiederò aiuto.
Ho trapiantato e seminato alcune verdure da foglia nella zona della serra, che ora non è ancora coperta.
Anche in questo inizio di autunno il mio si conferma essere "un orto fatto di niente". Sembra completamente vuoto, ma raccolgo più di quanto mi è necessario: aromatiche, che faccio essiccare per gli aromi misti, poi cicoria, amaranto, borragine, chenopodio, tetragonia, Basella rubra, Anredera cordifolia. Anche il Tanacetum balsamita, Erba s. Pietro, che sta vivendo una nuova primavera.

sabato 25 marzo 2017

Un orto fatto di niente

Tutto sembra spoglio e desolato, ma ogni giorno raccolgo più di quanto mi può servire.
Cicoria e lattuga, in serra e all'aperto (raccolgo le foglie attorno finché sono belle tenere e croccanti)
Borragine. L'ho seminata io, ora non so come debellarla e la raccolgo almeno 3 volte a settimana
Vari cavoli, in genere acefali.

Asparagi. Questi pochi, ne ho solo tre piante, ma molto saporiti

Allium triquetrum. I fiori sono molto belli ma non voglio che diventi invadente, così raccolgo ogni pianta che tenta di sfuggire, senza attendere di ammirare la fioritura.

Papaveri,

piattello, crespino, germogli di luppolo, che sono i miei preferiti..

Alcune piante iniziano già la fioritura: i vari cavoli dell'anno scorso, le biete baresi e anche i ravanelli orientali appena seminati.
Non ho intenzione di produrre semente, almeno per il momento, così sto raccogliendo.

domenica 20 novembre 2016

Tarassaco & Lapsana

Ho perso il conto, non so più a che puntata di "Un orto fatto di niente" sono arrivata.

Ieri ho raccolto alcune piante di Tarassaco e di Lapsana communis, due autentici "niente".


La lapsana l'ho proprio estirpata, in alcuni punti, perché è buona, ma davvero infestantissima e non voglio che si espanda in modo incontrollabile. 

Il Tarassaco l'ho preparato in insalata.
L'ho tagliato finemente e l'ho condito con una salsa improvvisata: yogurt, ricotta, sale, aceto di mele, e l'ho accompagnata con del pane. Era tenera, ma piuttosto amarognola, il pane mitiga l'amaro.

Con la Lapsana ho fatto una minestra buonissima, una minestra fatta di "niente":
foglie di lapsana, dado, (lo so, c'è di meglio...) un cucchiaio di farina di riso, un pezzetto di polenta avanzata tagliata a piccoli cubetti e grana.
Sono rimasta stupita anche io, non mi aspettavo che risultasse così buona.

venerdì 18 novembre 2016

bunium bulbocastanum

Alias Castagna di terra.
Ho ricevuto questa piantina in primavera da un caro amico. E' attecchita benissimo, durante l'estate è fiorita. E' un'apiacea, quindi i fiori hanno la classica forma ad ombrelle.

Dopo la fioritura sono cresciute tante belle foglie, così ho pensato di utilizzarle,
Per la serie "un orto fatto di niente" ho raccolto qualche foglia di piattello, una bella manciata di foglie di bunium e ho cotto il tutto con brodo e la mia abituale cucchiaiata di miglio decorticato.


Il Bunium è simile al prezzemolo e io odio il prezzemolo, solo l'odore mi fa stare male. Temevo che la mia minestra finisse nella categoria "vietato riprovarci" invece mi è piaciuta molto.

Quando le piantine si saranno ulteriormente moltiplicate assaggerò i bulbi, che dovrebbero essere gustosi, simili alle castagne.
Per ora mi sono limitata a dividere il ceppo e trapiantarne una parte in serra. Non ho molte verdure invernali, chissà se in serra potrà continuare a produrre foglie.

Un'aiuola con 200 piante tutte uguali e disposte in righe ordinate è bellissima da vedere, ma il mio orticello spelacchiato e punteggiato da tante piante diverse e disordinate è comunque produttivo, e riserva a volte belle sorprese.

giovedì 29 settembre 2016

Un orto fatto di niente

Per la serie "un orto fatto di niente" una nuova minestra, buona e colorata.
Qualche giorno fa ho raccolto qualche barbabietolina e alcune foglie di Lassana. Entrambe le piante erano quasi invisibili nell'orto, per quello sono finite in questa categoria.

Con l'aggiunta di qualche erba aromatica, brodo, due cucchiaiate di miglio il pranzo è pronto.







mercoledì 24 agosto 2016

Un orto pieno di niente - L'amaranto

















Anche l'amaranto è una "verdura" che molte persone faticano a comprendere.
Ricordo la prima volta che acquistai i semi al supermercato e decisi di seminarli e addirittura di raccoglierne le foglie! i saggi coltivatori dei paraggi erano scandalizzati: l'amaranto è velenoso!
Chiesi informazioni agli Amici dell'orto, quelli virtuali, ed ebbi la conferma che le foglie di amaranto non solo non sono velenose, ma sono gradevoli al gusto.
Perché le ritenevano velenose? Lo scoprii solo un paio d'anni dopo:
Amaranto=amaro, amaro=veleno. L'amaranto è velenoso perché "ha il nome in testa"!
Per fortuna ci sono gli Amici dell'orto su internet, perché i miei veri vicini di orto a volte non sono molto affidabili.

Oltre ad avere un nome che può ingenerare confusione, l'amaranto ha anche un aspetto poco invitante. Quelle fogliacce così grosse e volgari, quei piccioli che sembrano tanto duri, quei ciuffi di foglie tanto fitti... no, nessun visitatore accetta di provare l'amaranto, così a loro avviso l'orto si conferma essere "pieno sì, ma di niente".

Eppure non gli trovo che meriti.
I semi si acquistano al supermercato nel reparto dei legumi.
Basta spargerne pochissimi nel terreno per ottenere tante belle piante.
Pochissimi, perché sono assai sottili, e perché preferisco non trapiantare le piantine.
Non ci ho mai visto nessun parassita e l'unica manutenzione che richiedono è la raccolta regolare delle foglie, perché se si aspetta troppo ingialliscono. La produzione è abbondandissima, con foglie fitte e internodi molto ravvicinati.
Sono buone cucinate in tutti in modi.

Uso le foglie per condire la pasta o il riso, le ho aggiunte alle polpette di pesce (sono bruttissime anche loro, mi rendo conto! Ma erano buone. Non ho mai il tempo per fare delle belle polpette lisce e regolari).




e ho usato i piccioli lessati, come se fossero spaghetti.
Non come patetico tentativo di imitazione della pasta, perché li considero una cosa diversa e sicuramente migliore: sono ancora più buoni e delicati delle foglie.





Un invito a provare l'amaranto!

lunedì 8 agosto 2016

Un orto pieno di niente, seconda parte.

Oggi due piante "rosse", Chenopodio e Atreplice
Un visitatore, vedendo le mie piante di spinacione (Atreplice rossa, Atriplex hortensis) disse con tono insofferente: "Ecco, se io avessi quelle cose lì nell'orto le strapperei subito".
In effetti anche loro sono "erbacce" come il chenopodio.
Mentre quest'ultimo si autodissemina abbondantemente, l'atreplice non si trova perfettamente a suo agio da me, così lo semino e accudisco.
Foto di repertorio

A chi è abituato ad acquistare le verdure surgelate di solito si dice che entrambe si usano "come gli spinaci".
Io da quando ho scoperto queste "erbacce" non ho più seminato gli spinaci (e nemmeno li ho acquistati surgelati).
Diciamo che si usano generalmente cotte, quindi nelle stesse ricette, ma il risultato non è paragonabile.

Molto bello il riso con l'atreplice, che prende un bel colore.
Foto di repertorio

Io non sono una fan delle frittate con verdura, ma la frittata con il chenopodio è molto buona.
La parte difficile è raccoglierle e pulirle.
In genere raccolgo le foglie una a una, perché se si asportano completamente i ramoscelli se ne compromette il massimo sviluppo. Poco male, non si otterranno piante alte tre metri ma la raccolta è più veloce.
Il vantaggio di raccogliere i ramoscelli è mitigato dal fatto che le foglie devono essere comunque staccate in seguito, se non si vogliono trovare "tronchi" nel piatto.
Inoltre entrambe le piante piacciono anche a diversi insetti, che depositano le loro uova sulla pagina inferiore delle foglie.
Uova probabilmente di lepidottero sotto una foglia di Chenopodio
Occorre quindi girare le foglie una a una per scoprire l'eventuale presenza delle uova.
Uova di Eurydema ornata sotto una foglia di Chenopodio


Nelle foto si vedono i granellini farinosi presenti sulla pagina inferiore delle foglie di chenopodio. Il nome comune di "Farinelli" è dato da questa patina farinosa.

giovedì 4 agosto 2016

Un orto pieno di niente, prima parte

Chi osserva l'orto con occhio poco allenato lo vede pieno di niente.
Ci sono i pomodori, si, ma hanno appena iniziato a produrre, e i frutti sono davvero pochi. Ci sono le zucchine, belle alte, fanno tanti fiori, ma zucchine poche, e anche le zucche sono meno del solito. Patate non ne pianto, se non quelle poche che germogliano, per non buttarle.
Nel mio orto non c'è proprio niente, ma la mia schiena non è d'accordo.
Passo ore a raccogliere verdure ed erbe poco appariscenti e poco appetibili ai più.
Mi dicono che assomiglio alla mia bisnonna, che non vedeva l'ora che venisse primavera per raccogliere le erbe spontanee.
Lei, poveretta, non aveva alternative. L'unica cosa che abbondava all'epoca era la povertà e le erbe spontanee erano indispensabili per sfamare la famiglia.

La più abbondante tra le erbe che raccolgo in questo periodo è la portulaca. 
Cresce stentata e scarsa un po' dappertutto, e quella la elimino, ma nell'aiuola più a Nord, quella all'ombra della serra, tra l'amaranto, le carote e il pak choi, cresce abbondantissima, grande, succosa e tenera.
Ne raccolgo a chili, e siccome in insalata non mi piace, la trasformo in "tortini".
Alla fine non sono che una piccola variante del "Polpettone" di cicoria che ho tanto decantato in passato.
La mia attuale ricetta per il tortino di portulaca: foglie di portulaca lasciate appassire un attimo in padella, un po' di farina di mais, a occhio, per asciugare e compattare. Quando la farina si è inumidita aggiungo un po' di formaggio, albume d'uovo, sale. Prima usavo uova intere e più formaggio, a volte carne, ora devo limitare le calorie.
Mescolato il tutto metto in un recipiente a microonde fino a cottura.
Lo mangio così oppure a cubetti nel brodo, come minestra.
Tempo fa infarinavo le fettine e le scaloppavo con un poco di vino o marsala.
Non lo faccio da tempo ma potrei provare ancora. Tanto le facevo semplicemente tostare un attimo in padella senza condimenti poi aggiungevo il marsala. Un velo di farina e un goccio di vino non incideranno più di tanto sull'apporto calorico totale.



Buon anno col... cotechino!

Prima cosa:  Tanti auguri a tutti! Buon 2026! Feliĉan novjaron! Per il nuovo anno mi sono regalata un cotechino fatto da me. Certo non assom...