lunedì 24 gennaio 2022

Esperanto: semivocali e accenti

Anche in italiano abbiamo le semivocali, ma possiamo tranquillamente ignorarne l'esistenza.

Infatti sono semivocali la I in fiume e la U in uovo. Siamo tutti in grado di leggere e scrivere "Fiume" e "Uovo". Anche chi non ha mai sospettato l'esistenza delle semivocali.


Le semivocali in Esperanto si pronunciano proprio come la I e la U italiane, ma sono più impegnative, perché si scrivono in modo diverso:

Ŭ e J



Hanno un ruolo importante nella pronuncia: l'accento di tutte le parole cade sempre sulla penultima vocale. Se J e Ŭ non sono vocali... automaticamente l'accento non può mai cadere su di esse, e non vengono mai contate come vocali.


Prendiamo un nome italiano: MARIA. In Esperanto si pronuncia proprio come in italiano:

M = consonante   

A = Vocale ininfluente per quanto riguarda l'accento    

R = consonante 

I = penultima vocale  

A = ultima vocale

Marìa


Con MARIO iniziano i problemi. La penultima vocale è una I, un esperantista lo leggerebbe MARìO. Scrivendolo con la J, Marjo, ogni esperantista lo sa leggere nel modo giusto.

M = consonante   

A = penultima vocale   

R = consonante  

 J = semivocale   

O = ultima vocale


Una parola di cui è facile percepire il significato è AŬDI, che significa "percepire i suoni," ed è un verbo all'infinito.

Si legge àudi.


Il mio Nick in Esperanto si potrebbe scrivere Iaja o Jaja. Come fa il Signor UUIC.

Se volete, provo a trascrivere il vostro nome.



2 commenti:

  1. Infatti la jota ('j') è, in italiano, la i "semivocalica" o, come più speso indicata, "semiconsonantica".
    Jole, jodio, Jonio, Jaja (o Jaia? io direi che si tratta di ripetizione dello stesso fonema, Jaja).

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    1. Vedi? Non so scrivere nemmeno il mio soprannome.
      In Esperanto il risultato non cambia, perché la prima a sarebbe in ogni caso la penultima vocale.
      In Italiano ormai resta iaia.

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Grazie per il tuo commento.

Cardamine hirsuta

 Ho già iniziato a raccoglierla. L'erba cattiva non muore mai.