mercoledì 28 dicembre 2016

Taddeo

Taddeo era una farfalla, una Vanessa, o Aglais, o Inachis io.

Non so se fosse maschio o femmina. Ho cercato di capirlo ma non sono stata capace. Ecco un primo piano. Chissà se sono zampe maschili o femminili.


Un giorno, su internet, sono capitata per caso su una pagina contenente i nomi maschili inizianti con la lettera T. Al momento li ho liquidati pensando che fossero bruttissimi, poi ho pensato che la "mia" farfalla aveva vissuto per un mese e mezzo in casa con me e quindi meritava un nome. Rileggendo quei brutti nomi con la T ho pensato che Taddeo in fondo non era male, e così l'ho scelto.

Si posava sulle mie mani, e una volta si è addirittura lasciata misurare. 
Un amico un po' pedante voleva sapere quanto fosse grande.
"E' di misura normale!" gli rispondevo, ma il precisino non era soddisfatto di un'informazione così approssimativa, così ho "chiesto" a Taddeo di lasciarsi misurare, operazione cui si è sottoposta con pazienza, senza ribellarsi.

Si lasciava misurare ma non sopportava i miei tentativi di nutrirla. Se gli avvicinavo acqua e zucchero o un pezzettino di frutta mi volava in faccia e si andava a nascondere tra i riccioli del lampadario.
Non avevo mai avuto una farfalla "da compagnia", era incredibile vedere come si avvicinava quando mi vedeva.
Ieri l'ho trovata morta sul pavimento.

Non odio tutte le farfalle in generale.
Quando i bruchi mi divorano le verdure nell'orto cerco di eliminarne il più possibile, ma questa farfalla, in casa, non faceva nessun danno, anzi, era socievole, quasi come può esserlo un gattino. Se i bruchi non stroncassero tutte le mie verdure ne vorrei a migliaia.

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