Ancora un'altra identificazione. Si tratta di un Syrphidae, un maschio di Syritta pipiens, attratto dai fiori di Achillea cerise queen. Foto di giugno 2016.
Quello che semino, coltivo, raccolgo e cucino. Bonus extra: quello che cucio, taglio, invento, incollo...
martedì 7 febbraio 2017
domenica 5 febbraio 2017
Profuma armadi
Altro che i miei pupazzetti! Questi sì che sono simpatici.
Una mia amica, che spesso visita questo blog, si diletta a cucire dei teneri Profuma armadio.
Sono morbidi mostriciattoli che su di me hanno un effetto rasserenante, mi basta guardarli e non posso fare a meno di sorridere. Spero che in molti siano d'accordo con me e li trovino simpaticissimi.
Vorrei radunare un piccolo esercito di estimatori dei "diversamente belli, teneramente brutti" mostriciattoli di Luisa.
Qui ci insegna "come si fanno" ma secondo me solo a lei possono venire così simpatici.
http://ipasticcidiluisa.blogspot.it/2015/12/profuma-armadi-cuciamolo-assieme.html
Secondo me guardarli ogni giorno, abbracciarli o annusare il loro profumo ogni volta che si apre l'armadio può essere terapeutico.
Chi proprio li volesse nascondere in un armadio dovrebbe almeno andare a salutarli molto spesso.
Luisa non sa che sto scrivendo delle sue creature, spero che non le dispiaccia.
Una mia amica, che spesso visita questo blog, si diletta a cucire dei teneri Profuma armadio.
Sono morbidi mostriciattoli che su di me hanno un effetto rasserenante, mi basta guardarli e non posso fare a meno di sorridere. Spero che in molti siano d'accordo con me e li trovino simpaticissimi.
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| I profuma armadio di Luisa |
Vorrei radunare un piccolo esercito di estimatori dei "diversamente belli, teneramente brutti" mostriciattoli di Luisa.
Qui ci insegna "come si fanno" ma secondo me solo a lei possono venire così simpatici.
http://ipasticcidiluisa.blogspot.it/2015/12/profuma-armadi-cuciamolo-assieme.html
Secondo me guardarli ogni giorno, abbracciarli o annusare il loro profumo ogni volta che si apre l'armadio può essere terapeutico.
Chi proprio li volesse nascondere in un armadio dovrebbe almeno andare a salutarli molto spesso.
Luisa non sa che sto scrivendo delle sue creature, spero che non le dispiaccia.
venerdì 3 febbraio 2017
Altri pupazzetti!
La mia più grande gioia è far felici i bambini. A volte basta proprio poco perché questo accada.
Nel caso specifico è bastato un pezzetto di stoffa disegnata con simpatici personaggi, ago, filo, forbici e imbottitura.
ll primo pupazzetto l'ho fatto senza alcun motivo logico. Mi piace fare cose "inutili", avevo quella stoffa da molto tempo e da sempre desideravo ricavarne un pupazzetto, così finalmente era arrivato il momento giusto e l'ho fatto.
L'ho tenuto un po', in attesa di trovare il giusto destinatario.
La bimba che l'ha ricevuto è stata così felice che subito ho pensato di fare per lei il Secondo pupazzetto, che è bifronte, nel senso che dietro non ha una fodera come gli altri, ma una stoffa uguale a quella che c'è davanti.
Era l'unico personaggio quasi perfettamente simmetrico, ma l'ho dovuto cucire dal diritto, così è stato un po' lungo e difficoltoso.
Genitori, nonni e bisnonna della bimba sono stati così felici, vedendo la loro bimba entusiasta per i pupazzetti, che me ne hanno chiesti altri. Eccoli.
Al Gatto ho dovuto lasciare il tessuto di fondo tra braccio e collo e tra corpo, braccio e coda. Temevo che tagliando il fondo non avrei avuto abbastanza stoffa per eseguire le cuciture, così mi sono limitata a un'impuntura attorno al muso per delimitarlo un po'.
Ora i soggetti sono finiti, nel senso che potrò fare altri pupazzetti, ma uguali a questi.
p.s. Mi sa che piacciono anche ai grandi!
Nel caso specifico è bastato un pezzetto di stoffa disegnata con simpatici personaggi, ago, filo, forbici e imbottitura.
ll primo pupazzetto l'ho fatto senza alcun motivo logico. Mi piace fare cose "inutili", avevo quella stoffa da molto tempo e da sempre desideravo ricavarne un pupazzetto, così finalmente era arrivato il momento giusto e l'ho fatto.
L'ho tenuto un po', in attesa di trovare il giusto destinatario.
La bimba che l'ha ricevuto è stata così felice che subito ho pensato di fare per lei il Secondo pupazzetto, che è bifronte, nel senso che dietro non ha una fodera come gli altri, ma una stoffa uguale a quella che c'è davanti.
Era l'unico personaggio quasi perfettamente simmetrico, ma l'ho dovuto cucire dal diritto, così è stato un po' lungo e difficoltoso.
Genitori, nonni e bisnonna della bimba sono stati così felici, vedendo la loro bimba entusiasta per i pupazzetti, che me ne hanno chiesti altri. Eccoli.
Al Gatto ho dovuto lasciare il tessuto di fondo tra braccio e collo e tra corpo, braccio e coda. Temevo che tagliando il fondo non avrei avuto abbastanza stoffa per eseguire le cuciture, così mi sono limitata a un'impuntura attorno al muso per delimitarlo un po'.
Ora i soggetti sono finiti, nel senso che potrò fare altri pupazzetti, ma uguali a questi.
p.s. Mi sa che piacciono anche ai grandi!
giovedì 2 febbraio 2017
Seminato e spuntato
Aggiornamento! Sono spuntate sottilissime plantuline di petunia.
Quelle che avevo seminato in anticipo, convinta che non sarebbe spuntato nulla.
Una cosa da niente, e non è detto che resisteranno: sono esilissime, e per di più il cartellino con il nome era caduto sulla terra, però inaspettata.
Dove sono spuntate? Solo sotto al cartellino...
Probabilmente ha protetto e mantenuto umida la terra, ma ha anche bloccato la poca luce disponibile. Resta da sperare che ne spuntino altre.
Nel panno umido un semi di limone ha emesso due radichette. Un clone nucellare c'è anche quest'anno. L'ho messo in terra.
Ho messo a pre germinare tre tipi di ipomea batata (ma i semi di due di loro così a vista sembrano uguali), un aglio esotico e un ravanello orientale.
Quelle che avevo seminato in anticipo, convinta che non sarebbe spuntato nulla.
Una cosa da niente, e non è detto che resisteranno: sono esilissime, e per di più il cartellino con il nome era caduto sulla terra, però inaspettata.
Dove sono spuntate? Solo sotto al cartellino...
Probabilmente ha protetto e mantenuto umida la terra, ma ha anche bloccato la poca luce disponibile. Resta da sperare che ne spuntino altre.
Nel panno umido un semi di limone ha emesso due radichette. Un clone nucellare c'è anche quest'anno. L'ho messo in terra.
Ho messo a pre germinare tre tipi di ipomea batata (ma i semi di due di loro così a vista sembrano uguali), un aglio esotico e un ravanello orientale.
mercoledì 1 febbraio 2017
Zucca grande
Un paio di giorni fa ho aperto la zucca grande.
Il colore è di una normale e comunissima tonalità, i semi belli grandi, con un leggerissimo sottofondo amarognolo.
Sicuramente non li risemino. Ormai ho il terrore di ottenere cucurbitacee amare e non voglio rischiare.
Mi sono dimenticata di pesarla, la polpa pulita ammontava a 2500 grammi.
Capisco che non si può considerare "grande" ma tra le mie era la più grande.
In parte l'ho dati ai vicini e in parte l'ho cucinata in padella, con un cucchiaino d'olio, sale, cipolla. Accompagnata da spaghettini di grano saraceno.
Una zucca ottima, a detta dei più, ma per me troppo farinosa.
Con quella rimasta farò gli gnocchi, che richiedono una zucca asciutta e farinosa per riuscire bene.
Purtroppo riesco sempre sempre a fare confusione con le piante. Con le zucche è ancora più facile, perché i semi sono spesso ibridati e le piante crescono intrecciate le une alle altre, difficile capire da quale radice parte un tralcio.
Il colore è di una normale e comunissima tonalità, i semi belli grandi, con un leggerissimo sottofondo amarognolo.
Sicuramente non li risemino. Ormai ho il terrore di ottenere cucurbitacee amare e non voglio rischiare.
Mi sono dimenticata di pesarla, la polpa pulita ammontava a 2500 grammi.
Capisco che non si può considerare "grande" ma tra le mie era la più grande.
In parte l'ho dati ai vicini e in parte l'ho cucinata in padella, con un cucchiaino d'olio, sale, cipolla. Accompagnata da spaghettini di grano saraceno.
Una zucca ottima, a detta dei più, ma per me troppo farinosa.
Con quella rimasta farò gli gnocchi, che richiedono una zucca asciutta e farinosa per riuscire bene.
domenica 29 gennaio 2017
Fai da te? A volte no.
Io sono fissata con il fai-da-te.
So che da alcune persone è considerato un brutto atteggiamento: chi faceva da se una volta faceva per tre, ora è considerato una persona della quale diffidare, perché non dimostra fiducia negli altri, e in quello che gli altri fanno.
Queste teorie psico-consumistiche non mi impensieriscono né mi impressionano, per me resta un gran divertimento cimentarmi in esperimenti di vario tipo ed è una soddisfazione quando questi risultano più o meno azzeccati.
Ovviamente capitano anche i fallimenti totali, i "Vietato riprovarci".
E' il caso dell'estrazione casalinga dell'olio di Oenothera.
Già l'esperimento è partito con i presupposti sbagliati: l'olio di Oenothera andrebbe estratto a freddo, per non guastarne le pregevoli caratteristiche.
Non avendo un torchio per olio, ed avendo a disposizione una discreta quantità di semi, tanti che non li avrei potuti spacciare nemmeno ad una decina di banche dei semi, per non buttarli ho provato ad estrarne l'olio con il sistema che usa una mia cara amica per ottenere il burro laurino.
Ho quindi messo i miei semini in acqua, tenendoli a un filo dall'ebollizione per tre ore.
Non vedendo nessun olio sulla superficie ho interpellato la mia amica, che mi ha consigliato di schiacciarli con le dita e rimetterli a bollire.
Erano piuttosto duri, non ci riuscivo, così li ho frullati.
Ecco il risultato
Li ho rimessi al fuoco. Niente di niente. Di nuovo filtrati.
Il giorno seguente sulla superficie si era formata una sorta di pellicola, simile a quella che compare sul tè quando viene abbandonato in una tazza per un certo periodo.
Al tatto non si rileva nessuna untuosità.
Considerando che:
La raccolta dei semi richiede tempo,
La sgranatura richiede tempo e fatica,
La cottura altro tempo,
Si impegnano una discreta quantità di utensili senza ottenere alcun risultato,
Anche se si riuscisse ad estrarre dell'olio questo non dovrebbe essere sottoposto a temperature alte...
Dichiaro il completo fallimento dell'esperimento e lo catalogo come:
So che da alcune persone è considerato un brutto atteggiamento: chi faceva da se una volta faceva per tre, ora è considerato una persona della quale diffidare, perché non dimostra fiducia negli altri, e in quello che gli altri fanno.
Queste teorie psico-consumistiche non mi impensieriscono né mi impressionano, per me resta un gran divertimento cimentarmi in esperimenti di vario tipo ed è una soddisfazione quando questi risultano più o meno azzeccati.
Ovviamente capitano anche i fallimenti totali, i "Vietato riprovarci".
E' il caso dell'estrazione casalinga dell'olio di Oenothera.
Già l'esperimento è partito con i presupposti sbagliati: l'olio di Oenothera andrebbe estratto a freddo, per non guastarne le pregevoli caratteristiche.
Non avendo un torchio per olio, ed avendo a disposizione una discreta quantità di semi, tanti che non li avrei potuti spacciare nemmeno ad una decina di banche dei semi, per non buttarli ho provato ad estrarne l'olio con il sistema che usa una mia cara amica per ottenere il burro laurino.
Ho quindi messo i miei semini in acqua, tenendoli a un filo dall'ebollizione per tre ore.
![]() |
| I semi appena messi in pentola |
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| La parte più divertente di tutto l'esperimento. Alla prima scolatura i semi si sono ammonticchiati formando una sorta di torre piatta, come una lingua. Non so se dalla foto si capisce. |
Non vedendo nessun olio sulla superficie ho interpellato la mia amica, che mi ha consigliato di schiacciarli con le dita e rimetterli a bollire.
Erano piuttosto duri, non ci riuscivo, così li ho frullati.
Ecco il risultato
Li ho rimessi al fuoco. Niente di niente. Di nuovo filtrati.
Il giorno seguente sulla superficie si era formata una sorta di pellicola, simile a quella che compare sul tè quando viene abbandonato in una tazza per un certo periodo.
Al tatto non si rileva nessuna untuosità.
Considerando che:
La raccolta dei semi richiede tempo,
La sgranatura richiede tempo e fatica,
La cottura altro tempo,
Si impegnano una discreta quantità di utensili senza ottenere alcun risultato,
Anche se si riuscisse ad estrarre dell'olio questo non dovrebbe essere sottoposto a temperature alte...
Dichiaro il completo fallimento dell'esperimento e lo catalogo come:
Vietato riprovarci.
venerdì 27 gennaio 2017
Giornata della memoria
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| Binario 21, stazione centrale di Milano Foto: http://www.lastampa.it |
Inizialmente il premio doveva essere una gita in un luogo della resistenza a nostra scelta. Il premio venne tramutato in una visita a un museo.
La nostra guida fu una signora sopravvissuta al campo di concentramento.
Raccontò la sua storia, ci mostrò il tatuaggio sul braccio. Ricordo la sua figura magra, stretta in uno scialle, tesa per la fatica di rievocare, ancora una volta, quegli episodi della sua infanzia.
Ci disse che in molti negavano l'Olocausto, e ci chiese di essere noi i testimoni nel futuro, quando non ci sarebbero più stati sopravvissuti in grado di testimoniare direttamente.
Il mio piccolo contributo per mantenere quella promessa.
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