Il Comune sta sostituendo i vecchi lampioni, e stranamente hanno iniziato dalle zone solitamente dimenticate. Ora, qui sulla stradina, si potrebbe leggere il giornale a mezzanotte.
Chissà cosa ne penseranno le piante.
Quello che semino, coltivo, raccolgo e cucino. Bonus extra: quello che cucio, taglio, invento, incollo...
Il Comune sta sostituendo i vecchi lampioni, e stranamente hanno iniziato dalle zone solitamente dimenticate. Ora, qui sulla stradina, si potrebbe leggere il giornale a mezzanotte.
Chissà cosa ne penseranno le piante.
Ispirata da UUIC, riunisco qui tutti i metodi che ricordo per rimuovere le etichette dai barattoli che intendo riutilizzare. Aggiungerò poi quelli che mi verranno suggeriti nei commenti.
Consiglio di iniziare dai più semplici e meno inquinanti, utili per rimuovere le etichette con colle facili da sciogliere.
Per le colle più tenaci può servire un mix dei vari metodi, uno dopo l'altro, e tanta pazienza.
1) Ammollo in acqua calda. Raramente funziona, ma tentare non nuoce;
2) Ammollo in aceto bollente. Raramente funziona, e comunque è sempre un prodotto che dopo il tentativo andrà a finire in fogna. Non so se ne valga la pena;
3) Sgrassatore spray, uno di quelli potenti.
4) Un detergente granuloso, in polvere o in crema. Contengono cloro e granuli abrasivi, quindi penso che candeggina con bicarbonato possano fare lo stesso effetto sulla colla.
5) Grattarla via col coltello/raschietto/lametta da barba. Se si manovra la lama in direzione opposta rispetto alle dita o ad altre parti del corpo, vale la pena di tentare.
6) cospargere i residui collosi con bicarbonato o farina, o stenderci sopra un velo di carta igienica. Aiutano a diminire l'appiccicosità. Lavorare con dita o lametta.
7) alcool denaturato o acetone/solvente per smalto.
8) Olio vegetale
9) Svitol/WD 40 o simili.
10) oli essenziali. Molti oli essenziali sciolgono la colla. Però sono preziosi, è un po' uno spreco;
11) Trementina.
Attendo ulteriori suggerimenti.
Ho rifatto la pasta di fagioli.
Sembra impossibile che mezzo kg. di farina di fagioli duri così tanto, ma io non mangio molta pasta, e la resa è elevata.
Oggi ho impastato tre cucchiai rasi di farina di fagioli con quattro di farina di frumento, e albume q.b., e ho ottenuto 4 porzioni molto abbondanti di pasta, da piatto unico, considerato che é anche ricca di proteine.
La cuocio molto, finché perde l'odore di fagioli crudi, e resta imperterrita al dente.
Perché per pastai pigri?
Il formato inventato oggi richiede un minuto per impastare gli ingredienti nel mixer (e probabilmente basterebbe un minuto anche per impastarli a mano) e un minuto per formare dei rotolini e tagliarli a fettine. No mattarello, no abilità.
Ho ricavato questo formato che ho chiamato Petali. Avrei voluto fare una foto al piatto cucinato e condito, ma me ne sono dimenticata. In questi giorni sono più stordita del solito.
Ho fatto il colletto al maglione. Ora sembra un pigiama. Vabbé che è per casa, ma é troppo "pigiama". Non l'ho ancora cucito in modo dwfinitivo, lo staccherò.
p.s. tra l'altro ho visto che il bordo che sembrava originale, era stato lavorato a uncinetto. Quindi l'avevo fatto io. Chissà perché, non ricordo.
Ho dimenticato di condividere cosa ne ho fatto del mirto.
Il mio amico Paolo lo fa essiccare e ne fa delle tisane. Io non sono un'appassionata di tisane.
Ho preso sei meline di Vittorio e le ho aromatizzate con il succo di mirto.
Ho pensato di far fuori l'ultima farina d piselli, così, considerando la discreta riuscita della pasta fatta con farina di fagioli, ho provato a trasformare anch'essa in pasta.
Ho semplicemente impastato tutta la farina di piselli che avevo (forse un bicchiere colmo) con un paio di cucchiai di farina di frumento e acqua qb.
Ho dovuto aggiungere un po' di farina e un po' d'acqua, perché l'impasto tendeva a sgretolarsi. Dopo questa aggiunta ho ottenuto una pasta molto soffice e malleabile, per nulla appiccicosa. Ci avrei volentieri giocato tutta la sera. Avevo già preparato la macchinetta a manovella per stenderla ma vi ho rinunciato e l'ho stesa a mano.
Ho ricavato dall'impasto quattro cerchi sottili, della misura della mia padella. Ho preso il disco più piccolo, destinato al primo strato sul fondo, e l'ho scottato in acqua in ebollizione. La pasta si è rotta tutta.
L'ho usato ugualmente, ma gli altri dischi di pasta non li ho lessati. Ho messo questi dischi di pasta nella padella, alternandoli con una specie di besciamella senza latte e senza burro, del formaggio, e la mia fantastica salsa di pomodoro.
Ho fatto cuocere il tutto a fuoco molto basso, col coperchio.
Buona. Da rifare, per riuscire a smaltire anche la farina di fagioli.
Prima cosa: Tanti auguri a tutti! Buon 2026! Feliĉan novjaron! Per il nuovo anno mi sono regalata un cotechino fatto da me. Certo non assom...