Quest'anno festeggio il Ferragosto con una novità inaspettata: la Tithonia rotundifolia, alias Girasole messicano.
Non mi pare di averla mai coltivata, e non me l'aspettavo. Ho ricevuto i semi tramite la Banca dei semi della Compagnia del Giardinaggio, con il nome generico di "Margherita rossa".
Il primo fiore era deforme, perché rovinato dagli insetti, ma il colore era già inconfondibile.
Non è una pianta raffinata, ma è ugualmente bella. Spero di ottenere una buona quantità di semi, ne vorrei più di una pianta.
Da me difficilmente supererà l'inverno.
Buona serata di Ferragosto, ormai!
Quello che semino, coltivo, raccolgo e cucino. Bonus extra: quello che cucio, taglio, invento, incollo...
mercoledì 15 agosto 2018
lunedì 13 agosto 2018
Ricoperture: Mobiletto semi
D'accordo. Questa non è più una "casa" e questo mobiletto ora contiene solo il materiale per i miei hobby. Non è il caso di cambiare l'arredamento nella stanza dei semi, ma non significa che sia indispensabile tenere un mobile che non ricorda nemmeno di avere visto tempi migliori.
Ora che è ricoperto con una (ben poco ecologica) plastica adesiva effetto legno, questo mobiletto fa tutta un'altra impressione.
Anche buttare il mobiletto vecchio e acquistarne uno nuovo è poco ecologico, se vogliamo andare per il sottile.
Penso che con calma ricoprirò anche qualche altro pezzo di arredamento, sempre in quella che era la cucina della nonna e che ora è la mia stanza dei semi.
domenica 12 agosto 2018
Pellicola da cucina
Veniamo all'attacco creativo di ieri mattina.
Dovevo assolutamente decorare un tessuto con un tovagliolino. Non tanto per ottenere una bella decorazione, perché non avevo un bel tovagliolino, nè comune nè di quelli appositi, da usarsi per decorare, e non avevo la carta da forno, che serve per ricoprire il tutto prima di passare il ferro da stiro. Mi bastava vedere il risultato e valutare la durata della decorazione dopo i lavaggi. Non potevo aspettare...
Così ho preso un banale tovagliolo a quadretti e ho sostituito la carta da forno con un foglio di alluminio.
Vista la semplicità del soggetto il mio "attacco creativo" si è consumato in pochi secondi:
Ho ritagliato un quadrato di tovagliolino,
l'ho avvolto nella pellicola,
ho posato il tutto su... uno strofinaccio da cucina...
(Va bene l'attacco creativo, ma non potevo certo decorare una maglietta con un pezzo di tovagliolino a quadretti! Poi lo strofinaccio lo lavo -a mano- quasi ogni giorno, così posso verificare la tenuta della decorazione, senza dover lavare appositamente un altro pezzo di stoffa.
Detto, fatto, dopo aver posato la decorazione l'ho ricoperta col foglio di alluminio e ho passato il ferro da stiro.
Ho capito subito che l'alluminio non va bene. Ha lasciato tracce di sporco anche se sembrava pulito (infatti era nuovo, ancora avvolto sul suo rotolo) e la pellicola si è attaccata più all'alluminio che al tovagliolino. Sono certa che la mia decorazione, non essendo completamente protetta dalla pellicola da cucina, si staccherà presto dalla stoffa, però l'angolino in foto quasi non si è sporcato e si è attaccato bene, e, a parte il discutibile soggetto, qui il risultato non è male.
Da riprovare con il materiale giusto.
Se lo fate, ditemi! Confronteremo i risultati dopo i lavaggi. (La prima volta, per favore, evitando di appiccicare il tutto alla maglietta preferita, oppure evitando di incolpare me per risultati diversi da quelli sperati!)
A me ha tentato di staccarsi già al primo lavaggio, a mano, strofinando delicatamente. Se si staccasse completamente, senza lasciare tracce o chiazze di colore, non sarebbe male. Decorazioni sostituibili velocemente.
Dovevo assolutamente decorare un tessuto con un tovagliolino. Non tanto per ottenere una bella decorazione, perché non avevo un bel tovagliolino, nè comune nè di quelli appositi, da usarsi per decorare, e non avevo la carta da forno, che serve per ricoprire il tutto prima di passare il ferro da stiro. Mi bastava vedere il risultato e valutare la durata della decorazione dopo i lavaggi. Non potevo aspettare...
Così ho preso un banale tovagliolo a quadretti e ho sostituito la carta da forno con un foglio di alluminio.
Vista la semplicità del soggetto il mio "attacco creativo" si è consumato in pochi secondi:
Ho ritagliato un quadrato di tovagliolino,
l'ho avvolto nella pellicola,
ho posato il tutto su... uno strofinaccio da cucina...
(Va bene l'attacco creativo, ma non potevo certo decorare una maglietta con un pezzo di tovagliolino a quadretti! Poi lo strofinaccio lo lavo -a mano- quasi ogni giorno, così posso verificare la tenuta della decorazione, senza dover lavare appositamente un altro pezzo di stoffa.
Detto, fatto, dopo aver posato la decorazione l'ho ricoperta col foglio di alluminio e ho passato il ferro da stiro.
Ho capito subito che l'alluminio non va bene. Ha lasciato tracce di sporco anche se sembrava pulito (infatti era nuovo, ancora avvolto sul suo rotolo) e la pellicola si è attaccata più all'alluminio che al tovagliolino. Sono certa che la mia decorazione, non essendo completamente protetta dalla pellicola da cucina, si staccherà presto dalla stoffa, però l'angolino in foto quasi non si è sporcato e si è attaccato bene, e, a parte il discutibile soggetto, qui il risultato non è male.
Da riprovare con il materiale giusto.
Se lo fate, ditemi! Confronteremo i risultati dopo i lavaggi. (La prima volta, per favore, evitando di appiccicare il tutto alla maglietta preferita, oppure evitando di incolpare me per risultati diversi da quelli sperati!)
A me ha tentato di staccarsi già al primo lavaggio, a mano, strofinando delicatamente. Se si staccasse completamente, senza lasciare tracce o chiazze di colore, non sarebbe male. Decorazioni sostituibili velocemente.
sabato 11 agosto 2018
Microonde
Non so da quanto non facevo un'intera notte di sonno! Non ci sono proprio abituata. Così stamattina, dopo una buona dormita, mi sono svegliata con un mal di schiena da materasso che mi ha obbligato a saltare in piedi di buon'ora. Questa combinazione di fattori mi ha procurato una serie di attacchi di voglia di lavorare e di creatività. Il risultato più inatteso è stato che finalmente, dopo una quindicina di giorni, mi sono dedicata a provare un microonde usato, per conto di una mia amica. È l'amica che definisco “non tecnologica”, quella che, ovviamente, non ha la più pallida idea di cosa sia un microonde e voleva che la mamma ultranovantenne, che nemmeno lei ne aveva mai visto uno, lo usasse per cucinare una torta. Ovviamente in una teglia di metallo, rischiando di saltare per aria.
Pulendolo ho scoperto che aveva ancora la pellicola esterna, quella che andrebbe tassativamente tolta prima del primo utilizzo. Forse anche i proprietari originali l’avevano usato anche loro come forno tradizionale?
Funziona, anche se non perfettamente. Penso che prima di consigliarle di buttarlo (probabilmente la mia amica non lo butterebbe comunque) mi imbarcherò nel cambio della mica, perché mi sembra molto bruciacchiata. Per quello ho ipotizzato che fosse stato usato in modo sbagliato. Una vampata e se ne sono liberati.
Mai fatto, ma non è difficile, cambiare la mica, basta procurarsela.
Lo so, non c'entra nulla né coi fili né con i fiori, però una raccomandazione è d'obbligo: prima di usare una cosa, cerchiamo di stabilire di cosa si tratta e come si usa.
Lo so, non c'entra nulla né coi fili né con i fiori, però una raccomandazione è d'obbligo: prima di usare una cosa, cerchiamo di stabilire di cosa si tratta e come si usa.
Ho già scritto troppo. Della pellicola da cucina scriverò domani.
venerdì 10 agosto 2018
Ricoperture: il tappeto
Mia mamma ha da sempre la mania di acquistare tappeti, poi li trova poco pratici e li nasconde.
Quando io li scovo, dopo decenni, la parte gommosa sotto si è ormai degradata e rilascia briciole appiccicose.
Per renderli di nuovo utilizzabili senza acquistare prodotti particolari, ho pensato di ricoprirli
La striscia trasparente che si nota sulla destra è un adesivo termico. L'ho messo solo sui bordi. Non era un tappeto pregiato, ma se lo fosse stato avrebbe meritato di essere fissato su tutta la superficie. Ovviamente non è obbligatorio. In alcuni casi non l'ho proprio messo, ma con l'adesivo sta più a posto.
Un ago da tappeti, una cucitura attorno, a "punto indietro a punti piccolissimi" ha fissato il tutto.
Il risultato non è male. Se non avessi utilizzato un tessuto vecchio e ormai sbiadito il tappeto sarebbe utilizzabile dai due lati.
Una volta c'era anche un apposito appretto, per fissare il fondo dei tappeti. Chissà se c'è ancora. Ma va bene anche così.
mercoledì 8 agosto 2018
Ricoperture: ciabatte
Molti anni fa acquistavo la famosa rivista Burda, che all'epoca era in tedesco, lingua che io non capisco.
Su quella rivista ogni tanto venivano proposte scarpe e persino montature degli occhiali ricoperte con la stessa stoffa dell'abito.
Non conosco la tecnica utilizzata, di sicuro è migliore della mia.
Ma io non ricopro scarpe eleganti, mi limito a rinnovare le calzature da orto quando si macchiano indelebilmente. Ne ho già fatte alcune paia.
Queste ciabatte, e qualcuno le ricorderà, sono stravecchie e supercomode. Erano decorate con allegri pomodori. Le acquistai con un'amica dell'epoca, che si era un po' scandalizzata per la mia scelta! le promisi che le avrei tinte di nero invece... le ho tenute con il colore originale per anni, e ora che mi sono decisa... no, non le ho rese più sobrie! Ora sono disseminate di cavalli alati, rosa per di più.
La mia cara amica, quella "non tecnologica", che non usa nemmeno il cellulare, conoscendo la mia mania per le borse ricavate dalla stoffa degli ombrelli, mi aveva regalato un delizioso ombrellino da bimba, ovviamente rotto. Ecco il risultato. Anziché ricavarne una borsa ho rinnovato le ciabatte.
Utile per isolare un pochino dall'umidità quando annaffio l'orto.
Ovviamente sono della stessa misura! La sinistra sembra più grande perché per mostrarla la sto sollevando con il piede :-)
Nella foto mancavano ancora un paio di cuciture. Sono cuciture impegnative, per me, perché il tessuto è un po' spesso e quindi difficile da cucire.
Su quella rivista ogni tanto venivano proposte scarpe e persino montature degli occhiali ricoperte con la stessa stoffa dell'abito.
Non conosco la tecnica utilizzata, di sicuro è migliore della mia.
Ma io non ricopro scarpe eleganti, mi limito a rinnovare le calzature da orto quando si macchiano indelebilmente. Ne ho già fatte alcune paia.
Queste ciabatte, e qualcuno le ricorderà, sono stravecchie e supercomode. Erano decorate con allegri pomodori. Le acquistai con un'amica dell'epoca, che si era un po' scandalizzata per la mia scelta! le promisi che le avrei tinte di nero invece... le ho tenute con il colore originale per anni, e ora che mi sono decisa... no, non le ho rese più sobrie! Ora sono disseminate di cavalli alati, rosa per di più.
La mia cara amica, quella "non tecnologica", che non usa nemmeno il cellulare, conoscendo la mia mania per le borse ricavate dalla stoffa degli ombrelli, mi aveva regalato un delizioso ombrellino da bimba, ovviamente rotto. Ecco il risultato. Anziché ricavarne una borsa ho rinnovato le ciabatte.
Utile per isolare un pochino dall'umidità quando annaffio l'orto.
Ovviamente sono della stessa misura! La sinistra sembra più grande perché per mostrarla la sto sollevando con il piede :-)
Nella foto mancavano ancora un paio di cuciture. Sono cuciture impegnative, per me, perché il tessuto è un po' spesso e quindi difficile da cucire.
martedì 7 agosto 2018
Esca per chiocciole e limacce
Quasi ogni giorno dedico qualche minuto a tenere sotto controllo le infestanti che soffocano i cespugli nella "coda" di parco oltre la stradina. Mi dedico solo ai due cespugli davanti a casa, ma nonostante il radicale intervento di una squadra specializzata, che l'anno scorso aveva ben ripulito (purtroppo solo la parte aerea), l'impresa si rivela impossibile.
Il fatto è questo: quasi ogni giorno strappo rami di Parthenocissus e Phytolacca poi li butto via. Ma perché non farne compost?
Vero, c'è il pericolo che radichino, ma ho voluto ugualmente provare, facendoli prima ben seccare.
Così un bel giorno ho ammucchiato in un'aiuola i tralci appena strappati, in attesa di tagliuzzarli un po' per compostarli meglio.
La sera, durante il mio abituale giro a caccia di limacce, ho notato che i suddetti tralci erano pieni di lumache! Certo non è una trappola, è solo un'esca, ma è comunque utile. Attira le bestiole, distraendole dalle mie verdurine, e mi facilita la caccia, creando un punto di ritrovo che si aggiunge agli altri già presenti.
Il fatto è questo: quasi ogni giorno strappo rami di Parthenocissus e Phytolacca poi li butto via. Ma perché non farne compost?
Vero, c'è il pericolo che radichino, ma ho voluto ugualmente provare, facendoli prima ben seccare.
Così un bel giorno ho ammucchiato in un'aiuola i tralci appena strappati, in attesa di tagliuzzarli un po' per compostarli meglio.
La sera, durante il mio abituale giro a caccia di limacce, ho notato che i suddetti tralci erano pieni di lumache! Certo non è una trappola, è solo un'esca, ma è comunque utile. Attira le bestiole, distraendole dalle mie verdurine, e mi facilita la caccia, creando un punto di ritrovo che si aggiunge agli altri già presenti.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Buon anno col... cotechino!
Prima cosa: Tanti auguri a tutti! Buon 2026! Feliĉan novjaron! Per il nuovo anno mi sono regalata un cotechino fatto da me. Certo non assom...
-
Ecco il bruco nero e peloso che Luisa mi incoraggia a pubblicare. Lei pensa che potrebbe essere carino e lo vuole vedere. Apriamo un sonda...
-
Volevo pubblicare questo articolo in contemporanea qui e sul blog degli Amici dell'orto due, ma visto che per ora là non sarà possibile,...
-
Un saluto a tutti! Faccio una breve apparizione con un video. Volete intrecciare cordini? Ovviamente io non ho l'abilità di una volta. Q...















