Golden celebration
Quello che semino, coltivo, raccolgo e cucino. Bonus extra: quello che cucio, taglio, invento, incollo...
venerdì 24 aprile 2020
mercoledì 22 aprile 2020
Farina di piselli
Durante la mia ultima incursione in un negozietto etnico, arraffai impulsivamente un pacchetto di farina di piselli tostata.
L'ho aperta solo un paio di giorni fa.
Stavo preparando, come spesso faccio, delle crocchette di erbe miste. Di solito aggiungo qualcosa per diluire un po' il gusto forte e per dare consistenza, tipo patate lessate o in fiocchi, farina di mais, riso cotto, pangrattato... stavolta ho voluto provare la nuova farina di piselli.
Avevo raccolto piattello, borragine, cicoria, foglie di papaveri, aglietti spontanei, biete, melissa, qualche foglia di cardo spontaneo e probabilmente anche dell'altro; scottati e passati in padella. Ho aggiunto provolone, sale, albume e, appunto, la summenzionata farina di piselli.
Ho fatto un impasto decisamente morbido, direi quasi liquido, messo in padella a cucchiaiate, cercando di dare un minimo di forma alle crocchette durante la cottura.
Mai mi sarei immaginata che il terribile potere addensante della farina di piselli si sarebbe manifestato in seguito, né, soprattutto, in tale misura.
Ne sono uscite delle polpette di buon sapore, ma la consistenza era probabilmente simile a quella della torta dei Flinstones, quella fatta con la polvere di marmo.
Come risolvere il problema?
Ho raccolto qualche piantina di allium triquetrum, le ho tritate e soffritte. Ho aggiunto le polpette marmoree ridotte a cubettini, ho aggiunto un vasetto della mia salsa di pomodori (annata 2018), e ho cotto qualche minuto. Ne é uscito un fantastico ragù. Ma non tanto per dire, é venuto davvero buono buono, infatti é avanzato solo questo in foto.
Morale: Attenzione alla harina de arveja tostada! Buona, ma da usarsi in modica quantità, e magari facendo riposare a lungo l'impasto prima di mettere a cuocere le polpette. Oppure persistere nell'errore e dare inizio a una nuova era nella storia dei falsi ragù. Farò ulteriori esperimenti, le 'erbacce' non mancano.
Hasta luego.
L'ho aperta solo un paio di giorni fa.
Stavo preparando, come spesso faccio, delle crocchette di erbe miste. Di solito aggiungo qualcosa per diluire un po' il gusto forte e per dare consistenza, tipo patate lessate o in fiocchi, farina di mais, riso cotto, pangrattato... stavolta ho voluto provare la nuova farina di piselli.
Avevo raccolto piattello, borragine, cicoria, foglie di papaveri, aglietti spontanei, biete, melissa, qualche foglia di cardo spontaneo e probabilmente anche dell'altro; scottati e passati in padella. Ho aggiunto provolone, sale, albume e, appunto, la summenzionata farina di piselli.
Ho fatto un impasto decisamente morbido, direi quasi liquido, messo in padella a cucchiaiate, cercando di dare un minimo di forma alle crocchette durante la cottura.
Mai mi sarei immaginata che il terribile potere addensante della farina di piselli si sarebbe manifestato in seguito, né, soprattutto, in tale misura.
Ne sono uscite delle polpette di buon sapore, ma la consistenza era probabilmente simile a quella della torta dei Flinstones, quella fatta con la polvere di marmo.
Come risolvere il problema?
Ho raccolto qualche piantina di allium triquetrum, le ho tritate e soffritte. Ho aggiunto le polpette marmoree ridotte a cubettini, ho aggiunto un vasetto della mia salsa di pomodori (annata 2018), e ho cotto qualche minuto. Ne é uscito un fantastico ragù. Ma non tanto per dire, é venuto davvero buono buono, infatti é avanzato solo questo in foto.
Morale: Attenzione alla harina de arveja tostada! Buona, ma da usarsi in modica quantità, e magari facendo riposare a lungo l'impasto prima di mettere a cuocere le polpette. Oppure persistere nell'errore e dare inizio a una nuova era nella storia dei falsi ragù. Farò ulteriori esperimenti, le 'erbacce' non mancano.
Hasta luego.
martedì 21 aprile 2020
Chayote e novità odierne
Alla chiusura della serra scrivevo:
Le radici si sono salvate, le foglie sono spuntate.
Ora deve fare di più: produrre fiori e zucchette spinose.
Asimina triloba. Sotto alla pianta nascono numerose piantine. Mi sembra impossibile che cadano tanti frutti maturi, senza che io me ne accorga. Ho pensato che i semi potrebbero essere vitali già da molto piccoli
Ornithogalum umbellatum
Sigillo di Salomone
Aquilegie
Il primo fiore di zucca cedrina, alias anguria da marmellata
Una piantina spontanea di atriplex hortensis. Ne ho seminate altre proprio ieri.
Rosa sanguinea
Ho trapiantato le zucchine lasciando le patate vitelotte spontanee.
Altre spontanee tra i miei trapianti.
cavolo riccio di Feltre
Calla
Old blush
Hesperis matronalis
Sedum e cavoli
Calicantus occidentalis
Golden Celebration
Borragine
Pomodori Tzar kolokol
Con enotera glazioviana spontanea
Ora deve fare di più: produrre fiori e zucchette spinose.
Asimina triloba. Sotto alla pianta nascono numerose piantine. Mi sembra impossibile che cadano tanti frutti maturi, senza che io me ne accorga. Ho pensato che i semi potrebbero essere vitali già da molto piccoli
Ornithogalum umbellatum
Qualche striminzita Hyacinthoides rosa
Sigillo di Salomone
Aquilegie
Il primo fiore di zucca cedrina, alias anguria da marmellata
Una piantina spontanea di atriplex hortensis. Ne ho seminate altre proprio ieri.
Rosa sanguinea
Ho trapiantato le zucchine lasciando le patate vitelotte spontanee.
Altre spontanee tra i miei trapianti.
cavolo riccio di Feltre
Calla
Old blush
Hesperis matronalis
Sedum e cavoli
Calicantus occidentalis
Golden Celebration
Borragine
Pomodori Tzar kolokol
Con enotera glazioviana spontanea
domenica 19 aprile 2020
Barrette stringinaso
La vera sfida, per i cucitori di mascherine antivirus, é quella di procurarsi le barrette stringinaso.
Per me sono essenziali, perché il mio nasone è abbondante e gli occhi irritati di loro, e se la mascherina non aderisce bene mi soffio aria negli occhi, cosa che non posso sopportare.
Finora ho usato i laccetti per chiudere i sacchetti freezer, ma li avevo di metallo e carta.
Oltre ad essere troppo morbidi, e quindi a non mantenere la forma data, lavando le mascherine questi laccetti si sciolgono, e potrebbero anche arrugginire.
Oggi li ho fatti con strisce ricavate da una lattina del tonno. Il metallo è molto più morbido di quanto sembri. Non volevo usare questa scatoletta perché mi sembrava troppo rigida, invece è ancora troppo malleabile.
Per tagliarla ho usato prima la lama del seghetto da potatura, (per comodità, perché l'avevo qui sul tavolo).
Dopo aver creato un piccolo intacco, ho tagliato le strisce di metallo usando un semplice, piccolo, misero paio di forbicine, dall'aspetto davvero fragile. Per comodità, perché le avevo qui sul tavolo.
Il loro scopo sarebbe quello di tagliare le garze per medicazione, ma hanno assolto benissimo anche questo ben più arduo compito.
Queste lamine le metterò all'interno del tessuto, ma per scongiurare qualsiasi tipo di problema ne ho arrotondato gli angoli e le ho ricoperte con del nastro adesivo telato. Spero che non sparga colla con il lavaggio!
Ho ottenuto 2 strisce lunghe, = 4 barette, da una scatoletta piccola. Se ne sarebbero potute fare anche di piú.
Per me sono essenziali, perché il mio nasone è abbondante e gli occhi irritati di loro, e se la mascherina non aderisce bene mi soffio aria negli occhi, cosa che non posso sopportare.
Finora ho usato i laccetti per chiudere i sacchetti freezer, ma li avevo di metallo e carta.
Oltre ad essere troppo morbidi, e quindi a non mantenere la forma data, lavando le mascherine questi laccetti si sciolgono, e potrebbero anche arrugginire.
Oggi li ho fatti con strisce ricavate da una lattina del tonno. Il metallo è molto più morbido di quanto sembri. Non volevo usare questa scatoletta perché mi sembrava troppo rigida, invece è ancora troppo malleabile.
Per tagliarla ho usato prima la lama del seghetto da potatura, (per comodità, perché l'avevo qui sul tavolo).
Dopo aver creato un piccolo intacco, ho tagliato le strisce di metallo usando un semplice, piccolo, misero paio di forbicine, dall'aspetto davvero fragile. Per comodità, perché le avevo qui sul tavolo.
Il loro scopo sarebbe quello di tagliare le garze per medicazione, ma hanno assolto benissimo anche questo ben più arduo compito.
Queste lamine le metterò all'interno del tessuto, ma per scongiurare qualsiasi tipo di problema ne ho arrotondato gli angoli e le ho ricoperte con del nastro adesivo telato. Spero che non sparga colla con il lavaggio!
sabato 18 aprile 2020
Rotula felice
"La Iaia" si sta specializzando sempre più nella produzione di articoli sanitari/ortopedici.
La mia tradizione è lunga, la iniziai modificando le cavigliere e cucendomi i reggibraccio, che dovetti indossare per molti anni, e che facevo su misura, perché quelli in commercio non erano compatibili con il mio tipo di dolore e peggioravano la situazione.
Sorvoliamo sulle mascherine, che sí, le ho fatte e le faccio, anche per gli amici, ma su internet ormai si trovano migliaia di tutorial per la realizzazione di mascherine, quindi vi risparmio i miei modelli.
Passiamo direttamente al mio nuovo articolo: una ginocchiera estiva , modello "Rotula felice," che ho preparato per una vicina anziana con dolori alle ginocchia.
Lei avrebbe preferito un tessuto marrone, ma purtroppo la merceria è chiusa.
Come ben si sa, Ubi deficiunt equi, aselli trottant, cosí "la Iaia" cucina e cuce le ginocchiere utilizzando quello che c'è.
Come ben si nota, il verso del tessuto é diverso tra la parte anteriore e posteriore delle ginocchiere. Non si tratta di un errore di distrazione, avevo pochissimo tessuto, e usandolo tutto dal verso giusto non sarebbe stato sufficiente.
Foto in corso d'opera e finita.
Foto in corso d'opera e finita.
Speriamo che a maggio riapriranno i negozi di ortopedia, cosí la signora comprerà ottime, certificate e ben rifinite ginocchiere marroni.
giovedì 16 aprile 2020
Sedia
Ho ricoperto un'altra sedia da ufficio.
Qui il confronto tra lo schienale già ricoperto e il sedile ancora da fare.
La sedia è finita. Ora devo lucidare le parti in plastica
Non è un modello eccezionale, ma almeno dovrebbe essere robusta. Quella nuova è durata pochissimo, e ovviamente si è rotta mentre c'era seduta mia mamma, che fortunatamente si è fatta solo dei lividi.
Non è mai il periodo ideale per farsi ingessare una gamba, e di questi tempi, come sappiamo, lo é ancora meno del solito.
Capirei se mi ci fossi seduta io, che sono pesante, ma onde evitare non mi avvicino alla sua sedia. Pessimo prodotto. Così ho rinnovato quella vecchia.
Qui il confronto tra lo schienale già ricoperto e il sedile ancora da fare.
La sedia è finita. Ora devo lucidare le parti in plastica
Non è un modello eccezionale, ma almeno dovrebbe essere robusta. Quella nuova è durata pochissimo, e ovviamente si è rotta mentre c'era seduta mia mamma, che fortunatamente si è fatta solo dei lividi.
Non è mai il periodo ideale per farsi ingessare una gamba, e di questi tempi, come sappiamo, lo é ancora meno del solito.
Capirei se mi ci fossi seduta io, che sono pesante, ma onde evitare non mi avvicino alla sua sedia. Pessimo prodotto. Così ho rinnovato quella vecchia.
martedì 14 aprile 2020
La vita continua
...almeno nell'orto.
Il mirabolano sta facendo il suo dovere. Si è riempito di frutti (per ora...) e di afidi.
È tutto appiccicoso e sputacchiante di melata, e questo è il suo compito primario.
Così facendo attira e invita a moltiplicarsi decine di migliaia di Harmonia axyridis. Purtroppo non può fare di meglio, le Harmonia hanno distrutto tutte le nostre belle coccinelle nostrane, e non mi resta che accontentarmi.
Seguono un moscone, una coppia di anacridium aegyptium e un graditissimo ritorno.
La realtà è che la Sfinge Colibrì non torna certo per mettersi in mostra davanti al mio obiettivo. A lei interessa solamente inebriarsi del profumo dei fiori della Choysia ternata.
Il mirabolano sta facendo il suo dovere. Si è riempito di frutti (per ora...) e di afidi.
È tutto appiccicoso e sputacchiante di melata, e questo è il suo compito primario.
Così facendo attira e invita a moltiplicarsi decine di migliaia di Harmonia axyridis. Purtroppo non può fare di meglio, le Harmonia hanno distrutto tutte le nostre belle coccinelle nostrane, e non mi resta che accontentarmi.
Seguono un moscone, una coppia di anacridium aegyptium e un graditissimo ritorno.
La realtà è che la Sfinge Colibrì non torna certo per mettersi in mostra davanti al mio obiettivo. A lei interessa solamente inebriarsi del profumo dei fiori della Choysia ternata.
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